| Liceali?
Alessandro Paris |
[da Devarim]
Ora, che uno perda tempo vedendo
la tv, non ci piove. Ma certe volte si ha qualche aspettativa, se non altro
dal titolo. Mi è capitato di vedere una fiction mediaset intitolata
«I Liceali», sulla vita di un gruppo di ragazzi e un gruppo
di docenti di un fantomatico liceo classico Colonna di Roma (in realtà
il Mamiani). Ora, di questíosceno intruglio di luoghi comuni, fatto apposta
per disaffezionare, zeppo di professori frustrati, ragazzi tossicomani
e dediti alle corse clandestine, presidi erotomani, e il solito prof eroe
(Tirabassi, bravo peròÖ), ne potevamo fare tranquillamente a meno.
Per descrivere la scuola bisogna quantomeno averci vissuto un po'. Per
questo, secondo me, i libri di Starnone funzionavano. Per questo, ad esempio,
il film «La scuola» tratta da quei libri, funzionava. E per
questo, lo confesso, anche «Come te nessuno mai» di Muccino
andava bene. Ma «I Liceali», proprio non hanno nulla a che
vedere con la vita quotidiana della scuola. Leggevo qualche giorno
fa che gli stessi studenti del Mamiani si sono incazzati per essere stati
dipinti come scansafatiche e presuntuosi («Tu guadagni poco, non
ce li regalare i libri» - detto più o meno così da
uno studente della fiction al pastore-Tirabassi).
La scuola non ha bisogno di questi
filmini. Non ha bisogno díeroi. Nella scuola, per come lího vissuta, io
ci sono tante persone normali, che fanno il loro lavoro con coscienza e
scienza, certo mal pagate. Ci sono anche pecore nere, ma certo meno di
quante ce ne siano, chessò io, in parlamento. Descriverci come frustrati,
affetti dalla sindrome del bourn out, o eroici come Salvi DíAcquisto, davvero
non è funzionale ad altro che ad un preciso intento politico. E
questíintento, sospetto, non sia poi tanto inconsapevole. Rappresentandola
così, la scuola, vien fuori come un luogo dove si buttano soldi
pubblici per non far uscire che il peggio della società. E dunque:
si tagli sulla scuola! E i professori (pardon insegnanti!), siano chiamati
direttamente dai presidi (che così si vien meno al familismo-clientelismo-neofeudale
di cui l'Itaglia è simbolo). Ci manca solo che uno tiri fuori la
pistola e uccida un ragazzo, così proprio altro che pogrom ai romÖ
Ecco, i «Liceali» è una fiction che «camponomadizza»
la scuola. In attesa di pogrom inevitabili da parte dello Stato. Domanda:
a quando una bella fiction sui parlamentari che si fanno di crac, vanno
a trans e puttane, e rubano magari qualche banana al supermercato?
Ps: Se volete leggere qualcosa di
verosimile sulla scuola, leggete Sandro Onofri, Starnone, Alerino, e su
questo blog (due anni fa ero più in vena: cfr. link: apocalissi
e gestioni)