| Un futuro asciutto?
Giovanni Spataro |
[«Emergency», 50, marzo 2009]
Secondo le Nazioni Unite, entro il
2050 i tre quarti della popolazione mondiale soffriranno gli effetti della
scarsità d'acqua. Già oggi la disponibilità è
sempre più squilibrata, per spreco da un lato e per inaccessibilità
dall'altro.
Uno dei principali problemi che
saremo chiamati ad affrontare nel prossimo futuro sarà la scarsità
d'acqua. Nel nostro paese sembra una questione lontana, retaggio di anni
passati, quando il meridione, in particolare la Sicilia soffriva di una
cronica carenza idrica. E tuttavia, cambiamenti demografici, sociali e
climatici stanno costringendo scienziati, politici e opinione pubblica
a rinnovare l'attenzione su una pericolosa scarsità d'acqua.
Secondo i dati delle Nazioni Unite,
attualmente una persona su sei, dunque un miliardo di persone, soffre di
un inadeguato accesso all'acqua. Entro iì 2025 più della
metà dei paesi del mondo potrebbe avere problemi di approvvigionamento
o sperimentare delle gravi carenze. Si prevede che entro il 2050 i tre
quarti della popolazione mondiale possano soffrire di scarsità d'acqua.
Secondo la Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite, "è
ormai tempo di considerare l'accesso all'acqua potabile e ai servizi sanitari
nel novero dei diritti umani, definito come il diritto uguale per tutti,
senza discriminazioni, all'accesso a una sufficiente quantità di
acqua potabile personale e domestico - per bere, lavarsi, lavare i vestiti,
cucinare e pulire se stessi e la casa - allo scopo di migliorare la qualità
della vita e la salute". Alcuni esperti, tra cui Malin Falkenberg dell'lnternational
Water Institute di Stoccolma, hanno stimato la quantità minima necessaria
a una persona per dissetarsi, per l'igiene personale e per la preparazione
del cibo: 1.000 metri cubi l'anno. Se moltiplichiamo questo numero per
sei miliardi, stima attuale leggermente al ribasso della popolazione umana,
sarebbero necessari 6.000 miliardi di metri cubi di acqua all'anno. Per
quanto sembri inarrivabile, questa grandezza è alla nostra portata.
Secondo le stime dell'Internatìonal
Water Management Institute, ogni anno sui terreni del pianeta piovono circa
110.000 chilometri cubi d'acqua. Il 60 per cento del volume delle precipitazioni
non si può immagazzinare perché viene subito assorbita da
suolo e piante.
Quella che resta non si distribuisce
in modo uniforme sulle varie aree del pianeta. Nel descrivere le situazioni
dei vari paesi, gli esperti distinguono tra scarsità fisica e scarsità
economica di acqua.
La stragrande maggioranza delle
nazioni del continente americano dispone di acqua a sufficienza, con l'eccezione
di un'area che copre la regione andina e amazzonica, al confine tra Brasile
e Perù e tra Bolivia e Perù, dove la scarsità d'acqua
è di tipo economico. Le riserve sarebbero sufficienti al fabbisogno,
ma la mancanza di tecnologia e di finanziamenti e la pessima gestione limitano
l'accesso alle risorse idriche per la stragrande maggioranza della popolazione.
Una situazione simile si registra negli stati africani compresi tra il
deserto del Sahara a nord e il Sudafrica a sud. Per quasi tutti gli stati
dell'America centrale, invece, si parla di scarsità fisica, ovvero
si registra una domanda idrica maggiore rispetto alla disponibilità.
Inurbamento e aumento del Pil
tra le cause della scarsità idrica
L'attuale criticità
nell'accesso all'acqua è il frutto di fattori sociali, climatici
e gestionali.
Paradossalmente, uno dei peggiori
nemici delle disponibilità idrica è l'aumento del reddito
medio delle persone, laddove è avvenuto. Come ha spiegato Peter
Rogers, professore di ingegneria ambientale e pianificazione urbana ed
extraurbana alla Harvard University e consulente della Global Water Partnership,
le comunità più ricche consumano più acqua rispetto
alle comunità
più povere, soprattutto nelle
aree urbane e industriali. E qui entra in gioco uno dei cambiamenti epocali
che stiamo vivendo. Secondo stime delle Nazioni Unite, in questi ultimi
due anni, a livello globale, il numero di persone che vivono in città
ha superato quello delle persone che risiedono in aree rurali, con un aumento
del consumo di acqua.
L'aumento della popolazione urbana
è particolarmente accentuato in alcune aree di Asia e Africa, dove
effettivamente le risorse idriche sono quasi allo stremo.
Un altro fenomeno che incide sulla
jisponibilità di acqua è la crescita sconomica. Il balzo
in avanti del Prodotto interno lordo registrato iegli anni passati da nazioni
come Cina e India ha avuto tra gli effetti un forte depauperamento delle
risorse idriche.
La Cina sta correndo ai ripari dopo
aver sperimentato nel 2008 la peggiore siccità degli ultimi 50 anni,
che ha riguardato 20 milioni di ettari di coltivazioni.
L'obiettivo è la riduzione
del 60 per cento del consumo di acqua per unità di Prodotto interno
lordo entro il 2020. Secondo i dati ufficiali, ogni anno il bilancio idrico
della Cina è in rosso per 40 miliardi di metri cubi, 300 milioni
di persone hanno problemi per l'accesso all'acqua potabile e 15,3 milioni
di ettari di terreni agricoli - il 13 per cento del totale nazionale -
soffre la siccità in un paese in cui il 70 per cento del fabbisogno
idrico è di tipo agricolo.
Un impegno che dovrebbe essere perseguito
da ogni paese del pianeta perché, come fa notare Peter Rogers, abbiamo
già a disposizione gli strumenti tecnologici e politici necessari
per aumentare le riserve di acqua dolce necessarie per scongiurare una
siccità globale. Quello di cui abbiamo bisogno, spiega Rogers, è
un'azione immediata.
Un futuro di simulazioni catastrofiche
e azioni preventive efficaci e possibili
Crescita demografica e riscaldamento
globale potrebbero sommare i loro effetti nefasti per produrre uno scenario
da incubo, come ha suggerito Charles J. Vorosmarty dell'Università
del New Hampshire, in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Science.
Simulando gli effetti del cambiamento climatico e della crescita economica
sulla disponibilità idrica, Vorosmarty ha indicato che entro il
2025 l'aumento della temperatura media del pianeta causerà gravi
carenze idriche in diverse aree del mondo, in particolare in America centrale
e nelle aree dell'America del sud a cavallo delle Ande, nel Sud-Est asiatico
e in alcuni paesi dell'Africa orientale. Se a questo scenario si sommeranno
la crescita demografica e l'assenza di politiche concertate tra i vari
paesi per ridimensionare il consumo di acqua, allora la scarsità
idrica sarà drammaticamente e pericolosamente diffusa in tutto il
pianeta.
Che fare, dunque? Un futuro senz'acqua
si può prevenire in modo diverso da paese a paese. Una delle azioni
raccomandate dagli esperti è un aumento del prezzo dell'oro blu.
Nei paesi ricchi, come l'Italia, il prezzo dell'acqua è basso al
punto che non si è incentivati a risparmiare sull'uso e a costruire
strutture più efficienti per la gestione e il consumo delle risorse
idriche, per non parlare del riciclo. In alcune realtà, come quella
cinese appena descritta, una delle priorità è concentrarsi
sui grandi consumatori, ovvero gli agricoltori. Uno studio dell'International
Water Management Institute afferma che se non si provvederà a rendere
efficiente il consumo di acqua per le coltivazioni, per soddisfare la richiesta
di cibo a livello globale - tenendo conto anche della crescita demografica
nel 2050 gli agricoltori avranno bisogno di un volume di acqua quasi
doppio rispetto a quello necessario oggi, ovvero 2.700 chilometri cubi.
Qualche speranza la danno anche le tecnologie per ottenere acqua dolce
dalla più grande riserva d'acqua disponibile sul pianeta: gli oceani.
I desalinizzatori sono diventati più efficienti grazie all'implementazione
della cosiddetta "osmosi inversa", una tecnologia efficace, ma costosa
in termini di energia utilizzata. Non è un caso che ad essi guardino
con grande interesse soprattutto i paesi del Golfo Persico, che possono
contare su risorse energetiche fossili relativamente a basso costo.
Infine, ognuno di noi può
mettere in atto comportamenti di consumo più responsabile attraverso
tante piccole azioni quotidiane: installare uno sciacquone con il doppio
pulsante di scarico; usare lavastoviglie e lavatrici efficienti e a pieno
carico; privilegiare la doccia rispetto al bagno; non lasciare il rubinetto
aperto quando ci si fa la barba o ci si lava i denti; innaffiare il giardino
la mattina presto o la notte. L'incubo di un pianeta senza acqua a sufficienza
si sconfigge anche così.