| Lettera aperta al ministro della
Pubblica Istruzione:
a cura dei Precarissimi A036-A037 Lazio |
Gentile Ministro De Mauro,
chi le scrive è una nutrita rappresentanza
di candidati che, nel dicembre del 1999, si sono mossi dal Lazio e dal
Meridione per partecipare alle prove scritte del concorso a cattedre ordinario,
per titoli ed esami, che si è tenuto a Latina e che non veniva bandito
da nove anni. Tutti noi ci siamo sobbarcati la spesa di tre pernottamenti
a Latina certi di trovarci di fronte ALL’UNICA POSSIBILITA’, per le lauree
in filosofia, o in pedagogia, o in sociologia conseguite dopo il 1991,
non solo di entrare nella scuola ma ADDIRITTURA NEL MONDO DEL LAVORO. All’università
i piani di studio sono concepiti per indirizzare i neo-dottori in filosofia
all’insegnamento. Le commissioni per i piani di studio sono state sempre
molto chiare su questo punto: le lauree in filosofia sono assai difficili
da collocare nel "mercato del lavoro". Dopo quasi dieci anni di lavori
e lavoretti, di contratti a
tempo determinato nei tipi più svariati
di realtà lavorative si è aperta, con il concorso a cattedre,
questa remota possibilità di salvezza, troppo esigua per il numero
dei candidati naturalmente, ma comunque da non perdere.
Moltissimi di noi hanno speso milioni per prepararsi
al meglio, nei vari corsi di preparazione agli scritti, studiandosi tutti
i nuovi programmi per capire anche la diversa collocazione della filosofia
all’interno della riforma dei cicli, per conoscere quella metodologia didattica
della filosofia da cui la preparazione universitaria è lontanissima,
o per fare nostro uno studio della storia non solo geopolitico e militare
ma anche antropologico, secondo impostazioni più recenti (che né
a scuola né
all’università si sono apprese).
Cosa è avvenuto dopo lei lo sa quanto noi:
il concorso di Latina è stato risucchiato nel nulla, sparito. Come
non avesse mai avuto luogo. Moltissimi di noi si trovano iscritti nella
graduatoria provinciale dal 1995 e sono impegnati in supplenze da due o
tre anni. Hanno quindi una certa esperienza nel mondo della scuola ma non
essendo potuti rientrare nel concorso riservato hanno puntato su quello
ordinario. Ci siamo autodefiniti "precarissimi" della scuola, noi non abilitati
che nelle graduatorie
permanenti non compariamo. Le supplenze e i titoli
accumulati in questi anni vanno al macero (altri anni spesi invano), stritolati
nel meccanismo di passaggio da un criterio di graduatoria all’altro.
Le ricordiamo inoltre che PER LE CLASSI 36A E 37 A NON SONO STATE NEANCHE ISTITUITE NEL LAZIO LE SSIS, le scuole di specializzazione per l’insegnamento nella secondaria. Le segnaliamo il disagio e la DISCRIMINAZIONE CHE I PARTECIPANTI DELLE CLASSI 36A E 37A NEL LAZIO STANNO SUBENDO RISPETTO AI CANDIDATI DI ALTRE CLASSI DI CONCORSO, CHE HANNO AVUTO ALMENO LA SODDISFAZIONE DI VEDERE CONCLUSI L’ITER CONCORSUALE, mentre per noi si è inabissata una possibilità più unica che rara.
Vorremmo sapere:
a) come intende procedere o come sta procedendo
il Ministero in merito alla scandalosa vicenda;
b) se si sta valutando la possibilità,
per questo come per altri concorsi bloccati o annullati dalla magistratura,
di riaprire una nuova sessione concorsuale riservata, senza sottoporre
i candidati a nuove tasse concorsuali. FIDUCIOSI in un positivo riscontro
di quanto detto
Cordiali saluti
I "precarissimi" della A036 e A037 del Lazio