| La mano morta
Sulla proposta dell’ANP di riforma del reclutamento degli insegnanti dialogo con Alessandro Paris |
Vorrei capire una cosa: la proposta dell’ANP prevede sempre il contratto a tempo indeterminato, o si va verso una precarizzazione indefinita? Un po' come succede per i lavoratori dei call center, che sono si "professionisti", ma hanno, proprio per questo, poche o nulle garanzie di un "posto fisso a vita"...
Nessuna garanzia e molte chiacchiere, le solite da almeno dieci anni, a ogni tornata elettorale e nei pressi: i presidi vogliono mano libera nelle nomine dei supplenti, ovvero facoltà di scegliere a prescindere dal posto che ciascuno occupa in graduatoria. I prescelti, a guardare alla classe che dovrebbe avere questa responsabilità (alle sue capacità attualmente molto modeste anche nelle più semplici funzioni che attualmente ricopre), saranno i ruffiani, i cugini e i vicini di casa. Sotto il cappello della professionalità: degli elettori e degli eletti. Scarsa, come si può ben immaginare conoscendo, senza dir di più, un po’ di storia italiana. Criteri molto sfuggenti ma molto à la page nell'epoca in cui anche la scuola subisce gli effetti della modernizzazione neoliberista, trasmutazione di tutto ciò che conserva o conservava un'etichetta pubblica (salvo il residuo contenuto).
I sissini per il momento avrebbero molto da guadagnare
da un sistema del genere. Sono giovani, hanno il patentino di professionalità
che sembra fatto apposta per piacere all'utenza (invece che certe laide
precarie quarantenni piene di patacce sulla camicia che possono tutt'al
più vantare un corso riservato dove sono tutti promossi, si sa).
Ma durerà poco. Intanto non saranno mai assunti, perché il
turn over arriverà presto anche per loro e perché i contratti
a tempo indeterminato sono estremamente più costosi di quelli a
tirocinio. E anche perché, senza accorgersene, stanno collaborando
ad affossare un sistema di tutele (per tutti): il preside che si trasforma
in un gestore, e che paga di tasca sua (come già in parte succede),
sarà presumibilmente svincolato anche da certi fastidiosi impedimenti
contrattuali, pagherà i supplenti (che adesso sono liberi professionisti
e non dipendenti a t.d. del ministero dell'istruzione) a ore, a giorni,
li licenzierà nel giorno libero, niente tredicesima, il tfr arrivederci.
Le ferie zero, malattia via a casa e avanti un altro. Lavoratori di un
call center, eccoci.
ciao alerino