Sindrome Scuola
la condizione precaria, le sue rappresentazioni, e tanto altro

 

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[Il meglio di] Cosa bolle in pentola
compendio di notizie prevedibili o improvvisate con una spolverata di boiate su concorsi, precari storici e non, e sulla buffa e imprevedibile scuola pubblica italiana
 

Lo status quo
In due anni gli (così si dice: non è una donna, è un pupazzo) hanno fatto 500 manifestazioni contro e lei ogni volta lo stesso disco: difendono lo status quo, noi andiamo avanti con la riforma.
Da quattro gatti a un milione di persone, sempre lo stesso disco.
Ogni volta: vogliono difendere lo status quo e invece noi andiamo avanti con la riforma.
Che è talmente ignorante che non sa neppure cosa vuol dire status quo. Sa cosa vuol dire nel senso del vocabolario: che vogliono difendere lo stato di cose presenti. Non conosce il senso delle parole di cui è fatto lo status quo. Di che lacrime e sangue grondi. Di che lacrime grondi e di che sangue, per essere precisi. Che è uno status quo che sembra fatiscente invece ha una storia.
E i manifestanti ogni volta sfilare festanti e frustrati a sentirsi rispondere da un disco registrato.

Ma loro conoscono tutte le tecniche. Per fare cose scusate non si può scrivere.
Un tizio, direttore di non so cosa, ha scritto un libro che si intitola cinque in condotta.
Che è il voto che lui dà alla scuola italiana studenti e insegnanti tutti insieme inclusi.
Un libro con dati sballati, barzellette di ogni genere, disprezzo che cola da tutte le parti verso una cosa che non conosce neppure. L'opera di un giornalista dei nostri tempi. Panorama o giù di lì che se l'hai sfogliato per cinque minuti in una libreria hai già esagerato proprio.
E invece giù recensioni, un vero dibattito. Un libro preso molto sul serio. Ecco quello che succede, chi decide il palinsesto, chi scrive le battute tu dici questo tu dici questo tutto previsto. Noi manifestiamo e loro scrivono il discorsetto: vogliono difendere lo status quo ma tanto noi si va avanti con la riforma e lo firmano il ministro.

Io penso che la scuola si può cambiare. Però difendo lo status quo. Difendo anche l'indifendibile perché è l'ultimo argine, dopo non c'è più la scuola, andiamo a spasso. Ho pensato che la scuola è come quell'asino che il padrone non gli dà più da mangiare e alla fine muore. E il padrone va in televisione e dice: difendeva lo status quo e vedi com'è andato a finire.
(aggiunto il 17/11/2010)

Le solite bugie
Il nostro presidente del consiglio, rispondendo in Senato a uno scocciatore (Pd) che gli ricordava i 7 miliardi e mezzo e passa di tagli alla scuola, avrebbe detto: la scuola non è stata tagliata, queste sono le solite bugie della sinistra.
Mi sono perso il resto.
Posso solo formulare delle ipotesi.
Quella più probabile: la scuola non è stata tagliata, queste sono le solite bugie della sinistra. E basta. In genere funziona. Ha funzionato con il tempo pieno, perché non dovrebbe funzionare con 7 miliardi e mezzo di euro. Ma poi voi li avete visti passare questi soldi, io sì per dire, ma tutta questa gente che sta sull'autobus se gliela racconto la storia che sono venuto via da TorBellaMonaca con una lettera che diceva vai a cercare fortuna altrove, mi crederebbe?
Ipotesi media: la scuola non è stata tagliata, sono stati tagliati gli insegnanti, che erano troppi. Il mio vicino di posto, che legge Leggo sarebbe d'accordo: in effetti, direbbe, sono molti di più che in tutti i paesi europei e lavorano la metà rispetto a tutti gli altri lavoratori del pubblico. Ci voleva un po' di razionalizzazione. Ma è tutto immerso nella storia di Lele Mora che potrebbe vivere con 10 euro al mese, non credo che sarebbe in grado di sostenere una lunga spiegazione di come i tagli del personale si traducono in un abbassamento della qualità della scuola. Penso che direbbe: al contrario, meno insegnanti più qualità.
La qualità, buona questa: tutto quello che è stato risparmiato sarà reinvestito in qualità: lavagne luminose, premi ai meritevoli e ora vengo a sapere anche addobbi floreali tipo il sole delle Alpi, forse la banda che intona canti alpini.
O forse ho capito male, non c'è mai stato un dibattito sulla scuola, neppure un botta e risposta. Questo improvviso interessamento alla scuola da parte del pd è pure sospetto. E guarda caso proprio ora che Veltroni è ricicciato fuori.
(aggiunto il 4/10/2010)

Guardo tutti i giorni la rai per vedere se passa la Gelmini con le valigie
Intervistatore: lei è d'accordo con la proposta del sindaco Alemanno di abbattere Tor Bella Monaca?
Tipo del posto: No.
Intervistatore: ma neppure in cambio di un quartiere nuovo con dei grattacieli al posto delle case fatiscenti con servizi?
Tipo: No.
Dallo studio: cerchiamo di capire con l'aiuto di alcuni esperti perché gli abitanti di Tor Bella Monaca si oppongono alla demolizione del loro quartiere.
Un esperto, forse Minzolini, comunque un clone: l'Italia è l'unico paese europeo dove gli abitanti si oppongono all'abbattimento dei quartieri degradati.
Veltroni è tornato. Ha paura che cada Berlusconi. Dice che fa un movimento.
La periferia di Parigi è stata tutta abbattuta e ricostruita.
Francesca ha portato un disegno da scuola. Che cos'è? Quello che ti sembra. Cosa ti sembra?
Fa ancora caldo come se fosse agosto.
(aggiunto il 14/9/2010)

Noi facciamo politica a scuola
L'ultima uscita della signora Ministro prova due cose: che è un fantoccio, e che noi tutti abbiamo scarsa memoria. Se avessimo più memoria ricorderemmo che Letizia Moratti ha fatto un'uscita identica nel dicembre del 2001, a margine degli Stati generali, secondo un copione scritto a tavolino dai tecnici del berlusconismo. Non possiamo ricordare che uno sparuto gruppo di insegnanti-sandwich scese in piazza quel giorno con dei cartelli che dicevano fronte-retro: noi facciamo politica a scuola. Sempre. Minacciò anche, Letizia, gli insegnanti che non applicano la riforma. Ma non disse jatevenne, disse che non facevano il loro dovere. Li indicò al pubblico disprezzo. Che volete, li lasciamo governare da 15 anni e ci meravigliamo che diventano sempre più stronzi?
(aggiunto il 18/9/2009)
Bastonati e derisi
Tuttoscuola denuncia il vai-e-vieni di docenti sulle cattedre all'inizio dell'anno «Sono oltre 180 mila i docenti che riprendono servizio in una sede diversa da quella occupata a giugno. 70 mila per scelta (!?), gli altri perché precari». «Questo fenomeno è demenziale - afferma il ministro - non è nell'interesse delle famiglie e non è produttivo». E annuncia un giro di vite. Qualcuno dica alla signora che l'anno scorso i molti soprannumerari generati dalla politica di contenimento della spesa (e non per esempio a difesa della continuità didattica), per quanto in modo coatto, hanno dovuto anche loro compilare una domanda. Cioè in qualche modo hanno dovuto scegliere la sede, non sempre accontentati dal momento che non è stata prevista alcuna precedenza tra i trasferiti d'ufficio e quelli che hanno scelto di cambiare sede.
(aggiunto il 14 settembre 2009)

L'ignoranza è forza
La signora Margherita ha bocciato il sei rosso. Detta così, la capiamo solo io e altri cento disgraziati. Il sei rosso. o sei con asterisco, o sei sottolineato lo avevamo già conosciuto alla secondaria di secondo grado. Corrispondeva a un debito che doveva essere colmato entro l'anno successivo. Poi è arrivato Beppe e ci ha ripristinato gli esami di recupero del debito a settembre, che adesso si cominciano pudicamente a rinominare esami di riparazione. Nella scuola secondaria di primo grado l'hanno introdotto quest'anno, il sei rosso, per tamponare le conseguenze delle nuove norme sulla valutazione, secondo cui uno che ha una sola insufficienza viene bocciato. Nella scuola media chi non ha insufficienze in una classe sono di solito tre studenti. Quando va bene sono sette otto. Gli altri sono tutti da bocciare. Lo ribadisce la signora Margherita in questa circolare in cui dice: niente sconti, ci vuole rigore. Che, come avrebbe osservato Orwell, semplifica meravigliosamente le cose.

(aggiunto l'11/6/2009)


Numeri al lotto

Alla signora Margherita, quando andava a scuola, hanno insegnato che bisogna sempre dire la verità. Non importa se è solo una parte della verità. Esempio: il tempo pieno sarà mantenuto. Sì, ma nei limiti delle risorse disponibili, tagliate del 30 per cento. Questo magari non lo dice. Si limita a scriverlo nella circolare, che poi noi la leggiamo e la commentiamo nei corridoi della scuola, ma fuori nessuno ci crede, anzi ci dicono tutti che il tempo pieno è stato salvato. Cioè la circolare la scrive un altro, un funzionario del dicastero su consiglio di un altro ministro più alto. E poi a lei dicono che deve dire: il tempo pieno sarà mantenuto.
(aggiunto il 23/4/2009)

Guerriglieri della bugia
Della conferenza del nano e della bambola tutti ricorderanno solo la bufala dei guerriglieri, anzi i ragazzacci dell'onda. E non tra le tante che le assenze del personale della scuola sono diminuite del 30 per cento e questo ha permesso di realizzare un risparmio di una cifra tipo 30 milioni pronta cassa sui supplenti che non è stato necessario chiamare. Ma ora leggo: i soldi saranno loro restituiti sotto forma di iniziative a favore dell'ingresso di giovani precari nella scuola. Due volte falso. Falso perché le assenze nella scuola sono a un livello talmente basso che è difficile immaginare possano diminuire del 30 per cento, anche supponendo che molti vadano a lavorare con la febbre per evitare di stare due o tre giorni agli arresti domiciliari. Falso perché il risparmio sui supplenti è a prescindere. Sono anni che il ministero taglia i fondi per pagare le supplenze e con questo governo la spesa è stata abolita, quando un insegnante è assente le classi rimangono semplicemente scoperte.
(aggiunto il 20/3/2009)

Il 5 in condotta non farà media, anzi sì
Tuttoscuola dice: il 5 in condotta non farà media. Benissimo. Salvo che per l'attribuzione dei crediti nel triennio superiore, l'unico caso in cui la media dei voti conta qualcosa: «Una sola situazione, forse, fa pensare alla media. È quella dei crediti scolastici per i quali l'articolo 4 dello schema di regolamento prevede che "La valutazione del comportamento concorre alla determinazione dei crediti scolastici e dei punteggi utili per beneficiare delle provvidenze in materia di diritto allo studio". È una formulazione non molto esplicita, ma si può pensare che in quei casi il comportamento venga considerato alla stregua di qualsiasi altra disciplina. Dunque, fa media, anche se non potrà incidere molto».
(aggiunto il 17/3/2009)

Gelmini, 5 in condotta
La signora Margherita è apparsa al tg dopo il consiglio dei ministri n. 41. Ha detto: approvato il decreto sul 5 in condotta (un'altra volta) e per dare il buon esempio, vista la bocciatura del maestro unico fatta dai genitori, me ne sono subito attribuito uno per il mio primo anno da ministra. Macché. Ha detto il 5 farà media e potrà essere attribuito dal collegio (cioè ce lo devi convocare apposta solo nel caso in cui uno studente «sospeso perché ha presempio tramortito un insegnante con un corpo contundente, sia tornato puntualmente a colpire l'insegnante con analogo oggetto all'atto della sua riammissione». Sbollita l'emozione per questo nuovo strumento di coercizione, fatevi due conti, riflettete sul regalo che la signora Margerita fa a tutti gli studenti che educatamente studiano poco o niente. Fuori il rigore, dentro se canta e se balla.
(aggiunto il 13/3/2009)

Equazione
Ieri l'altro il presidente del consiglio al rifiuto di quell'altro presidente, quello che la carta vuole vigile della democrazia, di firmare un decreto legge ha detto: la carta deve essere cambiata. Oggi, puntuale, la signora Margherita reagisce alla bocciatura della sua riforma da parte del cnpi. Dice: il cnpi deve essere cambiato. Solite balle: è un intralcio all'azione di governo, è una cosca sindacale (vero), fa politica.
(aggiunto il 18/2/2009)

Quesito sulla Costituzione
On.le signora Margherita,
l'art. 1 della legge 169, anche detta legge Gelmini, dice: «A decorrere dall'inizio dell'anno scolastico 2008/2009 [...] sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all'acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a "Cittadinanza e Costituzione"». Ieri ho appreso, dalle parole del suo Presidente del Consiglio, che la Costituzione deve essere cambiata perché quella che abbiamo non va bene, è stata scritta con il contributo determinante di un partito filosovietico in un momento storico sbagliato, in cui l'Italia usciva da una dittatura ventennale (e da una guerra mondiale). In particolare, questa costituzione non permetterebbe al capo del Governo, come avveniva precisamente in base alle leggi fascistissime, di emanare decreti legge senza l'avallo di un inutile presidente della repubblica, eletto peraltro tra le file di un partito anch'esso in origine filosovietico.
Insomma, on.le, dato che mi stavo anche per comprare una bella Costituzione e mi apprestavo a studiarla onde poterla trasmettere alle giovani generazioni, mi sollevi da questo dubbio doloroso, faccia un video su YouTube e chiarisca se l'art. 1 della legge 169 va riferito alla Costituzione dell'Italia repubblicana, a una sua parte, a una costituzione genericamente intesa come carta usa e getta, una costituzione pro domo sua, una costituzione fronte retro, una costituzione con cui quando manca la carta iggienica (così) ci si può anche pulire il culo?
(aggiunto l'8/2/2009)

La scuola immateriale
Ecco come cambia la scuola. Dall'anno prossimo pagelle su internet e sms che avvertono la famiglia: «oggi Nicole potrebbe avere fatto sega» oppure «Marco ha preso quattro in italiano». La signora Margherita dice che così migliorerà la comunicazione tra scuola e famiglia. Più diretta, più schietta, più pratica e veloce. E dopo: lezioni di inglese su youtube, interrogazioni con msn, compiti scritti compilati e spediti per mezzo del Tabaccaio Amico. L'ultima l'ha pensata Brunetta, il genio della lampada.
(aggiunto il 27/1/2009)

Dalle parole ai fatti
Emanato il decreto, è il n. 5, con cui verrà sconfitto il bullismo. Prevede che per incassare il famigerato 5 in condotta, che comporta la bocciatura in trunco, uno studente deve essere stato sospeso per non meno di 15 giorni e, rientrato nell'ovile scolastico, non manifesti apprezzabili cambiamenti del comportamento. Intanto la signora Margherita giudica positivamente l'idea di installare una telecamera in classe: è un deterrente. Dato il costo della cosa potrebbe tornare utile anche per monitorare i minuti persi. Nonché come prova tv per i voti controversi.
(aggiunto il 19/1/2009)

Gossip
Secondo l'agenzia di stampa imgpress sarebbe imminente uno scambio di posti tra la signora Margherita e il signor Formigoni. La prima salirebbe sul Pirellone mentre il secondo scenderebbe a viale Trastevere. Smettendo di rompere le scatole su Malpensa. La signora Margherita garantisce maggiore fedeltà al Governo. Quando sono le elezioni regionali in Lombardia?
(aggiunto il 15/1/2009)

Meglio bionda che Brunetta
In un convegno di sciatori azzurri a Roccaraso il ministro [meglio bionda che] Brunetta ha detto: quando parlano con i figli, gli impiegati del catasto, i professori si vergognano del lavoro che fanno. Invece il meccanico della Ferrari...». Più avanti ha parlato del bastone e della carota. Dice: userò del bastone e della carota per spremere dagli statali il 20, 30, 40 per cento in più di produttività. Del resto, osserva: essi non temono la cig, è un loro privilegio. Glossario: Il bastone è il senso di responsabilità e la carota è l'orgoglio.
(aggiunto il 13/1/2009)

Risorse umane
Oggi verrà presentato al CdM uno schema di regolamento recante «norme per il dimensionamento della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane». Si può leggere qui. Mi soffermo su un aspetto un po' trascurato della 133, che però rappresenta una delle maggiori voci di risparmio sugli organici del prossimo anno. L'art. 21 (Dimensionamento delle cattedre e dei posti di insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado conferma in tutto e per tutto il piano programmatico in relazione a 1) saturazione di tutte le cattedre a 18 ore «anche mediante l'individuazione di moduli organizzativi diversi da quelli previsti dai decreti costitutivi delle cattedre (vedremo lo sprigiornarsi della fantasia al potere nel decreto sugli organici), «salvaguardando l'unitarietà d'insegnamento di ciascuna disciplina» (quindi se avanzano quattro ore di italiano, non possono essere distribuite tra quattro insegnanti diversi che hanno 17 ore... se le prende come completamento uno che ne fa già 18; 2) eliminazione della clausola di salvaguardia: «I docenti che in seguito alla riconduzione delle cattedre a 18 ore vengano a trovarsi in situazione di soprannumerarietà, sono trasferiti d'ufficio secondo la procedura prevista dal CCNI sulla mobilità». Cioè chiedono il trasferimento. Poi, siccome in alcune materie (quelle che si sono salvate ai tempi della moratti: italiano alle medie, italiano e latino alle superiori) tutti si trovano dappertutto nella stessa situazione, ci sarà una specie di ingorgo nello spazio.
(aggiunto il 18/12/2008)

Valutazione
Secondo capitolo dell'aggressione natalizia alla scuola. Un terzo capitolo riguarda la scuola primaria, ma per ora non ho avuto il coraggio di leggerlo. Questo è un regolamento sulla valutazione. Leggendo lo schema mi sono venute tre osservazioni in aggiunta alla solita crisi di starnuti in varie lingue:
1) i bei tempi in cui per interpretare una legge ci voleva l'esperto sono ormai finiti. Il livello è quello dei giochi clementoni, modello facilitato. Tipo: i voti nella scuola primaria sono in decimi, chi non ha i decimi ripete l'anno. In realtà non ripete nessuno, era uno scherzo (per fortuna).
2) La votazione sul comportamento concorre alla media. Viceversa non si dice niente su come votare il comportamento, salvo un richiamo a categorie generiche come atteggiamenti, correttezza, diritti e doveri ecc. Invece i criteri per comminare la pena del 5 in condotta vengono rinviati a un decreto ancora da scrivere. Quindi, chi freme per la voglia di dare sto 5 deve pazientare ancora qualche settimana.
3) l'insegnante di religione cattolica, chierico o laico, continua a redigere il suo foglio con il giudizio che peraltro non fa media e viene interpellato solo per gli alunni che si avvalgono (qua, con i tempi che corrono, la vigilanza non è mai troppa).
(aggiunto il 18/12/2009)

La scuola è finita, andate in
L'unico effetto delle lotte di questi mesi è stato che la signora Margherita, qualcuno ha suggerito alla ministra di tacere fino alla fine della scuola, di lavorare nell'ombra. Che dopo, quando è estate, quando i prof e i maestri sono accaldati e stressati, è più facile. E così la scuola è finita e spara subito tre pallottole, che se si guarda bene è una mitragliata che colpisce in un punto solo: sono aumentati i bocciati la nostra scuola è il rigore e quindi la scuola fa schifo gli studenti sono ignoranti perché i prof sono troppi rispetto alle esigenze e non abbastanza preparati la soluzione è dare più soldi alle scuole private.
(aggiunto il 18/6/2009)

Ghost / Fantasma
Il consenso nel paese è molto alto dice Fazio diffidi di una democrazia che si basa sui sondaggi dice Walter applausi fragorosi. Sì, ma il consenso è molto alto insiste Fazio. Walter sgrana giù tre motivi. Nessuno è: io sono, il partito democratico è il nulla, come negli anni trenta il paese non ha un'alternativa politica. Sparecchio, tengo un orecchio teso alla tv per sentire se prima o poi verrà pronunciata la parola scuola. Trascrivo: Un paese dove si pensa di tagliare 8 miliardi di euro alla scuola [lui si sarebbe accordato su 6]… quei bambini immigrati, messi in classi differenziali, si sentiranno estranei e nemici... evoca le banlieues parigine. E ancora, quasi allo scadere:  Cosa succederà per la commissione di vigilanza Rai? Spero che gli italiani siano più preoccupati per i salari, per la scuola. Fine.
Le classi differenziali, riflettevo, fosse una bolla nella bolla, una strategia per meglio infilzare sta riforma. Qualcuno durante il mese di ottobre non dico sentito ma almeno ha subodorato che sta crescendo un movimento dal basso nelle scuole. Che potrebbe contagiare i genitori. E allora spara una grossa bomba: le classi ghetto. Una cosa che nessuno cristiano o no, di destra o di sinistra, dotato di intelligenza o miserodeficiente potrebbe accettare e che peraltro è impossibile da applicare. Così si discute di grembiulini, di cinque in condotta, e adesso anche delle classi per i bambini immigrati.
Se non fosse che putacaso è tutto vero. Si sentono forti, possono fare tutto. Possono fare molto di più che ai tempi della Moratti. Anche grazie ai fantasmi come Veltroni che tengono in piedi l'impressione che viviamo in una democrazia.
(aggiunto il 20/10/2008)

Scuola di razzismo
«La presenza di alunni stranieri in una classe rallenterebbe la didattica degli altri», è stato detto da uno dei deputati favorevoli alle cosiddette «classi ponte», votate in Parlamento, e che stabiliscono l'istituzione di classi speciali per gli studenti stranieri. Annozero ha trasmesso tre puntate, una su Alitalia, una sul razzismo e la sicurezza (con ospiti qualificati come l'on Santanché), una sulla crisi finanziaria. Per parlare di scuola aspetta il colpo di grazia? O aspetta il momento buono per dare il colpo di grazia?
(aggiunto il 16/10/2008)

Il consenso verso il maestro unico
Alcune mamme discorrono all'uscita di scuola, oggi, alle 16.20. 
- ma hai sentito, gnente, de sto sciopero delle maestre 
- ma quando 
- domani, dice 
- non si inventassero niente che mi fio domani non so do metterlo 
- e non possono fa' una classe con una maestra dalla prima alla quinta? 
Un papà e una mamma in piazza, giorni fa, a lato di un comizio organizzato dal circolo per informare i cittadini. 
- che ne pensi de sta storia del maestro unico 
- sarebbe bello, certo, però se devo pagà il dopo scuola me rode 
In sala professori, nella mia scuola, tempo fa. Una professoressa di storia e filosofia porta l'esempio del nipote che frequenta la prima elementare. 
- che esagerazione, sette maestre, non ci si capisce più niente.
(aggiunto il 2/10/2008)

All'inizio sembrava un democratico
«Già una volta c'è stato un tal signore (Hitler) che all'inizio sembrava un democratico e che poi ha fatto quello che ha fatto». Mi chiedo se Berlusconi si avvale degli stessi consiglieri della Gelmini, e se eventualmente sono quelli indicati da Dell'Utri per la revisione dei libri di storia.
(aggiunto il 22/9/2008)

Formaggio e Pesce
il Messaggero definisce i precari una grana e una spina nel fianco (pag. 10). Il riquadro: «La grana dei precari 50 000 in attesa l'eredità del governo precedente». L'articolo: «MSG ha una spina nel fianco. Il precedente governo aveva varato l'assunzione di 150 000 precari (...) ora MSG [Tremonti] dovrà verificare l'effettiva possibilità di assumere i precari in attesa». Intanto la brava donna ha parlato alla Cammera. Noto quattro elementi del suo discorso: le riforme della scuola vanno fatte solo in caso di necessità (meglio così), la quarta i (di italiano), la solita solfa del merito e della carriera e Gramsci: «La fatica dello studio è l'unico fattore di promozione sociale. Lo studio è molto faticoso: è un percorso di adattamento, è un abito acquisito con lo sforzo, a volte con la noia e la sofferenza»
(aggiunto il 10/6/2008)

Fumate!
16 aprile: comincia il toto ministri. «Per l'istruzione è in predicato la siciliana Stefania Prestigiacomo» [Tecnica della scuola]. Perde quota il ciellino Roberto Formigoni mentre, per dovere di cronaca, devo riferire di un messaggio che ho ricevuto da un collega di Zagarolo: «torna la Moratti. Evviva!».
17 aprile: continuano le indiscrezioni sul prossimo ministro della [pubblica] istruzione [università e ricerca]. Oggi è il giorno di Sandro Bondi.
21 aprile: Torna il miur. Dovrebbe avere due vice. Per la [pubblica] istruzione si fa il nome di Valentina, una che «conosce approfonditamente il settore». Ruffiani [Tuttoscuola]
23 aprile: Ricevo un messaggio da Leo. Dice «Bondi ministro dell’Istruzione. È la morte di dio». Rispondo: «Pensavo avrebbero fatto mastella. Per grazia ricevuta». Al bar sfoglio un giornale dove c’è tutto lo schema del totoministri con le facce. L’Istruzione andrebbe a un certo Maurizio Lupi. I colleghi non sanno chi sia. Buon segno?
26 aprile: Scrive Silvana La Porta su AetnaNet «La Fama vola di bocca in bocca, ingigantisce la notizia, la dà quasi per certa. Al glorioso Ministero dell'Istruzione andrà, probabilmente, una giovane donna trentacinquenne di nome Maristella Gelmini. Bresciana, curriculum invidiabile, senza pecca, entra in Forza Italia nel 1994».
8maggio: e quindi è ufficiale, ha vinto il peggiore. MSG è stata fatta ministra della istruzione, va a giurare stasera insieme a tutti i peggiori scelti in base alla rispettiva incompetenza in ciascun settore (niente esempi). Se va male potremo sempre andare a coltivare i campi,
...braccia rubate all'agricoltura?
no, avvocato dalla carriera politica intonsa (nel senso che è una debuttante, nessuno più titolato ne ha voluto sapere dell'istruzione), nel campo (ager) dei contratti agrari. Il suo programma si articola in 4 passaggi (progressivi?): valutazione a cottimo del lavoro degli insegnanti, competizione tra scuole stile coppa italia, abolizione dei debiti e ripristino degli esami di settembre (ma come, non era stato D'Onofrio, ma stai zitto, pezzo di merda), e su tutto, mani libere dei presidi nella nomina dei supplenti con eventuale assunzione degli idonei. E calcola che passeremo dei mesi a grattarci dicendo: fioroni era peggio, ma che dici era meglio, ma sì ma no [il corsivo è mio]
(aggiunto l'8/5/2008)

Attività sostitutive
Secondo ItaliaOggi, il nuovo ministro della [pubblica] istruzione interverrà tempestivamente sui corsi di recupero: «in estate con altro decreto i corsi potrebbero essere disattivati per essere sostituiti da attività diverse». Lavori forzati?
(aggiunto il 30/4/2008)

Voto di scambio
Annuncio delle associazioni di precari della scuola: la mancata firma del decreto sulle assunzioni potrebbe costare al pd 300 000 voti. Partono dal presupposti che tutti gli attuali precari avrebbero votato per il pd, e che non lo voterebbero se, come dicono, TPS continuerà a fare la parte del duro rifiutando di dare corso alle 50 000 assunzioni previste dal piano triennale.
(aggiunto l'1/4/2008)

Le tre i e le treelle
Qualcuno si è domandato perché i programmi del centrosinistra di due anni fa erano di 360 pagine, mentre a questo giro sono agili dèpliants? In un comizio elettorale Walter ha lamentato che la «scuola è assente dai programmi elettorali». Anche da quello del pd, dove «non figura tra le priorità», suscitando il malumore del popolo della scuola (non potrebbero farsi gli affari propri?). E allora l’ex sindaco di Roma ha ribattuto sui punti forti del suo pensiero, da cui è spuntato per esteso il più sinistro degli acronimi: long life learning, ovvero le tre elle, l’associazione che si definisce lobby trasparente (infatti è quasi invisibile) e che ha ispirato tutte le controriforme della scuola, da berlinguer alla moratti. Su una faccia della medaglia c’è scritto: centralità della formazione degli insegnanti, che deve essere permanente, retribuzioni adeguate, stabilità ecc. Sull’altra faccia ci sono le ricette per avviare la soluzione finale dei problemi della scuola, compresa la piaga del precariato. Tecnica della scuola è scettica: ci sono ancora tre settimane al voto, «troppe per non sentire più parlare di altri progetti sulla scuola».
(aggiunto il 21/3/2008)

Berluscones e Veltrones
Leggo un'analisi di Tuttoscuola. Dice: il programma del pdl riprende le tre i ma tralascia la riforma moratti. Le tre i sono peraltro l'unica differenza importante tra le proposte dei berluscones e quelle dei veltrones. Che sono il riassunto delle prime depurate degli aspetti più burini. Le tre i, per l'appunto.
In particolare, «il quarto e ultimo punto del programma pdl è la "commisurazione degli aumenti retributivi a criteri meritocratici con riconoscimenti agli insegnanti più preparati e più impegnati". Non siamo molto lontani dal "premio alla carriera professionale" di cui parla il programma del PD...».
Ma i programmi vanno presi per quello che sono. Cioè per quello che non dicono. Per come non lo dicono. Se Veltroni è così sensibile a temi come la valutazione oggettiva degli studenti (che nel suo «sogno americano» è roba degli anni settanta) o ai premi di produzione (e poco altro), sarà anche propenso, al momento opportuno (con il cavolo che te lo dice in campagna elettorale), a ripresentare un piano per sgonfiare il corpo insegnanti che già in modo diverso prima di lui, e con diverso stile, Donna Letizia e TPS. Ministro quest'ultimo di un governo di centro con un lieve contrappeso a sinistra. E con il plauso di molti pensatori di sinistra. Ipotesi probabilmente infondata, ma io non lo voto.
(aggiunto il 7/3/2008)

La fantasia... e altre puttanate
Veltroni ha capito che vincerà le elezioni chi le spara più grosse. Dice: se vinciamo basta con i temi in classe, i ragazzi devono poter fare un racconto o un filmino. Il commento di Cacciari: «Lasciamo perdere la fantasia e altre puttanate». [Lavagna interattiva]
(aggiunto il 3/3/2008)

Credere obbedire combattere (il programmino della sinistra arcobaleno)
Ho frugato su sinistra arcobaleno punto org per trovare un motivo in più per giustificare la mia probabile astensione. O anche un motivo in meno, poniamo. Ho pescato il programmino per le prossime elezioni. E dal programmino ho tagliato i pochi punti, stile credere obbedire combattere, che trattano di scuola. Università e ricerca escluse. Se preferite ve li metto qua in fila e finisce qua, il problema è che non ci credono neppure loro. Vanno alle elezioni per spirito di bandiera, anzi di bandierina, e per eleggere quei venti deputati e senatori che buttali via, non si occuperanno mai di scuola se non per fare danni o (ipotesi migliore) per sparare cazzate. L’ispirazione è radicalmente conservativa (conservatrice): La difesa della scuola del dopoguerra così com’è. Di tutti i contenuti del movimento contro la controriforma moratti non è stato recepito un solo punto, salvo forse il discutibile innalzamento dell’obbligo a 18 anni. Si sono dimenticati che la controriforma moratti è ancora formalmente in vigore e saltano a piedi uniti su una possibile questione dei precari, forse perché ritengono che vada da sé, sono sempre molto sensibili al suono della parola, di cui infarciscono molti discorsi. In compenso propongono battaglie di retroguardia su argomenti dove sfondano porte aperte, la scuola pubblica, il tempo pieno, che sono anche i più orecchiabili per un elettore della sinistra. Ecco, ho speso più di 200 parole per commentare un programma che ne conta poco più di 50 (comprese le integrazioni tra parentesi): Laicità della scuola pubblica, scuole private libere (da chi?) ma senza oneri per lo Stato; generalizzare la scuola dell’infanzia, estendere il tempo pieno e prolungato; innalzare l’obbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente a 18 anni (progressione in due tempi: prima a 17 e poi a 18); valorizzare il ruolo dell’insegnante (scusi, ma in che senso?).
(aggiunto il 2/3/2008)

nota pervenuta
Aggiungerei: professoresse più belle, divisa per eliminare le differenze di classe tra gli alunni, professori in giacca e cravatta (tocca conserva', no?), ripristino del latino nella scuola media, ripristino dell'esame di seconda elementare (o era in terza?), valorizzazione del
ruolo dei bidelli, fancazzismo per tutti.
E via demagogizzando...
Sì, hai perfettamente ragione: vanno alle elezioni come si fanno le vacanze di Natale o di Pasqua. Tanto ci vanno tutti.
L'importante è partecipare. In puro stile olimpico.
L'importante è non governare, perché se no ci tocca lavorare. E fare qualche scelta, una volta tanto.
Max

rettifico: manco tanto
Questa volta il programma della sinistra arcobaleno è venuto a cercare me, sotto la forma di un fogliettone. Leggendolo, ho notato che la scuola, sotto la voce «istruzione, formazione ecc.» (punto 12) occupa circa 150 parole, e molti numeri. Per quanto vago compare l’argomento risorse per la scuola, che è stato uno dei punti forti del movimento contro la riforma moratti. Chiedevamo il 6%. Dice: le risorse sono pari al 3,5% del pil e non accennano ad aumentare da vari anni. Anzi, da vari anni, ministri e sottosegretari con il plauso di banchieri e industriali le hanno limate tagliuzzando il tagliuzzabile (con il risultato che abbiamo classi che scoppiano, quasi in ogni ordine di scuola). L’analisi non produce nessuna rivendicazione. Peggio per loro, tanto non sanno che farsene. Non hanno progetti, non chiedono aumenti. La laicità della scuola pubblica è fondamentale, questo concetto è sottolineato. Un collega suggerisce: è un messaggio per quei lumaconi del pd (et surtout di certe componenti di codesto) che sul tema hanno molta fantasia (Cris). Meglio ribadirlo: però se è un programma di opposizione ditelo subito. O è un programma per un partito di opposizione di riflesso? E ancora: mi si è chiarito cosa intendono per valorizzare il ruolo dell’insegnante. Il testo completo è: valorizzare il ruolo dell’insegnante come intellettuale educatore. Ora sì. Di precari della scuola non si parla nel punto 12 ?dove si chiede di reclutare 3000 giovani ricercatori l’anno nelle università per i prossimi 5 anni- e neppure nel punto 2, dedicato alla lotta alla precarietà in quanto «precarietà di vita, non solo di lavoro», che si esaurisce nelle tipologie di contratti previste dalla legge 30.

10 quesiti agli on. Aprea e Valditara (PDL) sul [futuro] reclutamento docenti, di V. P.
1 - Cosa intende farsene il Pdl del piano di assunzioni triennale?
2 - Cosa intendeva il Senatore Valditara, giorni fa, con l’espressione “La scuola non è un erbatoio di posti di lavoro”?
3 - Come fa a dire, a cuor leggero, che il governo Prodi non ha affrontato il problema dei precari, visto che il centro-sinistra ha approvato, in due anni, più assunzioni di quante ne abbia fatte la destra in cinque e ha mitigato sensibilmente l’instabilità ? prodotta dal centro-destra ? delle graduatorie, che il Senatore dice di volergarantire?
4 - Come giudica, a tal proposito, il livello di caos cui la Casa delle libertà aveva ridotto le graduatorie permanenti dopo una serie impressionante di interventi balordi che le avevano portate al subbuglio più estremo, costringendo i lavoratori a trasferte quotidiane di ore, esponendoli a un potere contrattuale mai visto da parte delle scuole private, spillando loro migliaia di euro per titoli a pagamento e trasformando miti studiosi e paciose docenti in esperti di contenzioso amministrativo?
5 - Cosa pensa della frase pronunciata dall’On. Aprea, in base alla quale, alludendo alla riforma Moratti, bisogna riprendere “dove era stato interrotto il processo riformatore avviato dal governo Berlusconi”?
6 - Intende il Pdl ripresentare il progetto di legge sull’albo regionale degli insegnanti, presentato nel 2001 dalla sua collega di partito, Angela Napoli?
7 - Cosa intendono dire, il Sen. Valditara e l’On. Aprea, quando dicono che la scuola va ’sburocratizzata’ e che questo processo deve spingersi fino a dare la possibilità alle scuole di scegliersi autonomamente gli insegnanti?
8 - Cosa intendono dire, inoltre, quando dicono che in Italia ci sono troppe ore di lezione nelle scuole?
9 - Cosa intendono dire quando dicono che in Italia ci sono troppi insegnanti?
10 - È vero che l’On Gelmini avrebbe già pronto un Ddl per estendere il buono scuola in tutta Italia, alla stregua della Lombardia, generalizzando un sistema
in cui i figli delle famiglie benestanti che pagano la retta a un paritario e superano un certo tetto di spesa riceveranno il voucher e i figli delle famiglie meno ricche, siccome frequentano la scuola statale, non riceveranno aiuti?
(aggiunto il 28/2/2008)

La solita solfa
Valentina affila le unghie, ma è la solita solfa. Un articolo di Vincenzo Brancatisano riporta alcuni passaggi di un discorso tra cui «Pochi docenti di matematica sono laureati in matematica», «Abbiamo bisogno di intervenire sugli apprendimenti e dunque sugli insegnanti e per questo abbiamo chiesto [a Brunetta e Tremonti, che stanno scrivendo il programma] di predisporre l’introduzione degli albi professionali dei docenti e noi lavoreremo per raggiungere questo obiettivo». E dulcis in fundo [dove sono arrivato a leggere]: «Ci sono insegnanti che sono passati di ruolo dopo avere accumultato punti in graduatorie burocratiche (“una supplenza non si nega mai a nessuno”) e che non conoscono la valutazione». Io sono uno di quelli. Ho accumulato punti in graduatorie burocratiche per 13 anni.
(aggiunto il 26/2/2008)

La scuola di Veltroni
La prima notizia è: abbiamo le risorse, i soldi da spendere, faremo scuole più belle, apertura pomeridiana e impianti sportivi, tecnologie. Devo ancora leggere un programma che dice: abbiamo due lire, mettiamo una pezza. Questo è il primo impegno. «Il secondo impegno riguarda la valutazione»: tutti gli studenti saranno periodicamente sottoposti a dei test per vedere se hanno imparato qualcosa. E le famiglie si faranno un’idea di quello che i figli sono andati a fare a scuola. Versione edulcorata del programma di quell’altro dove chi più chi meno dice che i risultati devono essere valutati oggettivamente, in relazione agli sbocchi professionali. E tra i tanti un certo Giavazzi  che qualcuno rappresenta come futuro ministro della [pubblica, privata e religiosa] istruzione. Ma non ho capito se del pdl o del pd o indifferentemente di uno dei due. «Il terzo impegno riguarda gli insegnanti». C’è scritto: investire su chi ha passione e competenza, ivi inclusi anno sabbatico e probabili viaggi premio, e sullo sfondo la minestrina riscaldata della vecchia nuova «carriera professionale degli insegnanti» basata sul merito e l’impegno non è chiaro misurati come, mentre nel programma di quell’altro è chiarissimo. Un consigliere comunale ha detto: la differenza tra Berlusconi e Veltroni ?e tra il berlusconismo e il veltronismo- è che il primo per mandare via Santoro e Biagi dalla tv pubblica ha fatto un proclama mentre il secondo si sarebbe limitato a una telefonata.
(aggiunto il 18/2/2008)

nota pervenuta
Bè, quello che è chiaro è che la Scuola è un maledetto vespaio del quale nessun candidato premier sa un emerito accidente, ma sul quale tutti si sentono obbligati a dire qualcosa..
Qualsiasi governo che non passi il suo tempo a fare i conti della serva (che li sanno fare tutti, anzi, spesso la UE li fa per noi) si misurerà su scuola, sanità, giustizia, eccetera. Il resto so' chiacchiere.
La mia proposta è mandare a scuola i genitori, per una settimana ogni sei mesi (devono lavora', non c'è troppo tempo). Un corso di aggiornamento in cui si possano rendere edotti certi soggetti su quel che fanno i loro figli. C.

Scuola Voucher
Non è ancora primo ministro e già prepara un disegno di legge per farci il culo -sì, è vero, è sempre lo stesso da dieci anni. Cito liberamente una notizia che ho letto su Gilda Venezia. Il testo del disegno di legge prevede di correggere gli errori dell’attuale sistema riguardo a «procedure di valutazione dei singoli docenti e degli istituti scolastici e universitari» che va a danno delle famiglie che non possono «scegliere i contesti formativi più efficaci ed efficienti» mentre gli insegnanti bravi non possono crescere. E soprattutto via gli automatismi nella progressione di carriera, più potere ai diesse e gadget per tutti, nella forma di «voucher formativi da spendere nelle scuole pubbliche o private». Per chi non è pratico di voucher, l'idea è tipo ticket restaurant.
(aggiunto il 13/2/2008)

Meteoropatia
Premetto: non soffro di un'irresistibile ansia pre-elettorale. Sappiamo già l'esito delle consultazioni. Nondimeno non posso fare a meno di cogliere alcuni segni. Ieri ore 13 un servizio del TG1 parlava della nuova -si fa per dire- figura del dirigente scolastico. Un paio di signori barbuti di una certa associazione vicina a Confindustria, e rigorosamente equidistante da destra e sinistra, hanno elencato i tre vizi del capo di istituto: spesso è troppo vecchio, è stato selezionato con criteri non sufficientemente meritocratici et aziendalistici, non ha le mani libere in relazione a valutazione e scelta degli insegnanti che sono subordinate ora come ora -qui la voce del giornalista ha assunto un tono grave- all'automatismo delle graduatorie. Scena finale con il preside di un istituto di via Cavour inquadrato sullo sfondo di alcuni studenti sorridenti. Dice: noi dobbiamo pensare a loro.
(aggiunto l'8/2/2008)

Cronaca
L'hanno dimessa dal Pronto soccorso scrivendo sulla cartella: deceduta. Fortunatamente era viva e vegeta
Civitavecchia: nel referto dell'ospedale la danno per morta
E' la storia di una donna finita in ospedale a Civitavecchia dopo una caduta. È accaduto all'ospedale San Paolo di Civitavecchia ad una inconsapevole, e fortunatamente viva, signora che si era recata al pronto soccorso dopo essersi infortunata ad una gamba a causa di una caduta, per uscirne alcune ore dopo grazie alle cure dei medici. La donna ha scoperto, al momento della consegna del referto alla segreteria della scuola dove lavora, d'essere passata a miglior vita. O, almeno, così era scritto sul certificato di dimissione dall'ospedale. Allo sconcerto iniziale si è aggiunto il disappunto: la donna si è infatti vista rifiutare il certificato dagli impiegati della scuola ed è stata costretta a tornare all'ospedale dove ha chiesto che le venisse fornito un foglio di dimissione con una diagnosi più realistica.
(unionesarda.it, 26/01/2008)

Gli abusivi (Lettera al Messaggero)
Un certo Napoletano, che passa per essere il direttore di un giornale, ma dalla faccia si direbbe piuttosto un oste, interviene a Ballarò e parla dei sistemi di reclutamento degli insegnanti che non premiano il merito e delle maestre che convocano la mamma della secchiona e dicono sua figlia è brava e tutto, ma allora perché mi ha chiamato, perché vede sua figlia ha la manie di protagonismo. Che insomma lui racconta sempre questo aneddoto e che da noi manca la mentalità. Naturalmente chiudo il getto d’acqua calda che scorre su una montagna di piatti (sporchi) e mi dispongo ad ascoltare. Dice: ogni nuova legge sul reclutamento dice a chiare lettere art. 1 d’ora in poi il concorso diventa annuale (ma quando mai). Poi invece passano due, tre, cinque… e dopo dieci anni chi vince il concorso trova il posto già occupato da persone (non credo abbia utilizzato il termine docenti) che hanno acquistato il diritto grazie ad anni di precariato.
Egregio direttore, poiché sono precario da (10) anni, mi sento che devo lavare la macchia. Bravo, io sono un rappresentante di quella categoria che è maturata, ha maturato il diritto scaldando la cattedra che spettava (aspettava) il fresco vincitore di un concorso futuribile (cosa nel frattempo facesse boh). Che, siccome suole, si è preso quei due pezzi di carta che sono i titoli di accesso alla graduatoria (a esaurimento). Tutto vero.
Ora però ho notato con grande rammarico che al suo discorso formulato per il resto in modo perfettamente lineare mancava un aggettivo che lo avrebbe reso più congruo, rafforzando quel messaggio che pure da quel ragionamento è filtrato: abusivi. I meritevoli e gli abusivi.
E sub voce intendi: abusivi, maturati troppo a lungo, praticamente guasti, esauriti.
(aggiunto il 29/11/2007)

nota pervenuta
Vorrei dire al conduttore di Ballarò... siamo arrivati anche a chiedere il parere di certi ndividui? Certo la R.A.I. sappiamo essere luogo di raccomandazioni ma non si poteva proprio trovare qualcuno migliore di quel "signore"? Cordiali saluti Paolo
Più che altro, dal momento che ci sono precedenti piuttosto pesanti (la serata Moratti-Melandri), io farei una domanda a Floris: perché, a prescindere dagli os[pi]ti, lui che saltella tutto il tempo di qua e di là dandosi questa aria da professorino, non smentisce MAI le puttanate che i suoi ospiti sparano a ripetizione specie quando si toccano temi come la scuola e l'università. La cosa più agghiacciante della puntata di martedì scorso è che a parlare di meritocrazia (di mentalità arghhhh) hanno schierato giornalisti come Napoletano e Stella (moderati da Floris che di raccomandati se ne intende), che sono la negazione del merito. E cosa propongono questi signori per far prevalere il merito? Ma è chiaro, i concorsi a cattedre, dove poche persone preparate la spuntano a fatica in mezzo a un’orda di raccomandati.  a.p.

Apparente schizofrenia
Paginone di Repubblica lunedì 1° ottobre: fuori altri 33 000 insegnanti, quest'anno 15 000 (e fanno 47, è la Finanziaria, belli). Specchietto: meno ore nei professionali, elevato il rapporto insegnanti alunni (sì, ma come), via la i di inglese nella primaria (se penso agli scenari che sono stati aperti ai docenti di inglese negli ultimi dieci anni). E infine, commenta lezioso, il riquadro: «se sarà ridotto il personale docente bisognerà tagliare amche le bocciature. Un abbattimento delle bocciature nel biennio della scuola superiore consentirebbe di risparmiare 1600 posti». Ieri, grande battage radiotelevisivo, tutti hanno udito: ripristinati gli esami di riparazione, debiti colmati o bocciati, corsi di recupero estivi immagino svolti gratuitamente dal personale che non è in ferie. Ma questo è un altro paio di maniche. Dice la Repubblica: l'anno scorso i non promossi del biennio superiore sono stati 180 000. Dico io: i promossi con debiti almeno tre volte tanto. Se anche solo un terzo di quei debitori fosse stato costretto a rimettere l'anno, i non promossi in totale sarebbero stati 360 000. Cavillo: la Finanziaria non suggerisce come. Viene proposto come obiettivo di «ridurre le bocciature al biennio delle scuole superiori». Come acutamente nota Salvo Intravaia: «obiettivo completamente fallito nel 2007», colpa degli insegnanti che continuano a fare come credono. O forse qualcuno neppure lo sapeva. Propaganda di basso profilo, dunque. Oppure aperta contraddizione: le esigenze di cassa contrapposte al pensiero di una scuola forte, e tra l'altro anche dispendiosa. Oppure apparente schizofrenia: la facciata, da una parte, con la vernice del rigore, con il ministro intervistato in televisione. La realtà dall'altra, nelle pagine interne del giornale: arrangiatevi (come abbiamo sempre fatto).
(aggiunto il 4/10/2007)

Magari la speranza è che i prof., spaventati dal lavoro estivo, non diano più debiti formativi. Voilà, tutti promossi!
Ne saremmo capacissimi...
C.
(nota pervenuta l'8/10/2007)

Sindrome calendario
Il calendario per le nomine a t.d. della provincia di Roma ha subito lo slittamento che tutti prevedevano. Ma solo di cinque giorni. Mi spiego: Per prima cosa stamattina leggiamo una circolare di Pagnani che sembra il messaggio di Vittorio Emanuele agli italiani l'8 settembre: occhio, il nemico può colpirvi da ogni parte.
Dice Pagnani due semplici concetti: uno i contratti in attesa di nomina dell'avente diritto, quelli anche detti legge non so che numero del 1997, sono pagati dal tesoro e due si devono usare le graduatorie d'istituto vecchie (oltre tutto è difficile usare le nuove, dato che non ci sono). Non dice chiamate. Dice "nel caso chiamate" vi dovete attenere a questo schema. Tra l'altro fa anche lo spiritoso: «queste ultime, che stanno per avere avvio» riferendosi, ovviamente, alle nomine dell'avente diritto. Nel primo pomeriggio arriva questo piccolo rinvio. Che se una scuola ha aspettato a chiamare fino al 13 potrà ben aspettare fino al 18. Che se il rinvio è solo di cinque giorni questa sarà la volta buona. Che tutto il palazzo di via Pianciani compresa la brava donna che esercita al piano terra per gli inquilini soprastanti sapeva da giorni che c'era questo rinvio (generato, si noti, da cause meccaniche e quindi facilmente prevedibili) e avrebbe potuto informarne gli interessati in tempo utile se avesse avuto
l'interesse a posizionare in cattedra per il primo giorno gli insegnanti sia pure in attesa.

Insomma, se c'era un disegno il fine è chiaro: risprmiare 15 giorni di stipendio moltiplicati per 10 000 aventi diritto e poi via scalando risparmiare altri spiccioli fino alla fine del mese su un numero di cattedre sempre più esiguo ma manco tanto. Io non credo ai complotti ma non posso fare a meno di notare come nel caos dell'usp sia sempre così naturale leggere delle solenni fregature.
(aggiunto il 13/9/2007)

Il problema dei precari
«Questo è il primo anno in cui la scuola italiana non produrrà più nuovi precari». (Fioroni)
aneddoto: circa cinque anni fa sostavo in un baretto di Trastevere con una collega [allora] precaria e naturalmente parlavamo di graduatorie o incarichi (ma perché i discorsi quando non i pensieri dei precari devono andare sempre a cadere lì?). Un vecchietto ci orecchia e un po' interdetto domanda: ma la Moratti, il problema dei precari non era stato risolto? Spieghiamo e ci sembriamo convincenti, finché il vecchietto compassionevole si (ma non ci) rincuora: vabbè ma a Roma...

In medias res: servizio del TGR Lazio, pochi giorni fa. Va in scena l'inizio dell'anno scolastico al Giulio Cesare. Preside nuova, belle panoramiche con esterni e interni. Insomma, tutto è pronto per l'ordinato avvio dell'anno scolastico. E, soprattutto, non abbiamo il problema dei precari. Questo è il mio contributo al dibattito aperto da Andrea circa il trattamento che subisce uno quando dice sapete esisto (es. chiede un'udienza con sua eccellenza).

Ma vengo al sodo. Contro la propaganda di un regime (un regime qualsiasi, peraltro) è perfettamente inutile sciorinare dei numeri. Un signore che abita nel mio palazzo stamattina mi fa: bella vita la vostra tre mesi di ferie pagate. In realtà ribatto sono formalmente disoccupato. Ahaha dice il vicino mentre si chiude la porta dell'ascensore. No, pigio stop e spiego cosa sta succedendo bla bla bla molto molto didattico, ma con un fondo di bigia preoccupazione visto che anche oggi mi è ammuffita una supplenza appena sniffata. Ma come dice il vicino avevo inteso di 150 000 assunzioni?

I lupi (sulla beffa dell'innalzamento dell'obbligo a 16 anni)
Che le cose andassero male, si sapeva. Nondimeno oggi, sfogliando il giornaletto Italia Oggi che, sottolineo, sono andato a comprare in un'edicola lungo la via Prenestina poggiando la macchina in una amorale seconda fila - per capire quale fermo proposito - ho formulato il seguente pensiero: non voglio sapere più niente. Che la scuola d'ora in poi mi scivoli addosso. Facciamo un passo indietro. La banda di criminali che ci governa intendeva tagliare circa 20 000 posti. Che poi sono diventati 12 000. Sono sempre tanti. Digeriti o meno, in presenza di un numero debordante di nuovi alunni, ce li siamo portati a casa. Macché, oggi leggo che Fioroni vuole introdurre l'obbligo scolastico a 16 anni dal primo settembre prossimo. Ma che ci vogliono far diventare dei lupi? i mettiamo a scrivere lettere di riorientamento dal primo ottobre per sgonfiare classi di 43 alunni di cui 35 obbligati a scaldare il banco fino a 16 anni?

Crisi
Ultimora: Prodi ha posto 12 condizioni. La n. 12 dice «Non avrai altro dio all'infuori di me» e questo mi pare giusto, visto il modo in cui se lo sono rigirato finora. La n. 7 recitando la formula «immediata e significativa riduzione della scuola pubblica» dice che torna attuale il piano per il taglio di 170 000 insegnanti in 5 anni che Padoa Schioppa - con il supporto di opinionisti di varia estrazione - aveva estratto dal e poi rimesso nel cappello. La n. 2, laddove recita «impegno per la scuola... cultura, ricerca, università e innovazione» è il logico corollario della n. 7. Ora, tanto premesso, e davanti al triste spettacolo degli alleati di governo che sottoscrivono a occhi chiusi perché hanno sentito Berlusconi digrignare i denti (ma dico non potevano pensarci prima), uno comincia a pensare sto risanamento mi costa più del piacere che provo quando mi ricordo che l'Italia è saldamente in mano a un governo di centro sinistra di cui fanno parte anche comunisti e verdi. Please, però prima scrivete la legge per regolare sto benedetto conflitto di interessi.
(aggiunto il 23/2/2007)

Finanziaria 2007 (segue)
Sono allucinato dal modo in cui il centro sinistra sta continuando nell'opera di distruzione della scuola brillantemente iniziata con la riforma moratti e prima ancora con la riforma berlinguer meglio nota come riforma dei cicli (requiescant in pace, i cicli) qualcuno dice ma ci sono in vista 50 000 pensioni non è così nera per noialtri precari. Il cazzo, scusate. Per riprendere rigirandola espressione di sora mariangela bastico viceministro della pubblica istruzione: non si sommano mele con pere. Il dato relativo alle pensioni non si può sommare ai tagli. Gli 11 500 posti in meno hanno un valore in sé, sono classi che spariscono, sono le condizioni in cui si lavora, cattedre che si allungano a 24 ore, anni di precariato buttati. E se non stiamo attenti prodi e co. ci preparano un altro bello scherzetto per l'anno prossimo
(aggiunto il 15/2/2007)

Finanziaria 2007 (segue)
Un volantino dell’Ulivo presenta la Finanziaria 2007 tutta rose e fiori per la scuola: precari assunti, edilizia, obbligo, autonomia, innovazione. In mezzo c’è un punto svolto con un linguaggio piattamente denotativo, ai limiti del grado zero della scrittura: «Insegnanti di sostegno: previsto il progressivo superamento del parametro di un insegnante di sostegno ogni 138 studenti non diversamente abili. Si passerà all'individuazione dei numero degli studenti diversamente abili aventi effettivo diritto tramite il raccordo e la verifica incrociata tra banche dati Asi e uffici scolastici regionali». Dei 19 000 insegnanti in meno non c’è parola. Difficile trovare una formulazione altrettanto efficace
(aggiunto il 31/1/2007)

Dichiarazione (scartata a suo tempo dalla mia tesi di area 1, SSìS LAZIO, aa 2002-2003)
Sono entrato nella SSIS come insegnante parzialmente formato, ne ho fatto una specie di principio, una rivendicazione. Ne esco parzialmente formato. Tra quei due parzialmente c’è un segmento della mia formazione che ho condiviso con altri. Non so quantificare le conoscenze e competenze che ci sono tra quei due parzialmente. Sono certo che ci sono, benché il ritmo martellante delle scadenze del corso (i semestri, i moduli, le prove in itinere, il tirocinio ecc.) non mi abbiano permesso di rifletterci su, di godermi la formazione acquisita.
(inserito dalla redazione il 15/11/2006)

Finanziaria 2007
Questa è un'antologia di battute di ministri, viceministri e altri elementi dentro e intorno alla legge Finanziaria del 2007, con particolare riguardo all'annoso problema delle assunzioni dei precari e all'abolizione delle graduatorie permanenti, ventilata e poi moderatamente ritrattata. L'immagine è il commento della redazione. Dice Fioroni: «Gli stipendi già glieli diamo, perciò non ha senso che non siano assunti. Tra l'altro, a conti fatti ci sarà un risparmio. Abbiamo già calcolato che alla fine del triennio, quando avremo inserito in ruolo i 150mila, fuori ci saranno solo quelli che hanno meno di tre anni di insegnamento. Per il futuro, torneranno i concorsi per coprire il turn-over». Gli fa eco Mariangela Bastico: «Per l'anno 2010/2011, noi contiamo che tutti i precari storici, coloro che insegnano da anni costantemente, siano assunti a tempo indeterminato. Ma se nelle graduatorie ci saranno ancora supplenti, non saranno lasciati a spasso». Però intanto, con l'altra mano, tagliano. Un modo è quello di ridurre le bocciature nel biennio della scuola superiore (non so come, forse neppure loro) dove, sono parole di Fioroni, «gli insegnanti bocciano allo scopo di gonfiare gli organici». Il messaggio è chiaro, benché contraddittorio: gli insegnanti stroppiano. Meno peli sulla lingua da questo punto di vista ha il giornalista (del cazzo) del Corriere della Sera (giornale del cazzo) Angelo Panebianco, il quale propone una riedizione della guerra tra poveri (sissini vs precari, lui sta con i primi), enunciando intanto il sillogismo, falso, che se gli insegnanti vogliono essere pagati meglio devono acconsentire a essere sfrondati. Acidissimo, dice: «mi rendo conto che la riduzione degli organici non è un obiettivo di questo ministro». Vuole ridurre gli insegnanti anche un certo Minardo, ma a suo esclusivo vantaggio, suppongo. Leggo proprio oggi su Tecnica della Scuola: «il deputato di Forza Italia Riccardo Minardo ha presentato un emendamento per aumentare tale rapporto [quello tra docenti e discenti] di 0,6 punti (la legge propone 0,4). Secondo i calcoli del parlamentare azzurro i risparmi (200 milioni all’anno dal 2007 al 2011) sarebbero sufficienti per "lavori di realizzazione, ristrutturazione e messa in sicurezza - si legge nel testo dell’emendamento - della strada statale n. 115, tratto Vittoria-Comiso, e della strada statale Ragusa-Catania"». La scuola non era mai caduta così in basso, salvo forse un anno - facevo la prima media - in cui ci fecero rientrare dalle vacanze di natale il 2 gennaio.

ps. dice bene il Koala: Panebianco non lo leggo perché è uno stronzo
(la redazione, 13 novembre 2006)

Due battute [precarie] sull'utilità e il danno dei Master
<<sto facendo un master in presenza e un giorno sì, l'altro anche mi vien da piangere per quanto tempo e soldi stiamo buttando via senza colpo ferire (o quasi)...
bleah!
buon natale!>>
<<io ne sto facendo uno in assenza, e devo dire che non sono mai attraversato da un dubbio, da un solletico, da un'ispirazione. Praticamente è come se non lo facessi.
Pensa, per fare un esempio, che il giorno dopo dovevo spiegare Petrarca a scuola, e allora che faccio secondo te mi leggo la dispensa su Petrarca di questo favoloso master, che peraltro a rigor di termini non è manco un master. Ci credi che non ho trovato una sola parola spendibile in classe di tutto quel papocchio di 15 000 parole...>>
(AA. AA.)

Quesito su alunne discinte
Mi riferisco in particolare alla naturale predisposizione femminile di mettere in mostra la mercanzia, ma il discorso potrebbe essere allargato anche ai maschietti di ultima generazione. Quali sono le armi che un docente può utilizzare in classe per arrestare il
fenomeno dilagante della studentesse-veline?Cosa si può fare in concreto? Esiste qualche normativa che si interessi di abbigliamento consono per le scuole superiori? Che ne direste se la Moratti pensasse di far indossare il grembiulino non solo alle elementari ma anche nelle altre scuole?
Grazie
(aggiunto il 9/1/2006)

Un serpente verde
Spesso non si riscuote la simpatia dei colleghi, soprattutto quando non ti piacciono le ingiustizie e pensi a fare il tuo lavoro. Infatti c'è qualcuno  nel mio ambito lavorativo (mi hanno riferito) che mi ha definito un serpente verde mettendomi in cattiva luce con i nuovi arrivati. Che devo fare?
(A. A.)

la schiuma del cappuccino
All'ultima lezione di psicologia di quest'anno ci hanno rifilato un'affascinante metafora per cui la schiuma del cappuccino sarebbe l'orgasmo maschile, ed e' stato forse il momento didatticamente piu' utile di tutta la lezione
(M. S.)

Tutti in cattedra
In linea con i tempi stabiliti dalla legge ("gli incarichi devono essere conferiti entro il giorno di Santo Stefano") e con le dichiarazioni del ministro ("per Natale tutti in cattedra"), al CSA di Roma si stanno attribuendo gli ultimi spiccioli di supplenze ai precari della scuola.
(la redazione, 6 dicembre 2004)

Sciocchezzaio del concorso di Lettere
Italiano:
Commissario: A quale corrente critica apparteneva Luigi Russo?
Candidato: ...
Commissario: Ma come, alla scuola di Jena... Sapegno, Russo...

Storia:
Commissario: Le rigiro un quiz che ho sentito ieri alla trasmissione di Gerri  Scotti: dove nacque (scandisce) Camillo Benso conte di Cavuuuur... Torino,
Cavuuuur, Sassari, Palermo...
Candidata: Mi pare... Torino
Caommissario: Mi ascolti bene le ripeto... Camillo Benso conte di Cavuuuur... Torino, Cavuuuur, Sassari, Palermo...
Candidata: Mah, guardi, mi sembra proprio Torino.
Commissario: Brava, pensi che il concorrente ieri sera ha risposto Cavour.

Italiano:
Commissario: Di chi era invidioso Pavese?
Candidata: ...
Commissario: Ma, del suo sarto analfabeta!
Candidata: ... (!?)
Commissario: Vabbè vabbè non importa.
(Roma, dicembre 2000)

Il concorso (I)
Aggiungo che il migliore per me non può essere in una sola persona ma si raggiunge con la collaborazione di un gruppo che si propone di creare qualcosa insieme eliminando per quanto possibile gli immancabili difetti del singolo, forse per questo che lo stato fa i concorsi, per dare una possibilità a tutti.
(Angelina Mura)

Resistenza
Dovremmo unirci tutti, genitori, studenti, docenti, ata, precari e di ruolo, in una Resistenza in difesa della qualità culturale della scuola pubblica statale e della democrazia al suo interno, una scuola in cui tutti, cattolici, atei, gay, chierichetti, seguaci del mago Othelma, stranieri e, quando arriveranno, alieni, siano rispettati come discenti
(Rat, il gatto mammone)

Ammuffita
Ho lavorato per vent'anni in un altro settore, sono entrata di ruolo solo lo scorso anno e non ho alle spalle anni di logorante precariato; forse è per questo che ho tanto entusiasmo. Forse tra vent'anni sarò anch'io come molti colleghi: stanca, demotivata e... (scusate) un po' ammuffita.
(Antonia)

Precari storici
Il problema è che i precari storici sono lo zoccolo duro di tutti i sindacati e invecchiano con la tessera in tasca, ricattati o comprati, in attesa di un posto fisso. A sto ggiro pure i cobas me se so' giocato...
(Rat, il gatto mammone)

«qui è il fine ultimo di ogni scuola: tirar su dei figlioli più grandi di lei, così grandi che la possano deridere», Lorenzo Milani
la scuola di sisifo
Chiudiamo le scuole
Giovanni Papini
1 giugno 1914

Lettre aux recteurs des universìtés européennes
Antonin Artaud
«Révolution Surrealiste»
1925

Un'ipotesi astratta
Piero Calamandrei
Discorso pronunciato al III° Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950

Che vuol dire scuola laica?
Guido Calogero
«Il Mondo»
6 dicembre 1955

La scuola che vogliono gli studenti
Marco Sassano e Marco De Poli
«Quindici», giugno 1967

Descolarizzare la società
Ivan Illich
1970

Per una scuola media superiore unica e di massa fino a 18 anni
intervento della commissione scuola di Lotta continua
1976

La lunga fatica della scuola (Ha ragione Pinocchio?)
Giorgio Manganelli
«Corriere della sera»
settembre 1981

Dodici tesi sul finanziamento pubblico alla scuola privata
Cosimo Scarinzi
25 agosto 2000

Er ddocumento Bertagnna
Alessandro Paris
14 dicembre 2001

Bertagna/Moratti: ovvero tra Erode e Iva Zanicchi
Raffaele Iosa
«EducazioneScuola»
16 dicembre 2001

Riflessioni a margine di una riforma annunciata
Carmelo Ialacqua
«EducazioneScuola»
16 dicembre 2001

Noi facciamo politica a scuola
lettera dei docenti del Liceo Polifunzionale Calamandrei di Napoli al Ministro dell'Istruzione
19 dicembre 2001

Il Parini ci ha rotto
di Michele Corsi
«ReteScuole»
6 novembre 2004

Microfisica della moratti
Andrea Bagni
«ReteScuole»
20 ottobre 2005

L'istruzione nel terzo millennio, ovvero come ho imparato a non preoccuparmi e a marinare la scuola
Claudio Asciuti
13 gennaio 2007

La scuola di destra, la scuola di sinistra
Scuolanostra
21 febbraio 2008

Il giorno dopo
Michele Corsi
«ReteScuole»
24 aprile 2008

Nuovo modello contrattuale e merito
Mario Piemontese
«ReteScuole»
23 maggio 2008

Assisto con vera angoscia alla morte annunciata della scuola del Modulo e del Tempo Pieno
Lettera al Ministro Gelmini di Simonetta Salacone
23 settembre 2008

Il 'familismo amorale' della scuola-azienda
di Maria Mantello
«Micromega»
3 dicembre 2008

Rane bollite. Il popolo della scuola sull'acqua bollente
Michele Corsi
«ReteScuole»
15 gennaio 2009

Lamentele di un'insegnante fannullona
Paola Piu
«Fuoriregistro»
28 gennaio 2009

Lettera di una maestra non unica a dei bambini unici
Alessandra Casadio
«Micromega»
19 marzo 2009

L'OCSE boccia la scuola italiana: ma è una bufala
Girolamo De Michele
«Scuola on»
1° luglio 2009

diario di scuola
Non vado a scuola ma all'asilo
Diario (eponimo) 1999-2000

Ai confini della civiltà
diario 2006-7 (in progress)

Il gatto e la volpe sul filo del rasoio
latino per la sussistenza (Zagarolo 2005)

Diario [estivo] degli errori
cronologia degli ultimi mesi di precariato (1° luglio 2007-12 settembre 2008)

Diario [estivo] degli errori
ritorna un anno e mezzo dopo (giugno 2009)

Insolenze
frammenti di pallottole sparate a scuola (dal 18 giugno 1998 a tt gg)

Ciascuno cresce solo se sognato
poesia di Danilo Dolci

Diario di scuola
Daniel Pennac

Domani niente scuola
Andrea Bajani

Le dande di Kant: scuola e resistenza
Alessandro Paris
da Anonima scrittori

Quando si dice: insegnare è il mestiere più bello del mondo
Rosella Basiricò

La ola mentre spiego
Livia Testa

Gli scrutini
poesia di Rival

Tempo di scuola
romanzo (incompiuto) di Rival

Venerdi mattina: una sconfitta
Stefanie Golish
da la poesia e lo spirito

Precario e mazziato
Francesco Accattoli
da la poesia e lo spirito

Qualcuno mette i voti
Mario Ambel
da www.memorbalia.it

Il segreto del maestro
Giovanni Mosca
da «Ricordi di scuola»

sottoinchiesta
Autonomia locale e scuole pubbliche. Analisi del modello scolastico statunitense
Chiara Nappi
«Università e Scuola», [1999]

In studio Milena Gabanelli
trascrizione del programma Report, andato in onda il 31        marzo 2002

I pirati delle private
Riccardo Bocca
«l'Espresso», 18 dicembre 2008

È caduta una Mariastella. Ritratto e storia del ministro dell'Istruzione
Roberto Di Caro e Denise Pardo
«l'Espresso», 24 settembre 2009

la condizione precaria della scuola
:: Panino con il salame, 28 febbraio 2011
:: Caccia al tesoro, 19 novembre 2010
:: Cerchio e botte. A proposito della puntata di Report del 19 aprile 2009, 14 maggio 2009
:: Numeri al lotto, 23 aprile 2009
:: Crucifige! Crocefissi e libertà di insegnamento, controdossier sul cxaso di Franco Coppoli, 12 febbraio-23 marzo 2009
:: Dunque Veltroni, meglio quando sta zitto, 21 gennaio 2009
:: Retromarcia contromano, 19 dicembre 2008
:: La logica del cocomero. Analisi delle bozze (clandestine) di riordino dei licei, 10 dicembre 2008
:: Equos Troianos. Una riflessione sul nuovo regolamento dei licei, 27 novembre 2008
:: Non è vero. Da che parte stanno le bugie, 28 ottobre 2008
:: Dichiarazione di guerra. Commento interlineare al comma 4 dell'art 64 del Decreto recante Disposizioni urgenti in materia di sviluppo
 economico ecc., 26 giugno 2008
:: ...anziché cercare lavoro altrove?!? (nel turismo). Parte seconda: l'arrosto (la soluzione finale), 19 giugno 2008
:: ...anziché cercare lavoro altrove?!? (nel turismo). Parte prima: il fumo (di un editorale di Giavazzi e dell'ipotesi di chiamata diretta dei presidi), 17 giugno 2008
:: Mariastella Gelmini (se non puoi evitarla, conoscila), Cub Scuola Torino, 10 giugno 2008
:: Liceali?, di Alessandro Paris, da Devarim, 23 maggio 2008
:: Il punto di intersezione. Osservazioni parziali su alcuni effetti appena visibili dell'om 92, 18 marzo 2008
:: Dichiarazione di voto. Era La scuola di Veltroni finché qualcuno ha detto Certo, rimane l'astensione, replica a Luca La Pietra, 22 febbraio 2008
:: Mi stanno facendo sentire male... (Dialoghi in margine alle nomine in attesa degli aventi diritto, in una mattina di metà settembre del 2007), di progpoetry, una mattina di metà settembre del 2007
:: Salto nel buio, 18 marzo 2007 [Episode 1, di Livia Testa]
:: Lezioni di pace. Rassegna stampa sul caso di Gianni T, un articolo dal «Corsera» segnalato da Franco Coppoli, 23 novembre 2006
:: Barbaletizia, di Luca La Pietra, 27 febbraio 2006
:: Appello su formazione iniziale e reclutamento (Tempo di Màssacro V), di Mr. Kite, 6 dicembre 2005
:: Ho fatto un incubo: il decreto sulla formazione iniziale in sei tristi presagi (Tempo di Màssacro IV), di Luca La Pietra e Alerino Palma, 1° dicembre 2005
:: Quello che non si mangiano i quadri orari se ne va con la formazione iniziale dei docenti, glosse al decreto legislativo n. 227 del 17 ottobre 2005 (Tempo di Màssacro III), 18 novembre 2005
:: Riforma Moratti... bocciata. Il senso delle cose (sulla sperimentazione), 19 ottobre 2005
:: Panini (e birretta). Quesiti della redazione, 21 settembre 2005
:: FORCOM&co. Un dialogo sull’ennesima truffa ai danni dei lavoratori (precari): Gli illusi, di freealbatroslibre :: Le dolenti note, di Alerino Palma, 4 luglio 2005
:: La fatica di lavorare (Mastracola dicit), di Maurizio Bonfanti, 14 giugno 2005
:: Il preside nel bordello, di Pino Patroncini, da Retescuole, 25 maggio 2005
:: Conati, conati..., Alessandro Citro commenta l'articolo «La rivoluzione della scuola è l'insegnante», 6 maggio 2005
:: Ho sete, ma non bevo (in merito all'invito, formulato da una società di sissini, di prendere la tessera dell'ANP), 21 aprile 2005, con un post scriptum
:: I tg annunciano che l'obbligo scolastico viene innalzato a 18 anni..., corsivo - occasionale - della redazione, 24 marzo 2005
:: Sindrome Valditara, corsivo della redazione, 21 febbraio 2005
:: Sareste disposti a essere assunti su una cattedra che non c'è più?, 1 febbraio 2005
:: Tempo di Màssacro II. I numeri del disastro. La contrazione della A051 nella provincia di Roma (tanto per fare un esempio), 24 gennaio 2005 - Post scriptum: Il piede nella fossa, 26 gennaio 2005
:: Tempo di Màssacro: le materie letterarie nei nuovi quadri orario dei licei, 15 gennaio 2005
:: Mai più precari. Riassuntino di tre anni di befana, 6 gennaio 2005 - Essere di sinistra, la replica di Alessandro Paris, 7 gennaio 2005
:: Riflessioni sulla riforma della scuola [doc], a cura del Gruppo di studio autogestito specializzandi SSIS LAZIO indirizzo linguistico-letterario, inviato da Massimo Gargiulo, 20 dicembre 2004
:: A margine delle manifestazioni contro la scuola della Moratti: Non è vero..., di Raffaella Stimato - Showpero!, di Luca La Pietra, 22 novembre 2004
:: Comuni di montagna in provincia di Roma. La risposta dell'ufficio, 25 ottobre 2004
:: Il lungo autunno dei precari. Riflessioni in margine al primo giorno di scuola nel Lazio, 16 settembre 2004 [lettera pubblicata da Meridiano Scuola]
:: Comuni di montagna, collina, falsopiano ecc., lettera degli specializzati del linguistico-letterario di Roma e del Lazio [pubblicata da Meridiano Scuola]
:: Il martirio, la leggenda e l'illusione, (pensieri orizzontali di un fu professore), di Alessandro Citro, 2 settembre 2004 [dalla redazione di Meridiano Scuola]
:: Il caso è l'unica certezza nel mondo della scuola, una cronaca dalla sala dei professori, gentilmente inviata da Domenico Dabbicco, 28 giugno 2004
:: Io aderisco. Vibrante appello a partecipare alla manifestazione dei precari contro la legge 143, 24 giugno 2004 [lettera pubblicata da Meridiano Scuola]
:: Il dramma dei precari blue, 18 giugno 2004 [lettera pubblicata da Meridiano Scuola]
:: La voce del Miur, 27 aprile 2004 [lettera pubblicata da Meridiano Scuola]
:: La telenovela continua. Corsi e contro-ricorsi storici, 27 aprile 2004 [lettera pubblicata da Meridiano Scuola]
:: Lettera ai posteri. A proposito di certe voci, raccolte su Meridiano scuola, sulla prossima integrazione delle graduatorie permanenti, 27 marzo 2004 [lettera pubblicata da Meridiano Scuola]
:: Commento dell'incontro (assemblea precari del 21 marzo) in forma di questionario, domande di Alessandro Citro, risposte di Alerino Palma, 22 marzo 2004 [lettera pubblicata da Meridiano Scuola]
:: Riflessioni a margine di "Ballarò", intervento sul forum per la scuola pubblica, 4 marzo 2004 [lettera pubblicata da Meridiano Scuola]
:: Tutti Assunti, corsivo della redazione, 3 marzo 2004 [lettera pubblicata da Meridiano Scuola]
:: L’assurdo e il banale. Impressioni sull'ultimo crepuscolare comunicato del miip, di Alessandro Citro, 19 febbraio 2004
:: La mano morta. Sulla proposta dell’ANP di riforma del reclutamento degli insegnanti, dialogo con Alessandro Paris, 3 gennaio 2004
:: Sull'assunzione di 15 000 precari della scuola, 19 novembre 2003
:: Gli esuberanti... Una denuncia degli ITP, lettera inviata dal Coordinamento ITP di Biella, 12 novembre 2003
:: Si salvi chi può. Rampanti nelle graduatorie permanenti, 5 luglio 2003
:: Da un'altra guerra, questa però senza missili e marines... ma con molti feriti, lettera ai sissini, 5 aprile 2003
:: Il giorno dopo: cartelloni sull'ONU e trapassato remoto, di Luca La Pietra, 21 marzo 2003
:: L'aoristo di lambano. Lettera a una professoressa (della SSIS), di Alessandro Citro, 14 marzo 2003
:: Reclutamento e fase di transizione, di Calogero Virzì, da «Tecnica della scuola», 14, 2003
:: Romanzi, fiabe, capponi e coglioni, di Vincenzo Arte, 12 marzo 2003
:: Come funziona il mondo, di Domenico Sac, 11 marzo 2003
:: Precari d'Oltralpe, di Pino Patroncini, 8 marzo 2003
:: Classe intellettuale, replica di Alerino Palma a Vito Paternostro (Miip) a proposito di sotto-categorie di precari della scuola, 22 febbraio 2003
:: Pirro, lettera a docenti precari ancora a proposito del racket dei 30 punti (27, 24 ecc.), 22 febbraio 2003
:: E attenti alla befana!
:: Pittbull e precari: una storia italiana, di Silvia aka Murasaki, 15 dicembre 2002 [la replica di Vale]
:: La logica dei 30 punti, di Roberta Gagliardi, 30 novembre
:: Considerazioni a margine del disegno di legge 1306 sulla riforma dei cicli, di Teo Orlando, 30 novembre 2002
:: «Somari siete entrati e somari siete usciti»: il disprezzo verso le SISS. Le obiezioni di Teo Orlando a certi argomenti dei «concorsisti» contro i sissini. In due tempi, 30 novembre 2002
:: Ci siamo, i sissini protestano davanti al ministero: «prima ci formate, poi ci fregate» (15 novembre 2002) [commenti]
:: Appetiti. Su un ordine del giorno del senato e sulla soluzione finale dei sissini [commenti], da «Fuoriregistro», 6 novembre 2002
:: Una lacerante solitudine. Una riflessione a tre anni dall'istituzione delle Ssis, di Alessandro Paris, 19 ottobre 2002
:: A proposito di precari storici, di Francesco, 15 ottobre 2002
:: Che cos'è la Gilda, di Cosimo Scarinzi, «Umanità Nova», 6 ottobre 2002
:: Mhanno fatto ricorso [commenti], 28 settembre 2002
:: Guerra all'ultimo sangue [commenti], per gentile concessione di Melissa, 21 settembre 2002
:: Tentativo di descrizione di un Bar-siss della stazione mentre parte l’Idea, di Jacques Prevert, traduzione libera di Alessandro Paris, con significative integrazioni di Alerino Palma, e Elicobacter magnum, 8 settembre 2002
:: Eccovi serviti, da «Fuoriregistro», 5 ottobre 2001
:: Scuole private [di decenza], di Luca La Pietra, 29 settembre 2001
:: Un tema escluso all'ultimo concorso ordinario, 15 settembre 2001
:: Precari avvertiti, commenti a Chi è violento non può essere un insegnante, "la Repubblica", 9 settembre 2001
:: Vita da precari, da «Fuoriregistro», 8 settembre 2001
:: Precari tra due destre, da «Fuoriregistro», 15 luglio 2001
:: A chi serve il Bignami, 4 marzo 2001
:: Autogestione!, da «Fuoriregistro», 15 dicembre 2000
:: La condizione precaria nella scuola, le sue manifestazioni e alcuni possibili rimedi, 5 dicembre 2000 [replica di Aldo Filadoro]
:: Breve storia del precariato e dei movimenti dei precari nella scuola italiana, di Pino Patroncini, da Webscuola, 5 dicembre 2000
:: La sanatoria dei "vizi". Inclusi ed esclusi nei corsi riservati, 5 dicembre 2000
:: Uno stanco rituale. Botta e risposta sull'autogestione, 5 dicembre 2000
:: Lettera aperta al ministro della Pubblica Istruzione, a cura dei Precarissimi A036-A037 Lazio, 29 ottobre 2000
:: Dei concorsi nella scuola e del precariato, 22 ottobre 2000
:: I criteri di valutazione del "tema" di italiano (2), di Carla Bernardini, 22 ottobre 2000
:: I criteri di valutazione del "tema" di italiano: ecco come siamo stati mandati al macello, 9 ottobre 2000
:: Compito di italiano: non avevo mai preso un 5. Il mio tema all'ultimo (!?) concorso a cattedre, di Alerino Palma, 22 ottobre 2000
:: Accesso alla Ssis: quesiti a misura di raccomandati, 2 ottobre 2000
:: Lettera del comitato di base precari per il ricorso alla redazione di "Mi manda Rai3", 27 settembre 2000
:: Sull'inadeguatezza delle norme vigenti in materia di commissioni di concorso a cattedra nella scuola secondaria, di Teo Orlando, 21 settembre 2000
:: Lettera aperta al ministro della Pubblica istruzione, di Caterina Pagano, 8 settembre 2000
:: Vecchio e nuovo nozionismo, 6 settembre 2000
:: La rabbia viaggia su Internet, nasce un sito sullo scandalo, di Simona Tagliaventi, "Il Messaggero", 7 settembre 2000
:: Alla cortese attenzione del Ministro della P. I., di Stefano Ulliana, 24 agosto 2000
:: Il mio primo sit-in ad agosto, 3 agosto 2000
:: I computer non mangiano i bambini, 24 luglio 2000
:: In merito alle graduatorie permanenti e non solo... documento dei precarissimi, 31 maggio 2000
:: No. L'ignobile concorso per i 6 milioni va bloccato, manifesto per lo sciopero dei Cobas contro il «concorsone» del 17 febbraio 2000
:: Del precariato, delle sue cause e di alcuni possibili rimedi al suo insorgere ed ai suoi effetti, a cura della Federazione Lavoratori della Scuola-Uniti - Confederazione Unitaria di Base, 1996

 

[ pagina fondata il 16 aprile 2000 | a cura di Alerino Palma| ma questa pagina è stata possibile anche grazie ]
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