Introdigitazione
ovvero tutto quello che avreste voluto sapere su Non vado a scuola ma all'asilo
e dopo ne saprete meno di prima

[leggi la retro-digitazione]   [leggi il mio curriculum vitae]   [batti un colpo]   [come mi vedono]   [i commenti]   [mi hanno recensito]   [grazie]

Non ci hai capito nulla? Me lo immaginavo.
Questa introduzione non ti servirà probabilmente a nulla, se non hai capito il menu della pagina principale.
Bene, veniamo al sodo.

perché questa pagina?
Per scherzo. Due anni e mezzo fa, suppergiù, non avevo [quasi] niente da fare. Non tutto quello che mi è toccato fare nei due anni successivi. Quindi, retrospettivamente, non avevo molto da fare. Montai le prime pagine per pubblicizzare certi racconti, testi sparsi e semi-dimenticati, pagine che ho scritto per sopravvivere alla noia e di qui il titolo che hanno attualmente: letteratura di sussistenza.
Pensai che la pagina potesse servire anche per rendere noti i risultati dei test di latino. Non l'ho mai fatto. Che potesse raccogliere delle prove, delle segnalazioni didattiche. E così una sua sezione si è ingrandita con le tracce dell'esame di stato, la guida al saggio breve (tutto rigorosamente originale), le figure retoriche, analisi svolte, temi.
Un'altra pagina è nata dopo la bocciatura del concorso ordinario, è servita per creare un collegamento di sfigati. Aiutati dai comitati di base della scuola, abbiamo fatto un appello a ricorrere, a chiedere gli elaborati con la legge sulla trasparenza, abbiamo reso pubblici alcuni fatti che gettavano una luce sinistra su tutto il concorso: il compito di Marina sporco di olio e sugo. La pagina ebbe successo, molti contatti, ne parlò anche il Messaggero. Quella pagina non c'è più, ma il materiale più significativo è finito tra gli interventi.
Poi ci sono delle lettere pubblicate qua e là, in ordine cronologico. Parlano quasi tutte del precariato, della condizione precaria, della precarizzazione. Ma le ha scritte un sissino, oggi sissato. Le ho scritte prima e durante. Sono tutte un po' differenti dalle relazioni che ho discusso durante il biennio ssis e che non pubblico perché fatico a riconoscermici del tutto. Sono tutte un po' differenti tra loro, a partire dal manifesto dei precarissimi, sbattuti fuori dalla scuola, che non ho scritto io e che non ho neppure riveduto, sebbene ne abbia tratto un volantino che ho distribuito davanti al ministero e che mi ha fatto guadagnare, si fa per dire, una breve apparizione in tv. Questo non c'entra niente con il sito web, o c'entra poco (un intervento dal titolo Il mio primo sit-in ad agosto, ah non mi chiedete di fare i link, andate a cercarveli da soli), ma un'alunna mi scrisse poco dopo "Ti ho visto in tv". Sic. A quel tempo i miei allievi mi sembravano tutti individui con i quali poter avviare una conversazione su un piano critico. Ancora è così.
Ad un certo punto ho perso il filo. Ho continuato a pubblicare test, temi, compiti in classe nella sezione degli strumenti didattici. Ma ho anche cominciato a pubblicare un po' di tutto, quello che mi passava per le mani, e anche alcune cose che mi sono cercato: una galleria di gallerie, un diario scolastico più volte riveduto, foto di gatti, grafici ministeriali. Finalmente, mi decido a mettere ordine e scopro che numerose pagine sono doppie, che c'è lo stesso testo riveduto e ripubblicato ogni volta con un link diverso. Avevi ragione a consigliarmi di mettere in ordine, ma una cosa è certa: l'ordine è molto più soggettivo del disordine. Lo leggevo su una bozza della rivista Parolechiave che mi è capitato di correggere.

Ecco, questo fa parte del curriculum, il cui indirizzo rimane pressoché celato ai più (solo chi legge questa introdigitazione può arrivarci cliccando per sbaglio qui), ed è anche giusto perché non a tutti interessa realmente quello che facevo prima di diventare insegnante. E certamente non si scomoderà a telefonarmi per dirmi che ho sbagliato mestiere, a suggerirmi di tornare a fare questo o quello. Non dopo aver sgobbato due anni per avere un altro titolo: la specializzazione all'insegnamento secondario. Lo scrivo per esteso per fare più impressione: sono tre anni che la scuola di specializzazione all'insegnamento secondario fa bau bau per dire a tutti quanto siamo belli. Uffa: cioè basta co sta ssis. In due anni la ssis a me ha insegnato questo: che un insegnante non ha nulla di buono da imparare da altri insegnanti.

perché questa pagina?
Di nuovo. Un'altra risposta. Ho fatto questo sito quasi per scherzo. Molte idee strampalate a certi vengono di mattina. A certi di sera. A me sarà venuta nel luogo deputato a espellere un'idea: ad una fermata dell'autobus, di pomeriggio. La storia del sito non interessa a nessuno, né tanto meno a me. Siccome insegno a scuola ho trovato naturale pubblicare le versioni, i temi e quant'altro aveva una vaga somiglianza con la didattica. Ma i miei allievi in media Internet lo usano poco (e male, ti farò vedere un test). Raramente usano Internet per venire a trovare me (salvo eccezioni).
Ho capito che il sito poteva servire come deposito di materiali, senza un preciso fine didattico. Il deposito ha accolto le mie speculazioni sul problema del saggio breve. Ho indirizzato i colleghi interessati a questo argomento i quali hanno pensato bene di farmi fuori le fotocopie. La fisicità è ancora molto importante. Ora vi racconto una storia che vi riempirà di orrore. Premetto, se non si fosse già capito, che non scrivo tutto questo per trovare lavoro. Anzi, di voglia di lavorare ne ho molto poca. Quindi i datori di lavoro sono avvertiti: ma vadano ugualmente a vedere il curriculum per capire cosa si sono persi. La storia in realtà non è una storia, ma un pensiero, e neppure tanto originale. Tutti pensano ad un mondo in grande trasformazione, alla new economy e alla velocità telematica illudendosi, forse, di vivere in uno di quei momenti che nei grafici sono ben rappresentati da una linea che va su. Una di quelle linee che proiettate su una strada permettono ai grandi ciclisti di vincere i famosi gran premi della montagna (detto tra noi: con una bella pera). Ammesso e non concesso che, rispettando la complessità dell'esistente, tale gloriosa scalata potrà esistere per talune discipline, resta il fatto che la linea di tendenza, in generale, andrebbe rigirata di sotto. Sì, vedo che avere capito, come una di quelle discese rischiose che i ciclisti imboccano a tutta birra dopo che hanno scalato la montagna. In giù ma tanto veloce. Tanto veloce da farci credere che, in effetti, si vada velocemente da qualche parte.

Guardiamoci attorno: l'uomo è peggiorato. Il cittadino non esiste più. I vigili continuano a multare. Non parliamo poi dell'alunno, che riceve sempre più passivamente una scuola dove non riesce neppure più a divertirsi. Difendete pure il latino in classe, cari professori, se volete conservare il vostro posto di lavoro. Ma in privato, per favore...

A me il latino piace. Mi piace perché una volta non mi riusciva e invece dopo sì. Tutto soddisfatto, in quarta ginnasio, mostrai al mio babbo un esercizio di concordanze tra sostantivi e aggettivi e me ne andai a fare la quotidiana pedalata. Non ho mai preso tante botte in una volta sola. Non l'ho prese neppure quella volta, per la verità, e non ho cominciato a studiare il latino quella sera, ma ben sei anni più tardi. Il latino va difeso con i denti perché è bello. Perché è l'ultima spiaggia contro l'invadenza del pensiero facile e precotto che ci rende tutti somari e contenti. Va detto con coraggio questo fatto qui. Autorizzo i miei alunni a prendermi a cancellini il giorno che andrò a dire che si deve studiare il latino per il patrimonio di valori che la classicità ci tramanda. Corposa eredità, mi rendo conto.

Ad un certo momento devo lasciare che ciascuno si faccia il suo giro per il sito senza tanti preamboli. Troverà di tutto. Tra le altre cose, essenza del tutto, troverà un'incompiutezza che non è confusione. Diversi stili grafici, tutti molto artigianali. Scrittura contro più che a favore. Ricordi struggenti e collegamenti autistici: sta sul mio mac, che male c'è se carico i miei orari del treno che devo prendere domani. Non è che voglio farvi sapere dove vado.

a. p.
10 luglio 2002
 


Retro-digitazione
di Rosella Basiricò

Il commento più argomentato al sitarello autogestito ìNon vado a scuola ma allíasiloî, definito ìpagina web alerinianaî diventa lo spunto per una riflessione di ampio respiro sul rapporto tra líinsegnamento della storia e della religione e sul pericolo, sempre presente, di un nuovo oscurantismo allíinterno della scuola. Per la sua generosità, non benevolenza, lo pubblico integralmente qui di seguito come retro-digitazione.
a. p.

Quando ho cliccato sull'indirizzo della pagina web aleriniana con l'intenzione di bazzicarci un po' per distogliermi da un assillo scolastico (una di quelle cose che lì per lì sembrano una "scemenza conclamata" ? tanto per riprendere una espressione ancora aleriniana - e poi ti inseguono per giorni interi) erano poco più che le sei. Adesso mi trovo alle sette: ho vagato per quasi un'ora nelle pieghe di questa pagina dove si passa a distanza di qualche secondo dal sito della CGIL scuola all'elenco telefonico, da immagini sissine ormai appartenenti alla dimensione del subconscio a materiale didattico di vario genere. C'è di tutto, insomma, non la si può proprio considerare un rifugio di razionalitàÖ Meglio così. Del resto, non credo avesse la pretesa di esserlo.
Tuttavia, un po' più di ordine (lo so, lo so: come stava scritto in una delle cento pagine accessibili, l'ordine è più soggettivo del disordine) forse non guasterebbe: se adesso volessi ritrovare qualcosa di letto o di visto, avrei serie difficoltà a rifare il percorso. Ma va bene così, a voler essere troppo razionali si finisce nei guai.

Io per esempio mi sto interrogando da giorni intorno ad una "scemenza" nata in un'aula scolastica. Siamo ad Anagni, I media. Qualche giorno fa. Sto parlando della preistoria, in particolare dell'evoluzione dell'uomo: dico che gli Australopitechi, le prime scimmie a tentare la posizione eretta, possono essere definiti i primissimi progenitori del genere umano. Un ragazzino, dopo aver pensato un po', al termine di un suo ragionamento che dal suo punto di vista era assolutamente impeccabile e logico, alza la mano e mi dice: "Professoressa, ma allora Adamo ed Eva erano Australopitechi?". Provate voi ad immaginarvi Adamo ed Eva, dipinti dai grandi artisti del passato come un uomo e una donna belli come si può essere belli solo uscendo dalla mano di un dio, improvvisamente tramutati in scimmioni pelosi con le braccia lunghe fino alle gambe. Per me fu una domanda di un imbarazzo terribile. Lo sapevo che prima o poi 'sta storia di Adamo ed Eva me la dovevano tirare fuori. Per uscirmene dignitosamente, oso dire che quello della Bibbia è solo un racconto simbolico che non è realmente accaduto.
Suona la campanella (salvezza per gli alunni e qualche volta anche per i professori) e vado via. Qualche giorno dopo incrocio in sala professori una infuriata collega di religione che mi accusa di professare idee anticristiane: il ragazzino aveva riportato in chissà quale modo le mie parole sulla Genesi biblica all'irriducibile prof di religione (donna) che si è sentita colpita al centro del cuore. Cercai di difendere le mie "idee anticristiane" (con conseguente crisi di identità, essendo entrata in azione cattolica a otto anni e frequentando tuttora assiduamente la parrocchia sotto casa) ma non ci fu nulla da fare: pare che ai ragazzini si debba dire che la parola della Bibbia è oro colato in tutti i suoi dettagli (voglio vedere cosa lei si inventerà quando dovrà spiegare che nella Genesi si dice che Noè aveva più di 900 anni. Forse che gli omogeneizzati di allora erano più efficaci e si viveva di più).

Tutto questo accade negli stessi giorni in cui una sentenza di un giudice ingiunge un dirigente scolastico a togliere il crocifisso dall'aula per rispetto ad alunni musulmani, scatenando un putiferio nel governo e nella Chiesa. Non entro nel merito, ma mi pare che si stia davvero passando il segno nel nome di una intransigenza e irriducibilità che mi sembra più pagana che spirituale.

Scusate la lunghezza, ero confusa già prima e la pagina di Alerino non è stato rifugio di ordine e razionalità...
Ciao
rosella
 


Il mio curriculum vitae
 

Sono nato a Firenze l'8 giugno 1967;

mi sono diplomato nel 1988 presso il Liceo Classico "Niccolò Machiavelli" di Firenze, con la votazione di 58/60 (questo è stato uno dei motivi per cui ho chiamato mio figlio Niccolò e non, per esempio, Nicolò);

nel 1994 ho conseguito la laurea in Lettere, con la votazione di 110/110 e lode, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università "La Sapienza" di Roma, discutendo la tesi in Storia contemporanea (argomento: la speculazione edilizia a Roma durante i cinquanta);

nel 1999 ho ottenuto, con la votazione di 68/70, il diploma di Bibliotecario presso la Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari di Roma con una tesi sulla diffusione dellíeditoria multimediale in Italia. Maltrattato dalla relatrice ("il lavoro è un po' stringato") e dalla correlatrice (che non l'ha neppure letta), l'ho pubblicata per dispetto su internet con relativi credits. Siccome non avevo ancora una mia pagina, ho accolto di buon grado l'ospitalità del Rospo. La - ingiustamente - maltrattata tesi si può leggere ora anche su questa pagina web. Le profezie in essa contenute riguardo alla multimedialità si sono avverate in modo plateale: non solo i CD-Rom sono stati svenduti nelle edicole come gadget di settimanali a grande tiratura (compreso il tanto celebrato Encyclomedia firmato da Umberto Eco), ma hanno cessato ora anche di assolvere a questa funzione parzialmente popolare. E ho smesso da tempo di ricevere lettere di persone interessate alla materia;

nel 1995, clamorosamente sottopagato, ho realizzato per lo studio bibliografico "Le camere del Sud" un catalogo commerciale dal titolo Rosso. Gli archivi della clandestinità, contenente materiali sull'antifascismo e la Resistenza, che ha permesso al suo committente di fare un sacco di quattrini; nello stesso anno ho collaborato, in modo del tutto volontario, alla realizzazione dell'inventario e del catalogo elettronico del Cda-Libreria Anomalia ó via dei Campani 71-73 ó Roma. La A di Cda è una A cerchiata. Il catalogo si trova ora sulla relativa pagina web;

dal 1995 al 1999 ho collaborato con Donzelli Editore per il quale, oltre a svolgere l'attività costante di correttore di bozze e revisore di testi (senza motorino), ho compilato numerosi indici dei nomi e/o analitici, specie di sabato e domenica. Sia pure con un po' di ritardo, sono stato pagato per questi servizi in maniera adeguata;

nella primavera del 1998 ho curato, presso l'IMES, la redazione e l'impaginazione del numero 14 della rivista "Parolechiave". Se qualcuno dovesse trovarsela in mano, per favore, eviti di guardare l'indice all'inizio del volume;

collaboravo occasionalmente anche con altri editori (Raffaello Cortina, Atlantide editoriale, Editori Riuniti, Fandango) per conto terzi (services editoriali) e altri soggetti (cattedre universitarie) con consulenze di vario tipo inerenti alla preparazione bibliografica, redazionale e tipografica dei testi; in tale contesto ho realizzato líindice dei nomi del volume curato da M.A. Visceglia e G. Signorotto La corte di Roma nel Cinque e Seicento, pubblicato da Bulzoni; nonostante il mio lavoro in questo campo sia stato sempre apprezzato non ho tratto da queste attività quasi nessuna gratificazione, meno che mai dal punto di vista umano;

intanto, dall'as 1994-1995, anno in cui sono state pubblicate le ultime graduatorie provinciali "per incarichi e supplenze" mi sono fatto i canonici viaggetti per consegnare le domande alle 30 scuole: il 24 giugno del 1998 ho messo piede in una scuola con una nomina in mano;

il 21 novembre del 2000 ho cominciato, costretto da circostanze che racconto in qualcuna di queste pagine, a frequentare la SSIS per ottenere l'abilitazione nella A051. Il corso si è concluso il 28 maggio del 2002 e mi ha permesso di accedere da sissato alle graduatorie permanenti la mattina dopo;

il 15 gennaio 2008 sono stato assunto a tempo indeterminato, con nomina giuridica retrodatata al 1° settembre 2007, giorno in cui ero formalmente disoccupato. Fino a quel giorno, che assumo come riferimento della fine [della pacchia] del precariato, ho totalizzato: 7 incarichi a tempo determinato, compreso quello che scade il 30 giugno 2008, più un contratto del preside fino al termine delle attività didattiche poi revocato l'ultimo giorno di scuola, 2508 giorni di supplenza in 13 scuole pubbliche (2 medie, 5 licei scientifici, 2 istituti tecnici, 2 ex magistrali, 2 classici) di 5 comuni diversi (Roma, Tivoli, Ladispoli, Zagarolo, Palestrina) e in 42 classi (3 prime medie, 1 terza media, 15 prime liceo, 8 seconde, 9 terze, 3 quarte, 3 quinte). Mi sono fatto tutte le sezioni dalla a alla i più la pi. Il voto più basso che ho dato 1, il più alto 10, i vaffa 3, 1 gol fatto e 11 subiti.

il grafico qua sopra infine rappresenta i tempi di percorrenza (dalla porta di casa al cancello di scuola) a partire dal primo incarico. Riflessione: ho evitato Olevano per un pelo nel 2003-2004 (sarebbero stati 120 minuti), Subiaco nel 2001-2002 (convocato per quattro ore, mi sono trovato davanti ventitre persone), Velletri (quando stavo per partire mi ha chiamato un'altra scuola), Colleferro (avevo già accettato, mi hanno richiamato per dirmi scusi, ci siamo accorti che lei non è più in graduatoria).
 


Batti un colpo: i miei addentellati

I. poeti senatori obiettori di coscienza e altro

la poesia che pubblico qua è un omaggio a un omonimo iuvenis, un alunno di terza media di una scuola della provincia di Benevento (tale Ugo Foscolo di Montesarchio). Si chiama Alerino D'Acierno e scrive un componimento sull'adolescenza. Omaggio reso con piacere allo iuvenis dopo aver intruppato, sulla ricerca del nome alerino su google, solo parrucconi (e antenati), oppure il sottoscritto. E in particolare, elencando, un Alerino Como senatore del regno nell'ottocento (e sodale di tal coppino che è stato, dati i tempi, un mai abbastanza rimpianto ministro dell'istruzione. Un Alerino Peila, radicale e obiettore di coscienza ante litteram (dei tempi di cui si finiva in galera), poi caduto nell'oblio. Una prof Susanna Alerino, di cognome, di cui ogni anno so, grazie al sito web della scuola dove insegna, l'orario delle lezioni e quello del ricevimento genitori. E ieri, questo poeta tredicenne. Alerino, se sei in linea, batti un colpo...

L'adolescenza
Giorni tanto attesi,
giorni tanto desiderati;
libertà,
gioia di vivere
allegramente,
spensieratamente;
tutto è possibile
niente è impensabile...
ma ecco
ansia,
infelicità,
tristezza.
L'incomprensione mi circonda
dovunque sia,
con chiunque sia;
è un'altalena di sentimenti,
di emozioni
che non conoscono
via di mezzo:
è l'adolescenza.
(D'Acierno Alerino)
 

II. maestro Alerino

Il 26 maggio 2005, secondo quanto leggo sulla pagina web del liceo musicale di Rivarolo, in una Festa della Musica «si sono esibiti i laboratori musicali delle classi quinte di Castellamonte diretti dal maestro Alerino Fornengo». Ci sono anche le foto. Scopro che Alerino [Terenzio] Fornengo scrive su un forum di punto.edu: «mi sento molto preparato, dopo anni di preparazione aderendo alle attività di gruppi ed enti come il Teatro Regio, il Liceo Musicale, molta riflessione e molto studio». Non ho ben capito: per maestro si intende maestro di scuola o magister musicae? Caro Alerino, anche te, se ci sei, batti un colpo [1].
 

III. refusi

La trama dell'Orlando Furioso nella pagina di un libro dell'Ottocento:

Sono anche un aggettivo. Sulla pagina web della seconda università di Napoli, leggo a fondo il curriculum di un certo Gilotta, che peraltro sarà famossisimo nel suo campo, e mi imbatto in una porzione di testo come questa: «Con un gruppo di studenti della Facoltà ha avviato ricerche su classi ceramiche arcaiche di produzione campana, su materiali del distretto populoniese- elbano- alerino, su ceramiche a rilievo di area medio-italica, finalizzate a una lettura del quadro archeologico relativo alle principali vie di comunicazione e di commercio tra Etruschi e realtà etniche finitime a partire dall'arcaismo e fino alla fase tardo-classica ed ellenistica». Alla faccia, tra l'altro la location mi lusinga non poco, viste le mie coordinate geografiche, specie elettive. E ancora, questa volta al femminile: «materialmente e moralmente il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo contro le istituzioni e il popolo della Repubblica alerina»
 

IV. antenati

Questo signore è Gigi. Nato a Rivarolo nel 1832, suo zio si chiamava Alerino. Tra l'altro [Luigi] ha sposato nel 1861 una certa Mary Isabel di anni 18 all'epoca dei fatti, è stato ferito e fatto prigioniero dai Sudisti nella guerra di Secessione, dove combettava con il grado di Colonnello conferitogli al momento del congedo. Dal 1866 si è dedicato all'archeologia intraprendendo -è stato scritto- una «fortunata carriera di ricercatore archeologo, di attento scopritore di antiche civiltà e di accurato collezionista, pur con quello spirito, che con il senno di oggi, definiremmo di rapina».
 

V. Alerina
Googlando tra forum di discussione e album di famiglia, ho scoperto due cose: che non sono passato di moda (vedi le giovani ritratte sopra) e che nel mondo mi portano anche molte femmine. Anche come diminutivo, esempio di Alexia: «coucou ben voilà moi aussi j'ai décidé de m'inscrire car ma foi cela est bien utile et plutot sympa. brièvement je m'appelle alexia et j'ai commencé la capou cette année (grâce entre autre à Manu). me décrire serait assez difficile: j'ai un abada capoeira brazil avec beau débardeur blanc du même nom. pour ceux qui étaient à la soirée, j'étais l'infirmière "aux soins particuliers". mes autres passions sont le patinage artistique, le roller, le crapa du parc des bois (pour entretenir mes petits muscles!) -avis aux amateurs-, et mon travail. en tout cas je promet de me lâcher un max dans la rode et de me donner toujours à fond. Auê auê auêrêê, lêlêlêlêlêlêlêlêlê Alerina». O di Alera: «Ma povera Alerina se ti mettono a fare i lavori forzati ti do una mano».
 

VI. Villa

Questa è la mia casa. La piscina mi serve a trovare un po' di relax dopo cinque ore di scuola. Macché, è un agriturismo che si trova in Piemonte, dalle parti di Cuneo. Ma è curioso. La villa è stata progettata da un mio omonimo. Un discendente del Beato Alerino Rambaldi vescovo di Alba, quello che dopo di lui tutti i genitori cristiani decidono di chiamare il proprio figlio Alerino che è una storia da raccontare. Dice sta pagina: «Villa Rambaudi è un'antica dimora storica del Roero del XVIII secolo progettata nel 1764 dall'architetto Alerino Rambaudi; per il suo rigore architettonico fu nominata dagli abitanti di Sanfrè e dei paesi vicini l'Pala's. Nel corso dei secoli la Villa è sempre appartenuta ai Conti Rambaudi. La proprietaria, la Contessa Maria Tommasina Rambaudi cura personalmente la Villa, i giardini e la gestione delle molteplici attività. Cronaca: i posti disponibii nella struttura sono massimo 8.
 

[1]  Nel mondo della musica e della danza maestro è un titolo, spesso solo onorifico e non corrispondente a un percorso di studi (purtroppo), un derivato dal magister musicae (dal cui ambito è passato poi nel Quattrocento alla danza). Così oggi chi dirige l'orchestra è maestro, come chi suona il pianoforte, come anche l'insegnante (di solito di sesso maschile: per le donne è più comune «signora») di danza. Il maestro di danza fino ai primi dell'Ottocento suonava lui stesso il violino mentre teneva le lezioni alla classe: quindi magister musicae lo era per forza. Il pianista di oggi è un'introduzione recente, in fondo frutto della maggiore ignoranza musicale dei nostri giorni... (nota di Daniela Pietrasanta)
 


I commenti

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ï Ciao, ogni tanto capito nel tuo sito e finisce che ci rimango per un sacco di tempo. Leggo, sorrido, mi passa il sorriso, rubo materiali, Francesca
ï domenica / si preparano materiali, si corregge qualcosa / ho trovato il tuo sito e mi è piaciuto molto / me ne leggerò un pezzettino ogni giorno / per ora ho saccheggiato la parte sulle verifiche / ti auguro buon lavoro, collega, Francesca
ï Fioroni dovrebbe farti una statua!, Fabio
ï Complimenti per la ricchezza di contenuti e di materiali, è un'ottima raccolta di prove. grazie grazie grazie, Maria
ï a proposito, sono appena passata nel suo blog, ho letto un po' di commenti delle persone che sono passate... nn mi è piaciuta l'ultima, quella scritta Giuseppe La Bella, che ha scritto: che schifo. beh...devo dire che era veramente delicato... distinti saluti, Chriss
ï salve ho visitato il sito ed è  grandiosamente stimolante complimenti..., Alida
ï Ciao, spesso mi capita di "sfogliare" il tuo sito (insegno italiano e ci trovo ottimi spunti e materiale interessante), Remo
ï Complimentoni per il sito...!!! Sembra un tipo piuttosto simpatico... peccato non averla come professore nella mia scuola!!! Ciao, Augusto
ï Caro professore, non capisco perchè lei voglia assillare noi poveri studenti anche sul web... ma voi prof vivete solo per la scuola?... cioè... poteva fare un sito dedicato al calcio, alla tv...ecc!!! Internet era per noi ragazzi un posto dove rintanarsi dopo la scuola e ora, grazie a lei, tutto ciò è cambiato! Uffa... MA HA UNA VITA PRIVATA?, Ale
ï Complimenti! Visto che oggi gira di tutto nel web... trovare delle cose così interessanti e vissute come le tue è davvero stimolante e gratificante, Annalisa
ï capitato per caso nel tuo sito ci sono rimasto per più di un'oretta. volevo appunto ringraziarti per il divertimento, che, credimi, dopo una giornata 8-18 tra lezioni, consigli di classe e varie (litigate col capo) era proprio insperato. è stata una bella passeggiata. continua così, Ago
ï salve professore siamo appena entrate nel suo sito... è molto simpatico e carino ma pensavamo fosse più noioso invece tutto il contrario!!!!, Valeria e Giulia
ï in quel sito manca qualche cosa che interessi i ragazzi come consigli o esempi che aiutino lo studio..., Mattia
ï ...a proposito, davvero bello e originale il tuo sito; e a riproposito: il tuo curriculum è terribilmente simile al mio... Ciao, Max
ï ciao sono un ragazzo romano che voleva ringraziarti per aver messo quel tema su internet. Io fra 2 mesi andrò a fare la maturità e mi piacerebbe conoscere come è andata a te..., Antonio
ï Quanti anni hai? Io 13... da quello che ho letto nel tuo sito pare che ti piaccia molto Eminem: io trovo che sia un grandissimo cantente; è il mio idolo!!!, Nazza
ï che schifo, Giuseppe La Bella

gatti

ï Che belli che sono i gatti tigrati. Brava, ci sono delle belle foto nella tua galleria..., Elin
ï Ho rincorso il gatto a destra e ho visto il miciotto spaparanzato. Straccio.....si fa presto a dire straccio....era solo un po' sul Mocio Vileda, niente di più:):):):) bacio anche al miciolone, Elsa

visita la mia galleria (giugno 2001)

ï La chiave l'ho trovata e mi sono molto divertita specialmente con la bilancia, Caterina
ï aò ma quando la smetti di giocare?, Caterina
ï sono anche entrato nella tua galleria...e bravo...proprio bravo...complimenti e ancora complimenti..., Sandro
ï si va bene ma la conclusione quale è?, Daniela
ï Veramente ributtante, FS2K
ï tu sei malato, lo sai vero?, Blackout16_3
ï Lo sa, lo sa, Bibi
ï Ciao Alerino - la galleria è simpaticissima!, Sandra
ï Nella galleria ci sono stato, ma si è spenta la luce perché ho scelto di scrivere (come un coglione), Giuseppe
ï Ehehehe carino il giochino, e pensare che non conosco nemmeno una parola di francese :) Comunque il colpo sulla nuca dammelo piano che io non ho troppa autostima. E poi non sei sincera, io sul tappetino c'ho il mouse ma sotto non c'è nessuna chiave :), Gioni
ï Bene sono riuscito a continuare il giochino e woooow a vincere la cartolina..... ma è bellissima ;), Gioni
ï ho pure fatto il gioco (eccone un'altra che miracolosamente non ci ha un cazzo da fare!) e mi son sentita elegantemente presa per il culo, ma elegantemente!, Agnese
ï nessun rancore, è che mentre mi ci ero messa d'impegno pensavo al tuo sorrisetto beffardo... invece, magari eri pieno di buone intenzioni. Ma davvero si poteva anche vincere, volendo?, Agnese
ï Il mare in cartolina? Ma a questo punto il mare va visto dal vivo!!, Silvia

Attenti alla befana (befana 2003)

ï Beh, bisogna ammettere che come Befana la moratti è più credibile che come il gesù bambino per il quale ha tentato di spacciarsi, facendosi riscaldare dal fiato di tremonti. Speriamo che nella calza non metta altre..., ma solo del buon vecchio carbone peririscaldare le fatiscenti aule in cui ci fa lavorare, Carmen
ï Since then, at an uncertain hour, /That agony returns: /And till my ghastly tale is told /This heart within me burns (Coleridge), Aleparis
 


Mi hanno recensito (due)... mi hanno linkato...

Recita Edulinks: La Pagina di Vale... è una pagina autogestita, con sezioni didattiche realizzate grazie all'esperienza scolastica di un precario della scuola superiore. Sezioni con link scolastici, istituzionali e sindacali; letteratura italiana e latina: interventi sparsi su tematiche scolastiche e parascolastiche.

La scuola siamo noi mi inserisce tra i link da visitare, ma espone come simbolo della pagina l'immagine "attenti al gatto"

Siamo anche tra i "siti di interesse scolastico" compilati dall'Osservatorio scolastico provinciale di Pisa

Un tizio di Lugano, nel suo profilo, dichiara testualmente "Non vado a scuola ma all'asilo". Leggo meglio e scopro che è alto 1,20, pesa 25 kg ed è nato nell'aprile del 1998. Auguri.

Il 1° maggio 2005, festa dei lavoratori, scopro con piacere di essere stato inserito nel database di e-Didateca - Catalogo Nazionale dei Prodotti Multimediali, che mi ha promosso sul campo: «Il titolo trae origine da alcuni appunti scritti da un insegnante quando era ancora un precario. A distanza di anni l'autore, ormai docente a tempo indeterminato, ha continuato a pubblicare le sue impresioni e quelle di altri colleghi mantenendo costantemente aggiornate queste sue pagine. Tra le risorse attualmente presenti segnaliamo in particolare quelle relative alle scuola media inferiore e superiore (prima prova di italiano, il saggio breve, analisi del testo, terza prova di latino, unità didattiche e riflessioni, ecc.). Gli altri materiali, oltre ad essere piacevoli da leggere, risultano facilmente spendibili in ambito didattico».
Grazie. Si prega il miur di prendere nota.

Per completezza di informazione: il testo tra le virgole «ormai docente a tempo indeterminato» è stato cassato nella presentazione, con l'invito a fare cucù quando ciò si avverasse (in modo da rispristinarlo).

L'analisi di «Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale» di Montale è stata ripresa, con relativo link, da una certa Violetta che ha fatto un simpatico collage di poesie di Montale con parafrasi e commento.

Inoltre mi sono trovato tra gli indirizzi di Vielseitig, Orizzonte Scuola, Meridiano Scuola

E ancora: l'analisi di «Ho sceso, dandoti il braccio» di Montale è stata pubblicata su una pagina monografica dedicata a questo autore. Un dossier di Italianistica OnLine dal titolo «Bibliografia italiana ragionata (tradizionale e online) sui libri elettronici e sullíeditoria digitale (1995-2003)» cita nella bibliografia la mia tesi sulla multimedialità.
 


Last but not least... questa pagina è stata possibile anche

grazie a tutti coloro che, con l'invio di materiali, ma anche con suggerimenti, ma anche solo con il loro interesse o la loro solidarietà hanno contribuito e contribuiscono a mantenerla in vita. E in particolare, in ordine sparso, desidero ringraziare Leo P. Sarpi, Alessandro Citro, Massimo Sculli, Claudia Polo, Massimiliano Manganelli, Fausto Rondinelli, Paola Casati, Orietta, Aleparis, Rosella, Livia, Sandra, Luca La Pietra, Raffaella Stimato, Francesco Mastroianni, Emanuela Parisi, Andrea Junior, Aurelio, Luigi e Nicoletta, Simona de Martini o Martina De Simoni (non ricordo più), Felice Alese, Stefania Ferretti, Carmine Chiedi, Luciano Esposito, Piero Castello, Valerio Borin, i sissini veneti, Stella, Fabio Prosa, Antonio Saccoccio, Claudia Bruzzese, Federica Cicerchia, Caterina I. Arcidiacono, Ivano Albanesi, Alessandro Ascolani, Giorgio Rizzo, Elisa Gallo, Mario Spinocchio, Francesca Franchetti, Enrico Vampa, Silvia Incitti. Fulvio Coletti. Perché citati a sproposito desidero scusarmi con Emiliana Dattolo, Elena Righini, Margherita Campolmi, Chantal, il caterpillar. E infine, but not least, tutti gli alunni, e in particolare per contributi diversi, o per avere concesso di essere raffigurati, nell'ordine, quando non già citati: Arianna Bracci, Sara Condò, Francesca Baruffa, Federica Reale, Francesca Grandi, Germana Luciani, Sarah Mantovani, Giusy Gianserra, Silvia Placidi, Alessia Carlo, Ilenia Zola, Maddalena Franzosi, Francesca Fiaschetti, Francesca Anguillesi, Maria Giovanna Quarta, Alessia Peccolo, Claudio Veloccia, Piera Rampulla, Liliana Esposito, Manuela Centofanti, Valentina Volpe, Manuela Russo, Giorgia Guarino, Lucia Gerbino, Valentina Matzuzzi, Claudia Pompei, Alessandra Primiceri (assente), Laura Liucci, Ilaria Monti, Valerio Iori, Margherita Presti, Valentina Palombo, Silvia Spinetti, Giacomo Solimei, Irene Parravano, Stella Balis, Giorgia Barone, Danila Bendìa, Margherita Massaro, Licia Caratù, Erika Silvestri, Arianna Ferrante, Michela Mascitti, Romina Silvi, Michele Vannucci, Simonas Jurkevicius, Viviana Graziano, Janvierre De Filippo, Shendi Veli, Nicole Sannino, Daria Simonetti, Danilo Fiorini, Simone «Pollo» De Prosperis, Alessandro Panardi, Nicolas Di Berti, Cristian Rossi, Davide Tabarroni, Cristian Colaci, Marco Minardi, Federica Ricotta, Eleonora Pennacchiotti, Arianna Cristiano, Sara Haridy, Valentina Pennacchiotti, Sara Zudoli, Alessia Fragiacomo, Ambra Emanuele, Valentina Ferretti, Elisa Massari, Manolo Della Bella, Luca Tagliacozzo, Federico Di Fatta, Mirco Tucci, Emanuele Bielli, Valerio Panzironi, Alessio Russo, Cristian Lama, Melissa Di Tommaso, Giada Petruccioli, Giulia Pizzi, Davide Di Sario, Alex Delle Fratte, Noemi Chiuri, Federica Greco, Valentina Belli, Elisa Fontana, Veronica Corizza, Karen Nuvoli, Eleonora Minna, Imma Pernice, Romina Furi, Elenia Gramiccia, Valerio Bottoni, Giada Gandolfo, Daniele Giorgi, Giulia Volpe, Mattia Ceracchi, Miriam Ienne, Ilenia D'Innocenzo, Natasha Ciaffei, Elisa Crescenzi, Cinzia Cavallari, Stefania Trinca, Eleonora Adrover, Cristina Bomarsi, Fabiana Di Fausto, Alessia Di Giammarino, Stefania Giordano, Jessica Iovino, Ambra D'Aquila, Roberta D'Ambrosi, Alessandra Proscio, Azzurra Luffarelli, Eleonora Raia, Veronica Iacoboni, Roberta Ceccarelli, Irene Amendola, Chiara Mariani, Serena Foschi, Alessia Marconi, Marilù Delle Fratte, Emanuela Vannelli, Alessia e Jessica De Martino, Ilaria Turianelli, Patricia Salvatori, Susanna Calizzi, Rita Grassotti, Roberta Fornari, Valentina Curcurù, Sonia Andreozzi, Alessia Colaluce, Francesca Ascione, Luigi Renzi, Andrea Abate, Andrea Argirò, Virginia Rufo, Giorgia Corlianò, Eleonora Lopardo, Myriam Alfonsini, Francesca Cottini, Jessica Piccioni, Anastasia Abramo, Cristina Scialanca, Denis Wu, Sara Moreni, Martina Evangelista, Ivana Kokic, Luca Bellino, Serena Santamaria, Carlotta Ciciotti, Shudan Lu, Jessica «Oceania» Quintieri, Giulia Di Jorio, Paolo Sciarrillo, Sara Frattarelli, Ambra Passa, Giulia Gavini, Angela Giubilato, Marta Falduto, Roberto Scalia, Salvo Dionisi, Elena Sbardella, Francesca Mazzoni, Myriam Martone, Tiziano Gaudio, Davide Marini, Simone Forte, Matteo Vasselli, Alessandro Giarè, Davide Grillo, Giulia Piergianni, Francesca Albanesi, Luca Maiolo, Giulio Giuliani, Andrea Rossetti, Sara Stazi, Laura Tarquini, Marko Di Vincenzo, Francesca Di Domenicantonio, Jessica Macciocca, Valeria Todini, Ariful Alam, Sofia Catena, Simone Armento, Alessia Catania, Simona Caratelli, Alessandra Loreti, Federica Sinatra, Chiara Patrizii, Sara Antoniello, Vittorio Cammarata, Martina Campolucci, Carlotta Carpita, Patrizio Catracchia, Letizia Del Gizzi, Beniamino Demasi, Francesca Di Giulio, Fabrizio Fiasco, Barbara Fruci, Giulio Giuliani, Christopher Lamberti, Erica Lecci, Greta Lecci, Giulia Piergianni, Giacomo Trulli, Tatiana Viduatto, Alessio Vintari, Ruben Filip, Filippo De Crescenzo, Matteo Bernazza, Matteo Pascarella, Daniele Tromboni, Danilo Di Marco, Alessio Argenti, Alessandro Vatalakis, Mattia Marchesi, Graziano Ruggiero, Massimo Coretti, Alessia Laganà, Alessia Brandimarti, Pamela Tata, Debora Mancini, Stefania Carlettini, Ivan Di Pasquo, Chiara Felici, Giulia Ciangola, Maura Ciocca, Matteo «Lemming» Ceccarelli, Diego Olivieri, Francesca Becciu, Marta Bronico (assente), Aleksis Kristian e Ilaria Marra (ma non sono parenti), Alessandro Fortuna, Nausicaa G. Girotto, Antonio Tommasi.
 
 
[ pagina fondata il 16 aprile 2000 | a cura di Alerino Palma| ma questa pagina è stata possibile anche grazie ]
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