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[lettera inviata, e [volentieri] pubblicata da Meridiano Scuola, il 2 marzo 2004]
Leggo, con un misto di emozione
e di paura, sull'ultimo numero di Italia Oggi, dell'intesa che maggioranza
e opposizione starebbero per raggiungere circa lo scottante tema delle
assunzioni nella scuola, da inserire nel ddl che si sta discutendo. E dove,
lo scrivo per inciso, ma per inciso, le intese bilaterali hanno portato
fino ad ora a sciagurati emendamenti, imprevedibili fino a poche ore prima,
come il raddoppiamento dei punti per i dottori di ricerca e il premio alla
carriera militare, merito senz'altro più cospicuo che, poniamo,
due annetti di ssis.
Leggo con precisione qualcosa
del genere: assunzione dei precari sulle cattedre vacanti. Che finora avevo
letto su qualche manifesto sindacale. E che suonava, con un po' di solennità:
assunzione di TUTTI i precari su TUTTE le cattedre vacanti. E non è
la stessa cosa, prima di tutto perché le formule POCHI contenti
e MOLTI scontenti o anche, con maggiore ottimismo, metà contenti
e metà scontenti, si sa dove portano. Ma anche perché, detta
così, in piena campagna elettorale, ha l'aria di una grande bufala.
O di una bufala di passaggio, con contorno di pecorelle.
Leggo più attentamente:
"Il centro sinistra ha chiesto dì inserire neIl’articolato una norma
che preveda l'assunzione di tutti i docenti precari che coprono cattedre
vuote". Idea folle, scriteriata e per di più demagogica: in altre
parole Il centro-sinistra chiede la "conversione" in ruolo di tutti gli
insegnanti che stanno attualmente su una cattedra vacante. Si saltano le
gelosie reciproche, gli egoismi, i tu quoque e clic: tutti al loro posto,
come in una fotografia dell'Italia che lavora. Con buona pace, non serve
neppure spiegarlo, di coloro che stanno su una cattedra non vacante "ma
disponibile" (contratto al 30 giugno), o che, per qualche motivo,
anche stupido, non stanno lavorando nella scuola. Scaricati. La stessa
ratio che, ministro De Mauro, governò le cosiddette "riconferme",
e quindi non c'è da stupirsi. Come non c'è da stupirsi di
tanta generosità da parte del centro-sinistra nell'elargire, a parole,
quelle cattedre su cui di fatto, in tempi non sospetti, le nomine non vennero
fatte. e' vero, d'altra parte, che sotto mamma Dc con sequela di centro-sinistra,
nonè passato un anno senza assunzioni. Te ne facevano, toh, quattro
o cinque, per dire che si muove la classifica. Per farti credere che hai
un futuro. Mo' niente, manco una in due anni. Troppi scontenti per quattro
o cinque che prendono il tramvai. Giova ripeterlo, ma non è certo
una giustificazione per la politica del centro-destra. Casomai è
un'aggravante. Incitare il bellum omnium contra omnes è da sempre
un modo per lavarsene le mani. E comunque non ci stanno i dindi.
Che poi non è vero, si
sa benissimo che i dindi ci stanno (guarda quanti ne spendiamo per mantenere
una spedizione in Iraq senza peraltro alcun valido motivo), ma non si spendono
per la scuola. E non si spendono perché la scuola (pubblica) è
in svendita, i posti attualmente vacanti prevedibilmente riassorbiti dal
taglio degli organici "a seguito della piena attuazione della riforma".
Processo lento ma inesorabile. Insomma: fateci sapere se, quando avrete
fatto i vostri bravi due conti, non saranno i docenti assunti a diventare
vacanti invece del contrario.
ciao ale(rino)