Il giorno dopo: cartelloni sull'ONU e trapassato remoto
di Luca La Pietra

Ieri, in classe, mentre ero ancora irritato per la notizia dell'ultimatum di Bush, alcuni miei alunni di II media mi hanno annunciato trionfanti: "Abbiamo finito il cartellone sull'ONU!"
Invece di realizzare coccardine, colombe e bandiere con l'arcobaleno (che mi ricordano il catechismo oppure il "Costanzosciò"), ho preferito spiegare ai ragazzi (nei limiti miei e loro, s'intende!) la situazione internazionale
e, soprattutto, che cos'è l'ONU e perché è tanto importante per evitare i soprusi di un singolo Stato.
Ebbene, ieri mattina, vedendo il loro semplice cartellone, con l'elenco degli Stati membri del Consiglio di Sicurezza, mi sono sentito ancora più angosciato ed impotente.
"Buttiamolo, ormai l'ONU non serve più a niente..." avrei voluto dire, ma non volevo sminuire il loro lavoretto. Così il cartellone lo abbiamo appeso lo stesso, però siamo passati subito dopo agli esercizi di grammatica.
Ha senso parlare di diritti e di principi in una scuola, quando poi a livello internazionale prevale "darwinianamente" l'arroganza del più forte?
Forse è più utile occuparsi del "complemento di causa efficiente", oppure tentare di riesumare quella simpaticissima mummia del trapassato remoto...
Luca
 


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