Sindrome Valditara
corsivi della redazione

primo tempo: Sareste disposti a essere assunti su una cattedra che non c'è più?

Secondo i risultati di un sondaggio di Orizzonte Scuola quasi l'80% dei precari sarebbe disposto ad accettare il ruolo "anche a stipendio ridotto". Tra l'altro, il quesito è mal posto e perciò fuorviante. La proposta Valditara non prevede di accedere al ruolo "a stipendio ridotto", ma con la "ricostruzione di carriera bloccata per alcuni anni", niente di più di quanto succederebbe comunque.
Il sondaggio è stato molto frequentato e il suo risultato meriterebbe rispetto. Se si fosse fatto un sondaggio per sapere cosa i precari pensassero sui 30 punti dei sissini sapremmo bene quale sarebbe stato il risultato. Siamo stati un’orgogliosa minoranza e ci siamo ribellati per tanto tempo alla legge dei numeri che ci ha condannato a un ruolo subalterno di fronte all'opinione pubblica.
Il problema è che non è opportuno chiedere ai precari se vogliono prostituirsi per entrare di ruolo, sapendo bene che lo farebbero senz'altro, che lo fanno ogni giorno per molto meno. Non si mostra molto rispetto nei loro confronti gettandogli addosso una domanda riduttiva come "saresti disposto a essere immesso in ruolo a stipendio ridotto"? Avranno capito tutti entro quali limiti si colloca questo concetto di stipendio ridotto?
Per favore, fate un servizio: quantificate la riduzione, fate delle tabelle da cui ognuno possa confrontare il costo della vita, la media europea degli stipendi, i gradoni tra i nuovi e i vecchi docenti, insomma siete pagati anche per fare questo lavoro, io penso. Dite a tutti che tra dieci anni un insegnante di scuola media superiore con quindici anni di carriera prenderà mano di un insegnante elementare a inizio carriera.
Spiegateci, mentre ci proponete un sondaggio, che questa proposta di assumere è un po' per la gloria, un po' per la patria e forse perché così non ci accorgiamo che i nuovi quadri orario, tra medie e superiori, ci tagliano tutti i posti su cui stiamo lavorando da anni. Sareste disposti a essere assunti su una cattedra che non c'è più?
alerino palma

mailto:valepa7@TOGLItiscali.it
 

secondo tempo: la sindrome continua

Se la proposta Valditara fosse dettata da subdoli fini elettorali lo scopriremmo presto. Già dopo le elezioni regionali le promesse potrebbero naturaliter sgonfiarsi, cavilli di vario tipo, dovuti a impedimenti indipendenti dalla volontà di tizio e caio, potrebbero portare a 50 000 il contingente dei nuovi arruolati e successivamente a 25 000, a 12 000 e così via. Nondimeno la proposta rappresenta in questo frangente un, sia pur non tanto nobile, sasso nell'ingranaggio della riforma e dei suoi effetti sugli organici. Il sen. Valditara, personaggio giustamente sospetto come tutti quelli che calpestano le aule parlamentari, che si è adoperato in passato a escogitare corsi abilitanti aperti a tutti (mettendo a segno già due colpi), non è coerente né con il disegno di espulsione dei precari tracciato dalla riforma dei quadri orario, né con il disegno di una nuova forma di reclutamento alla quale vorrebbe premettere una corposa fase transitoria (che ne ritarderebbe l'entrata in vigore per almeno un quarto di secolo). Fidarsi no, cercare di valorizzare le contraddizioni del campo avverso, se si può. Se poi la proposta si concretizzasse, e la sua realizzazione dovesse perdipiù essere presentata come accolta "con entusiasmo da tutte le componenti del precariato" (con la sponda di qualche sindacato minore in cerca di gloria) i danni ai diritti e all'immagine dei precari sarebbero irreparabili, ma si è capito tutti, entuasiasti o scettici, che la proposta non ha nessuna probabilità di tramutarsi in legge, che è un modo per occupare il nostro tempo, stornarci dai cattivi pensieri.
vale

mailto:valepa7@TOGLItiscali.it


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