| Forma e sostanza
Giovanni Lindo Ferretti |
testo trascritto da Federica
Conosco le
abitudini so i prezzi
E non voglio
comperare né essere comprato
Attratto fortemente
attratto
Civilizzato
sì civilizzato
Comodo ma
come dire poca soddisfazione
Comodo ma
come dire poca soddisfazione
Soddisfazione
Signore
Conosco le
abitudini so i prezzi
E non voglio
comperare né essere comprato
Attratto fortemente
attratto
Civilizzato
sì civilizzato
Uno sguardo
più puro sul mondo che la civiltà è ora, pagando
Decidi: cosa
come quando
Comodo ma come
dire poca soddisfazione
Comodo ma
come dire poca soddisfazione
Soddisfazione
Signore
Voglio ciò
che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta
Voglio ciò
che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta
Ventiquattromilapensierialsecondofluisconoinarrestabili
Alimentando
voglie e necessità
Voglio ciò
che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta
Voglio ciò
che mi spetta lo voglio perché mio m'aspetta
Su Paparatzinger
«la
fede rimane una questione personale ma l'avvicinamento a Ratzinger nasce
da una grande affinità personale: abbiamo le stesse idee, ma lui
sa esprimerle infinitamente meglio... l'antifascismo rimane una delle mie
stelle polari. E comunque io non ho mai rinnegato niente, né ho
rimpianti. Ogni momento della vita è necessario ma devi anche avere
il coraggio di andare avanti e capire i tuoi sbagli. Per me la fede nel
Comunismo [la maiuscola ce l'ha messa il giornalista? la parola fede però
è autoctona] non è crollata con il muro di Berlino, ma con
il mio ultimo viaggio in una Jugoslavia devastata dalla guerra... l'idea
sulla fecondazione assistita me la sono fatta osservando i miei cavalli,
che amo molto. Ci sono cavalli che non si accoppiano da generazioni, vengono
appunto fecondati artificialmente. Lo trovo terribile. Sono tutte cose
legate alla nostra società tecnocratica. E poi diciamocelo, come
giustificare le sofferenze del parto senza il piacere di una chiavata?
L'amore, anche quello fisico, può essere un antodoto ai pericoli
del genetismo, che considero una subdola prosecuzione del nazismo»
brani tratti
da un pezzo di repubblica xl, dicembre 2007
Lettera
al Foglio
Al direttore
- L'ho detestata per anni e anni, spesso con malcelata rabbia, a volte
con incredula simpatia perché la sua immagine così eccessiva
non poteva non scalfire il miocuore di vecchio ex punkettone. In realtà
non sapevo niente di lei se non che era nato in una delle nobili famiglie
del Pci, vera aristocrazia politica, ed era stato allevato per essere dirigente/diligente
così da contraccambiare cotanta fortuna. Aveva anche cominciato
bene, Torino, per quel po' di leggenda che so. So anche di cani pastori
tedeschi e cavalli maremmani, mi auguro non migliorati. Da circa un anno
sono, sempre più affezionato, suo lettore. Quando sono a casa è
un'impresa quotidiana spendere quell'euro, abito fuori mano e servizi ritenuti
essenziali non sono molto efficienti. A me comunque basta, spesso avanza.
Due sono le tensioni determinanti, a oggi, la mia vita. Irrisolte, forse
irrisolvibili ma da cui non posso prescindere. Una tensione mistico-religiosa,
una tensione politico-sociale. Mai, nemmeno in momenti ben più tragici,
mi sono sentito così distante, insensibile o indispettito, dall'immagine
che la rappresentanzapolitica dà di sé al Paese. Però
non dispero, anzi me la godo. Ben consapevole che ne ammazza più
la vanagloria che la spada, non posso non citarmi: "Molte più cose,ben
più strabilianti, dimorano quaggiù". Così tempi affannati
e confusi sono ottimo ausilio per comprendere la realtà di cui sono
parte. Niente è più quello che era, quello in cui sono nato,
cresciuto, auto ingannato. Continuo a citarmi: "Molto è cambiato,
molto è cambiamento, chi non lo sa, chi fa finta di niente, per
interesse comunque piccolo, o è cieco o sprovveduto o maggiormente
in pericolo se non pericoloso".
Vengo al motivo
per cui le scrivo. Sono arrivati gli ultimi giorni del dibattito sulla
procreazione assistita che qualcuno vorrebbe fecondazione artificiale.
Per lo più becera propaganda ma non solo, anzi, quante meraviglie
di cui posso ringraziare il Foglio, che lei dirige.
Da mesi mi
interrogo se e come dire qualcosa, per quello che sono, per quello che
valgo, per quello che mi si può chiedere. In cuor mio sono sereno,
da più di un anno canto: "Nascere non è caso ideologico-medico-etico.
È
antecedente all'idea di diritto, divina conseguenza d'amore, sia almeno
sano scopare. Umano atto, animale". Canto anche: "Involucro di carne traboccante
d'umori, profumo dell'Eterno che sgorga dall'abisso". È che ognuno
interpreta come vuole e, a ben vedere, ognuno singolarmente è anche
simpatico, davvero. Troppo spesso, troppo facilmente convincibile, ahimé.
Capitano cose
ben strane, da piangerne/riderne, quanto a fraintendimenti. A volte ci
sarebbe da scorarsi e accedere alla clausura. Negli ultimi giorni sfoglio
i quotidiani solo per prendere nota degli appelli e delle firme. Lo trovo
interessante e doveroso. Per la prima volta, da che sono adulto, sono assolutamente
d'accordo con la Cei e ne sono felice oltre ogni dire. In pace con me,
con la mia storia, con i miei avversari che comunque giudico, con i miei
nemici. Sarà quello che i cittadini di questo Paese decideranno
e credo che perderemo. Loro sono così eccitanti e moderni e ben
pensanti e noi così dimessi, un po' bacchettoni, un po' sfigati
e tanto, tanto oscurantisti. Loro godono e noi peniamo. Vuoi mettere l'oscuro
profondo, umido e spaventosamente irrazionale di una figa contro lo smagliante
palcoscenico di un laboratorio scientifico, l'abbaglio dei neon e la perfetta
precisione di un bisturi affilato in asettico brodo: vero desiderio! Mica
quel residuo arcaico d'un cazzo turgido, arraffone, impreciso e grossolano,
si spera, comunque grezzo. Vi penserò affollare i seggi elettorali.
Ho fatto un patto con i miei animali, cani e cavalli al momento, ma spero
di aumentare. Se figliano è perché scopano, con chi gli piace
tra ciò che riescono a trovare. Non vorrei mai trattare un essere
umano peggio di come tratto la mia stalla. È tutto: sono insensibile
ai piagnistei, alle private dolorose storie, ai desideri ovvi. Tra la superstizione
religiosa, quella politica e quella scientifica, è quest'ultima,
adesso, la più folle, la più pericolosa. L'unica cosa che
mi intristisce è che qualcuno immagini me triste per poter pensare
sé felice. Mi prendo cura della mia famiglia, della stalla. Lavoro,
studio e prego ogni giorno. Ringrazio Dio della vita per quello che è.
Per una rosa, un gambo di spine: l'aroma va difeso con forza e per bene.Domenica
prossima e per metà lunedì sto in alta montagna. Al sole,
al vento, alla pioggia se piove e se tormenta alla neve e non mi muovo.
Ottima compagnia d'animali. Per dirne una: Nubia, cavallina di montagna
avanti negli anni, matrona della stalla. Per farsi scopare, un mese fa,
nel tempo del calore, si è fatta molto male, ferita da morire. L'abbiamo
curata. E' già ariosa, figlierà? Sarebbe molto bello, mica
lo si pretende. Scopare ha scopato, si spera.
Lei, stronza
e scorretta, alza la coda, l'arriccia, la tende, inarca il collo al vento
della sera. Ah desiderio! Inondami di primavera! Dall'alto vi penserò
affollare, laggiù nel plumbeo violaceo livido delle piane, i seggi
elettorali dei vostri esangui sterili, politicamente corretti, desideri.
Io canto e
ballo e rido e allegro mi dispero. Ebbro di vita, di vino, se ne ho voglia
(non me ne vergogno), di fumo, se me ne si fa prezioso dono. Non so chi
vincerà ma non temo. Questo è l'inizio di quello che sarà:
la maggior partedei conti è ancora a condono. Uhaaah! Mi auguro
in cuor mio ottimi nemici e lo sguardo benevolo, anche se corrucciato che
meriterebbe meglio e di più, di Dio.
Giovanni Lindo
Ferretti
Lettera
aperta a Giovanni di Alessandro «Finaz» della Bandabardò
Giovanni è
una persona alla quale, istintivamente, ho sempre voluto bene. Ho anche
avuto la fortuna di conoscerlo, anche se non posso permettermi di dire
di essere suo amico. Lího incontrato molte volte ma si è sempre
trattato di incontri per lo più occasionali. Sai comíè, un
amico registra un disco, un altro passa a salutare, ciao come va, eccetera
eccetera. Così, per anni. Solo una volta, dopo aver assistito ad
un concerto di «maciste contro tutti» a Genova, il buon giovanni
mi risparmiò il ritorno in treno e facemmo due chiacchiere in auto.
Giovanni Lindo Ferretti è una persona affascinante, intelligente,
non comune. Una persona con gli occhi sempre accesi. Curiosa, anticonformista,
alla ricerca della sua verità partendo spesso dallíosservazione
delle cose, di quelle cose che molte persone non si soffermano a guardare.
Un punk e un intellettuale. Devoto, in modo intransigente, prima di ogni
altra cosa alle sue verità, che raggiunge e che poi difende, anche
contro tutto e tutti, se necessario. Quando ho letto quella lettera prima
di tutto ho provato dispiacere. E, per venire al punto, a mio parere ha
detto una valanga di cazzate.
Che Giovanni
sia affezionato lettore del Foglio non è poi neanche la peggiore.
Uno come lui, suppongo, ci si diverte. Ne trae spunto, lo «usa»
dallíalto. Non ne è certo vittima (e il Foglio tra líaltro non fa,
propriamente, propaganda come altri; è un giornale che comunque
commenta la politica, da destra) e probabilmente soddisfa un suo modo di
essere. Sono poi certamente intuibili e anche condivisibili i motivi per
cui una persona come Giovanni si senta oggi ìdistante, insensibile o indispettito,
dallíimmagine che la rappresentanza politica dà di sé al
Paese", motivi che comunque non sono il vero oggetto della lettera. Presumo,
comunque, non sia il solo a provare quel senso di insoddisfazione.
Poi il diluvioÖ
Caro Giovanni,
sono certo che tu sia stato baciato dal «dono della parola».
Quando parli, o canti, tu rapisci con le parole chi ti ascolta ed è
difficile, forse impossibile per me, trovarne di migliori per contraddirti.
Cavolo, tu sei un pensatore, un poeta che sapeva pure pogare. Al tuo cospetto
mi sento di essere in difetto per arguzia e cultura. Però è
troppo forte líurgenza di parlare, perchè è più una
questione di stomaco chiuso, se capisci cosa intendo, e allora tutte quelle
cose cíentrano poco. Insomma, Giovanni, ho líurgenza di dirti che la tua
«prima volta» con la Cei mi ha riempito di tristezza. E, continuando
a leggere la tua lettera, la tristezza non ha fatto che aumentare. Non
potevi farti una sega?
La contrapposizione
che proponi tra i due schieramenti ricorda tanto quei film americani sulla
guerra di secessione: il vecchio gentiluomo del sud, legato agli antichi
valori contro i moderni nordisti che vogliono stravolgere il mondo. GLFerretti,
a fumare il sigaro sul dondolo sotto la veranda del ranch, con Tom il negro
che gli versava il cognac mentre il coyote ulula alla luna, la doppietta
vicino e la bandiera confederata appesa dietro la schienaÖ
«Loro
(quelli del sì) sono così eccitanti e moderni e ben pensanti
e noi così dimessi, un poí bacchettoni,un poí sfigati e tanto, tanto
oscurantisti. Loro godono e noi peniamo. Vuoi mettere líoscuro profondo,
umido e spaventosamente irrazionale di una figa contro lo smagliante palcoscenico
di un laboratorio scientifico, líabbaglio dei neon e la perfetta precisione
di un bisturi affilato in asettico brodo: vero desiderio! Mica quel residuo
arcaico díun cazzo turgido, arraffoneÖ» eccetera eccetera.
E bravo giovanni.
sono felice che il tuo cazzo sia turgido e arraffone, e che tu possa sguazzare
ancora per decenni in un brodo per nulla asettico di umori di fica. Penso
che sia un desiderio che accumuna tutti. Alcuni, però, pur sguazzando,
non riescono ad avere figli. E non perchè ritengano «residuo
arcaico» lo scopare. È così terribile usare la scienza
per avere un figlio? Voi cattolici non usate la scienza per mantenere in
vita artificialmente persone già morte clinicamente da decenni?
Cosa cíentra poi líumore di fica o la bellezza del chiavare con il diritto
della donna a rinunciare, anche allíultimo momento, allíimpianto? E fai
pure dellíironia sullíoscurantismo di cui ingiustamente vi sentite accusati?
Ma líhai letta la legge, Giovanni? Sembra scritta da Torquemada o da Ratzinger
in persona, cazzo! MahÖ
Esiste un
mondo anche al di fuori dei tuoi cani e e dei tuoi cavalli che «figliano
perché scopano, con chi gli piace tra ciò che riescono a
trovare». Beati loro. Un cane non capisce cosa vuol dire avre un
figlio talassemico. La tua onestà è fuor di discussione,
altrimenti non avresti detto così chiaramente «sono insensibile
ai piagnistei, alle private dolorose storie, ai desideri ovvi». Questo
è il punto. Forse ti ho sempre capito male ma oggi mi sei apparso
diverso: molto poco umano. Molto poco umano. So che sei credente. La compassione
per gli altri líhai dimenticata? O ce líhai solo per i tuoi cuccioli? Se
è così mi dispiace davvero per te. O forse questa è
líultima frontiera punk. Chi se ne frega del mondo, stupidi piccoli pidocchi,
chi cíè cíè, chi non cíè non cíè, chi non ce
la fa al rogo. O giù da una rupe. O mi sono perso qualcosa per strada?
«Tra
la superstizione religiosa, quella politica e quella scientifica, è
questíultima, adesso, la più folle, la più pericolosa».
Può essere vero, specialmente nel glorioso occidente occidente.
Ma cíera uno specifico referendum in uno specifico paese di merda che trattava
un argomento a sua volta molto specifico. Non si parlava di massimi sistemi.
Si trattava di eliminare una legge ingiusta e oscurantista, criticata dagli
stessi che líavevano scritta sotto dettatura dai tuoi nuovi amici della
cei. E non posso certo condividere il tuo disprezzo per i piagnistei di
chi non può avere un figlio o non può curarlo solo perchè
la chiesa ha fatto in modo che un suo dogma diventasse una legge, con il
colpevole benestare di uno stato sempre più clerico-fascista.
Molti anni
fa, magari non lo ricorderai nemmeno, ci siamo conosciuti mentre stavi
registrando a firenze il primo disco degli ustmamò. Una mattina
di quelle arrivasti allo studio raggiante, e dicesti qualcosa tipo «che
bello, forse ce la faccio a non vendere la cavallina, sono proprio contento!»
Chissà, forse parlavi proprio di Nubia. Immagino che vendere la
cavallina sarebbe stata líestrema ratio per uscire da un momento di difficoltà
finanziaria. Giovanni, perdona la mia banalità ma a volte le cose
sono semplici e banali proprio come appaiono: grazie al fallimento del
referendum molte persone per potersi curare o poter avere un figlio, dovranno
vendersi la cavallina e andare allíestero. Se sono così fortunati
da avere una cavallina da vendere.
Cosa cíentra
il referendum col fatto che tu ti prendi cura della tua famiglia, della
stalla o di quantíaltro? «Lavoro, studio e prego ogni giorno. Ringrazio
Dio della vita per quello che è. Per una rosa, un gambo di spine:
líaroma va difeso con forza e per bene». Benissimo. sei un uomo felice
e questo, proprio per un sentimento di amicizia, solidarietà e compassione
umana ci rende molto felici. Così come ci renderebbe tristi sapere
di Giovanni Lindo Ferretti depresso, o alcolizzato, o suicidato, o malato.
È umanità. Ma tu sembri provare amore solo per la stalla
e la rosa. Mi sbaglio, Giovanni? Se hai deciso che non vale più
la pena darsi preoccupazione per gli altri, o che dare se stessi (per quel
poco che stavolta costava) per far sì che un paese già malridotto
possa fare un piccolo passettino in avanti piuttosto che líennesimo indietro,
beh allora mi sento improvvisamente lontano da te. Questi per te sono solo
«esangui sterili, politicamente corretti, desideri»? Che devo
direÖ solo che mi hai reso triste.
con affetto
alessandro