Vecchio e nuovo nozionismo


 

Molti sono in questo momento impegnati nella preparazione dell'orale dei concorsi di abilitazione nella scuola. Altri si preparano a entrare nelle cosiddette scuole di specializzazione all'insegnamento secondario. Altri ancora sostengono i quiz per l'accesso alle facoltà a numero chiuso. Si capisce che c'è un'attività febbrile di studio in atto. Si comprende la fortuna di certi editori di libi ad hoc. Ancora meglio si comprende che i Bignami nelle librerie sono esauriti. Non parliamo dei traduttori. Probabile che esistano anche dei manuali su come tenersi in forma.
Facile giudicare. Ma forse non siamo noi che studiamo in maniera nozionistica per arrivare ad attaccare insieme due o tre conoscenze ma ci stiamo semplicemente adattanto ad una domanda culturale nozionistica da parte della classe degli esaminatori, classe intesa in senso trasversale come quella che ha il potere di darci o meno l'abilitazione, l'ammissione ad un corso o facoltà, a prescindere dalla sua collocazione nella gerarchia scuola-università.
Nessun problema sui quiz, anche se possono essere ben fatti e stimolare l'immaginazione. Inoltre è più difficile barare: basta vedere quello che è successo oggi a Palermo. Lasciamo stare.
Ma è certo che davanti ad una commissione - di fatto - i candidati sono spesso indotti a tenersi ad un livello che sarebbe un eufemismo definire scolastico. Ma che più propriamente dovrebbe essere definito "a pappagallo" pena l'impelagarsi in pericolose incomprensioni data la scadente preparazione di molti tra coloro che siedono dall'altra parte. (Un consiglio a tutti: dite che Leopardi era infelice perché gobbo e che Montale è il capofila dell'ermetismo, che vi frega l'importante è passare.)
Ma a questo punto mi chiedo: a cosa servono le famose griglie valutative che ci hanno fatto stendere per i nostri alunni, con la colonna delle competenze, delle abilità... con il richiamo alla capacità di sintesi, a quella di operare collegamenti, al senso critico, alle unità didattiche, agli obiettivi? Come saremo capaci di operare in base ad una progettazione didattica se noi per primi siamo stati formati per impartire nozioni? Ma se esistono anche i Bignami di didattica per imparare a memoria che "l'insegnante deve mirare a formare - ch dico, instillare! - il senso critico nei propri alunni con strumenti adeguati..."

Dopo la vostra cura, mi parve troppo anhe il manuale. Mi ritrovai a sottolineare le cose più urgenti. Più tardi i miei compagni mi consigliarono dei libruccini più miseri ancora del manuale. Studiati apposta per contentare le vostre testoline.
Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa, Firenze 1994, p. 133


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