| La
ola mentre spiego
di Livia Testa |
Cari ragazzi,
dopo due mesi ho di nuovo internet
e così vorrei raccontarvi tre recenti aneddoti, che mi hanno definitivamente
convinto a portare in gita per quattro giorni la mia terza, nonostante
la mia atavica e selvaggia riluttanza ad abbandonare il focolare domestico.
1. Visita istituzionale alla Camera
dei Deputati (tra l'altro il giorno delle dimissioni mastelliane). Il commesso
parlamentare ci introduce ai velluti e agli ori della Sala dei ricevimenti.
A destra il gigantesco Quarto Stato, a sinistra un'altrettanto ciclopica
reinterpretazione dell'opera in questione, in cui un artista contemporaneo
voleva esprimere (tipo) la perdita della coscienza di classe da parte del
popolo.
Il tapino parla, parla e parla e
poi pone la fatidica domanda: L'Italia è una repubblica fondata
su?.
Nonostante il percorso didattico
sulla Costituzione, scatta il black out psico-motorio dei gitanti e poi
una fiammata. Un mio allievo, di quelli faccia d'angelo, tipo Alain Delon,
si slancia a rispondere: Lo sfruttamento del Proletariato!!!!!
La guida è basita, i colleghi
vacillano, alla donna del Quarto Stato cade il pupattolo dalle mani.
Io, indignatissima, avrei voluto
puntualizzare: E dei lavoratori dipendenti, porca pupazza! Possibile che
in questa classe si facciano le cose sempre solo a metà? Poi però
ho taciuto, perché «porca pupazza» non è educativo.
2. Visita alla moschea di Roma.
Stavolta non era dei miei l'allievo
che, entrato nel bagno, fa pipì nella vaschetta per l'abluzione
dei piedi.
Interrogato su cosa gli abbia detto
il cervello, lo sciagurato ha detto: Ma che ne so? Questi so' Arabi, pensavo
che fosse un bagno alla turca!
Alla mutigna ci incartiamo il fanciullo
(190 cm d'altezza e 46 di piede) e ce lo portiamo via, prima che la Shari'a
si abbatta su di lui. E vi faccio notare che, con la legge del taglione,
chissà cosa gli sarebbe stato reciso, dato lo specifico dell'accaduto!
3. Fresco di giornata, l'incontro
sull'educazione sessuale con la dottoressa del consultorio.
La tipa, vecchia volpe, ci rintrona
con un'ora di vescicole mollicce, tubuli ritorti, anfratti cavernosi, tessuti
spugnosi che si irrorano di sangue e con altre schifezze orrende, meticolosamente
fotografate. Sugli speramtozoi, poi, immagini che ti fanno venire voglia
di sostituire il Baygon all'Intima di Karinzia.
Seguirà dibattito, aveva
assicurato, così i ragazzi risolveranno tutti i loro dubbi sul sesso,
ma, adducendo motivi vari, la Doc, prima sventaglia rischi micidiali di
gravidanze indesiderate, aids, epatite dalla A alla X, cancro dell'utero,
ginocchio della lavandaia e poi se ne va sul più bello, cioè
quando i ragazzi alzano tutte le mani in dotazione e anche qualche gambetta
per fare delle domande.
L'insegnante di sostegno e io grandeggiamo:
Ok, ragazzi, potete anche chiedere a noi!
Quindi rispondiamo, a volte tirandoci
vicendevolmente dei trappoloni, del tipo Ma no, collega, a questa domanda
rispondi tu, che non vorrei mancare di rispetto al tuo ruolo educativo
o Devo portare un attimo questo modulo in segreteria a Messina.
Dal dibattito emerge che in una
stessa capoccia, una sola, ci sono domande relative ad attività
proprie almeno di tre età successive (staccate, santa pace!) della
vita di un essere umano normale.
Uno stesso alunno, ad esempio, prima
chiede se è possibile restare incinta con un rapporto anale e poi,
testuali parole: Ma un bimbo, nella pancia della mamma, come fa a fare
la cacca?
Insomma, moccioso, fai pace col
cervello. O c'hai sei anni o ce n'hai trenta!
Comunque, che carini, questi ragazzini fanno tenerezza e mettono allegria. Non vedo l'ora di portarli in gita a Trieste e nei luoghi della memoria. Chissà come si celebreranno, stavolta, con giorni e giorni a disposizione? Si sbrodoleranno di caramelle panna e fragola disegnando svastiche nella Risiera di San Saba? Giocheranno a campana tra le foibe, dopo essersi riprodotti in pullman? O forse a Pinocchio schiaccia-fette in una trincea, dopo avermi sgozzato e fatto a pezzi?
Ciao ciao! L.
[25 febbraio 2008]