| I criteri di valutazione del
"tema" di italiano:
ecco come siamo stati mandati al macello |
VERBALE N 12 - Seduta del giorno 21/02/2000
Il giorno 21/02/2000, alle ore 15 presso la succursale dell'I.T.C. "L.Einaudi" di Roma, si sono riunite le commissioni giudicatrici del concorso ordinario, per esami e titoli, a cattedre nelle scuole ed istituti statali di istruzione secondaria di primo e secondo grado, e per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento per classi di concorso comprese negli ambiti disciplinari, nominate con D.P. prot. n. 42/R del 16/2/2000.
Sono presenti: Presidente coordinatore: Preside Evangelista Sergio e le seguenti sottocommissioni:
...
OMISSIS
Svolge le funzioni di segreteria la Dott.ssa Vox Anna Maria.
Si discute in merito alle competenze delle commissioni e al necessario collegamento tra le stesse ai fini del corretto espletamento del concorso.
Successivamente il Presidente coordinatore, i Preisdenti delle 12 sottocommissioni costituite (classe 43/50) e i relativi componenti, dopo un approfondito dialogo, stabiliscono i criteri di valutazione ai quali attenersi nella correzionedegli elaborati, di seguito elencati:
- validità utilizzazione didattica;
- comprensione del testo e trattazione completa dell'argomento;
- correttezza linguistica ed efficacia espressiva;
- logicità articolazione, organicità e coerenza della trattazione.
Ad ogni elaborato sarà quindi attribuita una votazione da 0 a 40 punti quale sintesi della valutazione effettuata del medesimo elaborato attraverso l'applicazione dei suddetti criteri. Approvato all'unanimità quanto sopra e, sempre in coerenza con il taglio globale della valutazione, considerato altresì che il bando di concorso non prescrive né la formulazione di un giudizio, né l'apposizione di segni di correzione, si decide, sempre all'unanimità:
- di non apporre segni sull'elaborato
- di indicare sulal prima facciata dello stesso il numero identificativo e il voto in quarantesimi con la firma dei tre componenti la sottocommissione.
OMISSIS
La seduta è tolta alle ore 20.30 ed aggiornata al giorno 22/02/2000 presso la succursale dell'I.T.C. "L. Einaudi".
Letto, confermato e sottoscritto.
Presidente coordinatore: Preside Evangelista Sergio.
OMISSIS
La Segretaria
Dott.ssa Vox Anna Maria
A prescindere dallo stile burocratese e non sempre pulito è necessario osservare che: I VERBALI DEI CRITERI NON SEGUONO LE CONSEGNE AFFIDATE ALLA TRACCIA DEL 12.01.2000.
Andiamo con ordine.
1. VALIDITÀ UTILIZZAZIONE DIDATTICA: già qui andiamo male, dal momento che nella traccia l’utilizzazione è sviscerata in quattro punti (classe, percorso, obiettivi, metodologie) di cui nel verbale non viene fatta menzione;
2. COMPRENSIONE DEL TESTO E TRATTAZIONE COMPLETA
DELL’ARGOMENTO: cosa vuol dire 'comprnsione'? Ad es. il libro di testo
che ho in adozione recita (Italiano essenziale. Le competenze e la grammatica,
p.88 - al par. lettura ed approfondimento): «quando vogliamo capire
un testo a fondo [...] la lettura globale non è più sufficiente,
ma serve una modalità di lettura più completa e attenta a
tutte le diverse componenti del testo, si tratta di una lettura analitica.
[per ottenere
questa è necessario seguire tre fasi] comprensione
letterale, comprensione interpretativa, valutazione del contenuto».
Orbene, in questa ottica, la proposta di ‘analisi’ posta dalla traccia
risulta giustissima in quanto comprensiva di tali elementi, mentre la supposta
‘comprensione’ del verbale, non distinguendone gli aspetti, risulta generica
e non rispondente alle consegne. E poi, cosa significa ‘trattazione completa
dell’argomento’? Ci si chiede quale possa essere tale argomento dal momento
che non è stato richiesto un tema!!! Forse la commissione è
rimasta all'esame di università!
3. CORRETTEZZA LINGUISTICA ED EFFICACIA ESPRESSIVA: bene per la correttezza della lingua, ma quanto alla efficacia espressiva non capisco proprio a cosa si voglia alludere (va meglio un compito retorico perché più ‘espressivo’?!!!!). Tale elemento non rientra in alcuna competenza o conoscenza. Perché confondere una capacità con la competenza linguistica? Insomma si mischia capre e cavoli, con il rischio di valutare solo le capre o solo i cavoli!
4. LOGICITÀ, ARTICOLAZIONE, ORGANICITÀ E COERENZA DELLA TRATTAZIONE: anche qui, dal momento che la Logica è quella parte della filosofia che studia la condizione di validità di una argomentazione volta ad un determinato fine, risulta evidente che ‘logicità, coerenza e organicità’ sono la stessa cosa (e fateje rifa’ le elementari); per quello che riguarda l'aericolazione, anch’essa rientra nel senso dei tre termini precedenti. La ripetizione quindi dello stesso concetto per ben quattro volte, certo non lo arricchisce, anzi crea un certo sconcerto laddove sembra forzare la proposta della consegna che recita chiaramente «il candidato analizzi e commenti [...] secondo un ordine espositivo liberamente assunto». Forse sarebbe stato più opportuno inserire qui, al posto di ‘articolazione’, ‘efficacia espressiva’, intendendo comunque con ciò una buona capacità espositiva!!!
Dunque tali criteri sembrano essere poco logici, poco coerenti, poco organici e poco articolati laddove sono molto aleatori e ridondanti!
Detto ciò, rimangono comunque fuori da quei quattro criteri (in senso letterale!) voluti dalle commissioni: ‘analisi’ e ‘commento’ (che sono posti a fondamento della traccia), e ancora, sono omesse tutte le sezioni di analisi - ‘forma linguistica’, ‘struttura testuale’, ‘genere letterario’, ‘contenuto informativo’, possibili ‘richiami intertestuali’, oltre a quanto già detto per i punti relativi alla valutazione della didattica. Insomma tale verbale mi sembra lacunoso, frettoloso, sintetico (nel senso peggiore del termine) e soprattutto non adeguato alla ricchezza della proposta lanciata dal compito. Eppure è stato partorito in 5 ore e mezzo. Dunque, cosa possiamo ipotizzare? Faciloneria? Incompetenza?!!! O peggio le due cose insieme?!!!
Allora la questione è se il MPI propone fiori perché i commissari rispondono picche? Ci dobbiamo andare di mezzo noi? In questo caso mi trovo maggiormente in accordo con le favole del Ministero piuttosto che con le truppe mercenarie! Forse anche un TAR potrebbe pensarla allo stesso modo!?
P.S. Criteri che fossero stati adeguati alla traccia, a mio avviso, avrebbero dovuto contenere i 3 elementi che risultano sovrani alla lettura della stessa: analisi del testo (conforme alla complessità dellaproposta), interpretazione del testo, didattica (anche qui con la ricchezza del caso proposto). A tali elementi, considerando che l’analisi avrebbe rappresentato la parte più importante, si sarebberopotuti ad esempio attribuire: 15 punti per l’analisi (3 punti per ogni richiesta), 5 per la correttezza linguistica, 10 per l’interpretazione (comprensiva di critica), 10 per la validità didattica (2,5 punti perogni richiesta). Credo che enucleare e ipotizzare una lettura corretta dei criteri valutativi per la nostra traccia sia importante, qualora un futuro ricorso portasse alla ricorrezione dei nostri elaborati.
Quelle che seguono sono riflessioni mirate a cogliere un aspetto inquietante - quello del tempo dedicato alla correzione - che emerge da un verbale di una seduta in cui una delle 12 sottocommissioni di Roma ha proceduto alla correzione dei compiti scritti di italiano per le classi di concorso A043, A050, A051, A052.
Le operazioni di correzione cominciano alle 15 e terminano alle 19.45, al centro di questo arco temporale trova spazio la lettura di circa 20 elaborati. Sottraendo solo un quarto d'ora per le operazioni preliminari di apertura delle buste e di numerazione, per la stesura del verbale e per i relativi controlli, il tempo complessivo risulta essere 4 ore e mezzo, vale a dire 270 minuti che, divisi per il numero degli elaborati, danno luogo a un tempo medio di circa 15 minuti ciascuno.
Prima osservazione: in 10 minuti si sommano tre operazioni, che al loro interno uniscono attività complesse, materiali e intellettive nello stesso tempo: la lettura ad alta voce, la correzione e la valutazione.
Altro dato: la media, per sua definizione, è un tempo astratto che contiene molte variabili più brevi o più lunghe, quindi, applicando la logica, non è da escludere che a qualche elaborato non sia stato dedicato più di 5 minuti. Aggiungiamo pure un altro fattore: non tutti i compiti sono della stessa lunghezza e possono variare da livelli minimi di una o due pagine a un massimo non calcolabile in astratto. In altre parole: la media presuppone l'uniformità del tempo; ma il tempo è davvero uniforme?
La lettura ad alta voce, operazione necessaria vista la collegialità obbligatoria della correzione, richiede palesemente un tempo maggiore rispetto a una lettura interiore. La prima questione riguarda quindi quei 10 minuti sicuramente insufficienti da un punto di vista puramente materiale a leggere un qualsiasi compito di 4-5 pagine. Provare per credere. Non solo, ma supponendo che non ci siano state mai interruzioni di alcun tipo (per esempio una pausa-caffè), altri elementi possono intervenire a complicare la situazione e a dilatare il tempo: una scrittura poco chiara (non è requisito necessario essere paleografi per far parte di una commissione), una singola parola poco leggibile, la distrazione che interviene fisiologicamente in chi legge o in chi ascolta.
La correzione è un momento ancora diverso
e molto più complesso. Senza entrare nel merito di tutte le consegne
richieste ai candidati, occorre soffermarsi almeno sul tempo necessario
a correggere la parte relativa all'analisi del testo.
Qualsiasi analisi di un testo letterario presuppone
l'individuazione degli elementi strutturali del testo (linguistici, lessicali,
retorici, concettuali ecc.) e la loro interpretazione. Di per sé
il testo letterario è polisemos, o polisenso, per dirla con Dante
o con Galvano Della Volpe. Ciò significa che interpretare un testo
letterario presuppone una decodifica di tutti i diversi significati che
esulano dal piano puramente letterale. E dunque, per chi corregge, questo
significa ancora compiere un percorso a ritroso per controllare che l'interpretazione
fornita sia accettabile sulla base del riscontro con il testo. A un livello
puramente tecnico, per esempio, se si considera il testo di Petrarca, è
necessario controllare che la struttura metrica sia stata interpretata
correttamente, che al verso tale ci sia il tale chiasmo o il tale enjambement
e che l'interpretazione tenga conto dei fattori sopra indicati. Se si considera
il testo di Svevo la questione è meno tecnica ma ancor più
ricca di implicazioni (filosofiche, per esempio, ma anche psicoanalitiche).
Tutto questo - ancora una volta - deve rientrare in quei 10 minuti.
Il tempo per la valutazione, nel senso di esplicitare e di formalizzare attraverso un voto quanto elaborato durante le operazioni precedenti, non riesce qui a ritagliarsi nemmeno uno spazio di pochi secondi. Non è necessaria almeno la metà di quei 10 minuti per pronunciare un voto unanime? E' possibile che tutti i membri della commissione non siano stati almeno per un minuto in disaccordo riguardo al punteggio da attribuire?
Il rapporto tra quei 10 minuti e il tempo trascorso dagli scritti (metà gennaio) e la pubblicazione dei risultati (fine agosto) non è direttamente proprorzionale. Si deve quindi supporre che le commissioni di greco e latino abbiano lavorato con tempi questa volta esagerati, visto che i candidati che hannno sostenuto le altre prove erano un numero di gran lunga inferiore, oppure che non tutte le commissioni di italiano abbiano lavorato con gli stessi ritmi. La domanda sorge spontanea: uno stesso compito non "passato" avrebbe avuto lo stesso destino in una diversa sottocommissione che magari ha letto approfonditamente (o, a questo punto si può dire, anche soltanto letto) ogni elaborato?
Chi ha esperienza diretta a scuola sa che la correzione
dei compiti di italiano dei propri alunni richiede ben più che 10
minuti ciascuno. Qualsiasi insegnante scrupoloso legge due volte almeno
tutti i compiti e li rivede più volte prima di formalizzare il giudizio
e il voto. Già, il giudizio...
Durante gli esami di Stato ho compilato, dopo
la correzione, verbali su verbali contenenti un giudizio esteso e tutti
si sono dotati, per ogni candidato, di griglie di valutazione compilate
analiticamente e controfirmate, sia per gli scritti che per gli orali.
E' giusto che ai ragazzi sia concessa una riflessione ponderata sul loro
operato e trasparenza sul nostro modo di giudicare. Questo avrebbe dovuto
essere un criterio valido anche per noi, tanto più che la posta
in gioco era ancora più alta.
In 8 ore si è consumata un'occasione aspettata 10 anni (ma costata altrettanti anni di studi precedenti). E si è subito vanificata in quei ridicoli 10 minuti della vita di chi ci ha giudicato.