Lettera aperta al ministro della pubblica istruzione
di Caterina Pagano

Al Ministro della Pubblica Istruzione
Prof. TULLIO DE MAURO

Gentile Ministro,
scrivo per esporle alcune considerazioni personali, dopo aver preso visione dei risultati delle prove scritte del concorso ordinario dell’ambito disciplinare 4 e 9 (Italiano, Latino e Greco) relativo ai candidati del Lazio. La bassa percentuale dei concorrenti ammessi alle prove orali (complessivamente circa il 30%) nelle corrispondenti classi di concorso (A043 - A050 - A051 - A052) unita ad un voto nei due terzi dei casi bassissimo (da 28 a 30), e la relativa altissima percentuale degli esclusi (circa il 70%) possono far pensare solo a due cose: o l’Università italiana è incapace di preparare dottori qualificati nelle suddette discipline (almeno per quanto riguarda - stranamente - una sola regione), e allora ben venga al più presto la riforma degli atenei e dei corsi di laurea, (e già che ci siamo un disconoscimento retroattivo dei nostri titoli) o criteri del tutto estrinseci ad una valutazione di merito intervengono a selezionare le ‘menti educative’ dei futuri insegnanti. Ora, mi perdoni, la prima eventualità mi sembra alquanto improbabile, visto l’alto tasso di abbandono universitario, e diventa quindi inevitabile pensare alla seconda alternativa. Escludere da un orizzonte lavorativo dei “dottori in Lettere”, che hanno duramente sopportato difficoltà di ogni tipo (basti pensare agli studenti fuori sede) per giungere ad un agognato titolo di studio, dopo numerosi anni nei quali le autorità competenti hanno colpevolmente mancato ai propri doveri istituzionali (negando, solo per scrupoli economici, concorsi stabiliti e previsti dalla legge) e, soprattutto, perseguendo dei criteri di correzione forse divergenti da quanto a noi chiesto di dimostrare nelle suddette prove concorsuali, è un fatto che non depone a favore della civiltà di questo paese e del suo stesso futuro democratico. È anche inconcepibile pensare che colleghi precari, che preparano e valutano gli alunni per gli esami di stato da 5/7 anni, non riescano poi a dimostrare tale competenza in una prova scritta di concorso e che magari nei corsi-concorsi riservati si siano abilitati con il massimo dei voti. Se ne deduce che gli alunni diplomati nel corso degli ultimi anni, che hanno avuto un professore precario, sono stati valutati da un incompetente, con quel che ne consegue…
Mi riservo di prendere visione dei miei elaborati e, qualora corrispondano a quelli da me scritti, di prendere in considerazione i criteri di valutazione e la loro applicazione.
Cordiali saluti

Caterina Pagano
e-mail: catenata@inwind.it


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