| Saggio breve
Crollo dei regimi nazionalistici, "guerra fredda" e motivi economici agli inizi del processo di integrazione europea |
CCOMPITO IN CLASSE DI ITALIANO/SAGGIO
BREVE
Sviluppa l'argomento scelto in forma
di "saggio breve" o di "articolo di giornale" utilizzando i documenti e
i dati che lo corredano. Se scegli la forma del saggio breve, interpreta
e confronta i documenti e i dati forniti e su questa base svolgi, argomentandola,
la tua trattazione anche se con opportuni riferimenti alle tue conoscenze
ed esperienze di studio. Dà al saggio un titolo coerente con la
tua trattazione e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista specialistica,
fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento
culturale, altro). Organizza la trattazione suddividendola in paragrafi,
cui dare uno specifico titolo. Se scegli la forme dell'articolo di giornale,
individua nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi che
ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo "pezzo". Dà
all'articolo un titolo appropriato e indica il tipo di giornale sul quale
ne ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale
scolastico, altro). Per attualizzare l'argomento puoi riferirti a circostanze
immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilevo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le 4-5 colonne di metà
foglio protocollo.
3. AMBITO STORICO - POLITICO
ARGOMENTO: Crollo dei regimi nazionalistici,
"guerra fredda" e motivi economici agli inizi del processo di integrazione
europea.
Esame di Stato 2005
DOCUMENTI
Era ovunque assai forte [nella seconda
metà degli anni Quaranta del sec. XX] la repulsione contro il nazionalismo
- il proprio non meno che quello degli altri - che tanti mali aveva prodotto...
Affermazioni europeiste, più o meno precise, apparvero quindi con
frequenza crescente nelle dichiarazioni programmatiche di molti partiti
e governi. Questa diffusione non fu tuttavia uguale in tutti i paesi e
in tutti i partiti dellíEuropa occidentale. Ebbe un terreno più
favorevole nelle nazioni che avevano avuto líesperienza dellíumiliazione
totale dei loro Stati, e che necessariamente riponevano una assai minor
fiducia nella restaurazione delle tradizionali sovranità nazionali.
Líeuropeismo si diffuse con relativa facilità, come si può
ben comprendere, in Germania e in Italia, che dal loro sfrenato nazionalismo
avevano raccolto amarissimi frutti, nonché in Olanda, Belgio e Lussemburgo,
che avevano constatato il valore nullo della sovranità dei loro
piccoli paesi... Messo da parte il capo della liberazione, le forze politiche
francesi che assunsero la direzione della Quarta Repubblica si orientarono
assai presto verso una politica estera europeista, vedendo in essa la sola
possibilità di mettere su basi nuove le relazioni future, soprattutto
con la Germania.
A. SPINELLI, Europeismo, in "Enciclopedia
del Novecento", II, Roma 1977
Per gli americani però uníEuropa
efficacemente ricostruita, parte dellíalleanza militare antisovietica che
costituiva il logico complemento del Piano Marshall - l'Organizzazione
del Trattato del Nord Atlantico (NATO) istituita nel 1949 - doveva realisticamente
fondarsi su una forte economia tedesca e sul riarmo della Germania. Il
meglio che i francesi potevano fare era di intrecciare così strettamente
gli interessi francesi e quelli tedesco-occidentali da rendere impossibile
il sorgere di un nuovo conflitto tra i due vecchi avversari. I francesi
proposero perciò la propria versione dellíunione europea nella forma
della Comunità Europea del Carbone e dellíAcciaio (1950), che si
sviluppò nella Comunità Economica Europea o Mercato Comune
Europeo (1957), più tardi semplicemente designata come Comunità
Europea e, dal 1993, come Unione Europea. I suoi quartieri generali erano
a Bruxelles, ma il suo vero nucleo risiedeva nellíunità franco-tedesca.
E.J. HOBSBAWM, Il secolo breve,
Milano 1994
In questo clima fu approvato il 18
aprile 1951 il testo del trattato istitutivo della "Comunità Europea
del Carbone e dellíAcciaio", che, dopo il completamento dei processi di
ratifica, entrò in vigore il 25 luglio 1952, con la immediata nomina
di Jean Monnet a presidente dellíAlta Autorità della CECA stessa...
Il trattato infatti si poneva esplicitamente come il primo passo verso
il superamento di quelle rivalità storiche che avevano diviso líEuropa
da sempre...L'Europa aveva pagato con il proprio declassamento internazionale
e con líautodistruzione l'antico prevalere della politica di potenza. Pur
senza voler affermare che la politica di potenza cessasse per virtù
di norme scritte in un trattato, è importante rilevare che questo
trattato recepiva un sentire comune, secondo il quale nulla poteva giustificare
i sacrifici di nuove guerre e tutto doveva incanalarsi entro líalveo dei
negoziati: allíinterno di istituzioni o fuori di esse ma sempre in modo
pacifico. La pacificazione fra la Germania e la Francia attraverso il trattato
CECA era un primo segno, grazie al quale diventava possibile affermare
che i rapporti fra i due paesi non sarebbero più divenuti una minaccia
per la pace europea.
E. DI NOLFO, Storia delle relazioni
internazionali (1918-1992), Roma-Bari 1994
La tensione provocata dal blocco
di Berlino nel 1948, dalla creazione delle due Germanie, dalle pesanti
limitazioni allíattività industriale tedesca imposte dal Consiglio
di controllo alleato era elevata. Relegare líeconomia tedesca a una posizione
di inferiorità non appariva realistico visto che, sin da allora,
si cominciava a sentire la necessità di associare la Germania alla
difesa dellíOccidenteÖAcciaio e carbone costituivano allora la base della
potenza economica.
B. CEPPETELLI CAPRINI, La Comunità
del carbone e dell'acciaio, in "Storia dellíintegrazione europea", I, Milano
1997