Tempo di Màssacro V
Appello su formazione iniziale e reclutamento
di Mr. Kite

Il Decreto Legislativo n. 227 del 17 ottobre 2005, pubblicato sulla G.U. n. 257 del 4 novembre 2005, sulla formazione iniziale e il reclutamento dei docenti, riserva in maniera esclusiva il 50% dei ruoli organici delle istituzioni scolastiche statali ai nuovi abilitati attraverso i Centri di Ateneo istituiti dallo stesso decreto e che inizieranno la loro attività nell'anno accademico 2006/2007. Dopo i due anni previsti per il conseguimento della "laurea magistralis" valevole anche ai fini abilitanti (il famoso 3+2) i nuovi abilitati, iscritti in apposito albo regionale, nell'anno scolastico 2008/2009 faranno un anno di applicazione sulla base delle esigenze delle scuole, rilevate su base regionale. Nel 2009 concorreranno, solo ed esclusivamente loro, al 50% dei ruoli organici; l'altro 50% sarà ricoperto attraverso le graduatorie provinciali permanenti.

Elenco alcune logiche conseguenze del decreto in questione:

1. dal fatto che tutti quelli che si saranno abilitati tramite i Centri di Ateneo avranno il diritto di essere applicati nelle scuole statali, con responsabilità di insegnamento e contratto regolarmente retribuito di formazione e lavoro, deriva che ci sarà una forte diminuzione della quota dei posti disponibili per i contratti a tempo determinato destinati a incarichi annuali e supplenze;

2. è una palese iniquità riservare, e  per di più in maniera esclusiva, il 50% dei ruoli organici a poche migliaia di abilitati lasciando il resto ai circa 500.000 insegnanti precari di cui più di 200.000 iscritti nelle graduatorie permanenti, i quali aumenteranno in seguito ai corsi abilitanti che saranno effettuati in questo anno accademico;

3. ammesso che si facciano le assunzioni in ruolo previste (30.000 nel 2006 e 10.000 nel 2007) resteranno almeno 160.000 insegnanti abilitati a rischio molto alto di disoccupazione permanente (per non parlare dei non abilitati che finora hanno usufruito raramente di qualche supplenza temporanea);

4. tutti i precari, abilitati e non (precari storici, idonei nei concorsi ordinari o riservati, abilitati con le SSIS) sono fortemente penalizzati nella legittima aspirazione all'immissione in ruolo e nell'attribuzione di incarichi e supplenze non solo dal decreto in questione, ma anche dalla Riforma della scuola del primo e del secondo ciclo (L. 53/2003) a causa della diminuzione del monte ore effettivo delle varie discipline nella ex-scuola media inferiore e nei vari indirizzi della ex-scuola media superiore.

Cosa possiamo fare?

Il primo passo deve essere quello di far conoscere a quanta più gente possibile, interessati e non, questa ingiustizia.

Il secondo, creare un fronte compatto (precari abilitati da SSIS e da concorsi) per chiedere a sindacati, partiti e associazioni di tutelare i nostri diritti e al governo di riscrivere il decreto in modo che non ci discrimini, secondo le ragionevoli (a mio parere!) proposte che seguono:

(grazie a F. Manetti per il suo contributo)

- che i nuovi corsi di laurea specialistica si limitino a sostituire le SSIS, ovvero si limitino ad inserire stabilmente le SSIS nel percorso universitario; i neo-abilitati non dovranno quindi essere inseriti in specifici albi regionali, ma nella terza fascia delle graduatorie permanenti provinciali, dove saranno loro riconosciuti, oltre al punteggio di abilitazione, i 24 punti aggiuntivi già attribuiti ai sissini;
- che il nuovo percorso di formazione non preveda l'anno di applicazione, ovvero che permanga unicamente, come ultima verifica prima dell'effettiva immissione in ruolo, l'iter dell'attuale anno di prova;
- che i posti a tempo determinato di qualsivoglia consistenza oraria (cattedre e spezzoni) e durata (annuale o temporanea) continuino ad essere assegnati attingendo unicamente alle graduatorie permanenti provinciali e alle graduatorie di circolo e di istituto;
- che gli eventuali futuri concorsi siano aperti a tutti gli abilitati.

Infine, se le nostre proposte malauguratamente fossero disattese dobbiamo prepararci anche a un'eventuale battaglia legale per cancellare, in nome dei diritti costituzionali, le ingiustizie che il decreto legislativo citato crea in modo inequivoco.

Mr. Kite
 
 


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