[Il meglio
di] Cosa bolle in pentola
compendio
di notizie prevedibili o improvvisate con una spolverata di boiate su concorsi,
precari storici e non, e sulla buffa e imprevedibile scuola pubblica italiana
Lo status quo
In due anni gli (così si dice: non è una donna, è
un pupazzo) hanno fatto 500 manifestazioni contro e lei ogni volta lo
stesso disco: difendono lo status quo, noi andiamo avanti con la
riforma.
Da quattro gatti a un milione di persone, sempre lo stesso disco.
Ogni volta: vogliono difendere lo status quo e invece noi andiamo avanti con la riforma.
Che è talmente ignorante che non sa neppure cosa vuol dire
status quo. Sa cosa vuol dire nel senso del vocabolario: che vogliono
difendere lo stato di cose presenti. Non conosce il senso delle parole
di cui è fatto lo status quo. Di che lacrime e sangue grondi. Di
che lacrime grondi e di che sangue, per essere precisi. Che è
uno status quo che sembra fatiscente invece ha una storia.
E i manifestanti ogni volta sfilare festanti e frustrati a sentirsi rispondere da un disco registrato.
Ma loro conoscono tutte le tecniche. Per fare cose scusate non si può scrivere.
Un tizio, direttore di non so cosa, ha scritto un libro che si intitola cinque in condotta.
Che è il voto che lui dà alla scuola italiana studenti e insegnanti tutti insieme inclusi.
Un libro con dati sballati, barzellette di ogni genere, disprezzo che
cola da tutte le parti verso una cosa che non conosce neppure. L'opera
di un giornalista dei nostri tempi. Panorama o giù di lì
che se l'hai sfogliato per cinque minuti in una libreria hai già
esagerato proprio.
E invece giù recensioni, un vero dibattito. Un libro preso molto
sul serio. Ecco quello che succede, chi decide il palinsesto, chi
scrive le battute tu dici questo tu dici questo tutto previsto. Noi
manifestiamo e loro scrivono il discorsetto: vogliono difendere lo
status quo ma tanto noi si va avanti con la riforma e lo firmano il
ministro.
Io penso che la scuola si può cambiare. Però difendo lo
status quo. Difendo anche l'indifendibile perché è
l'ultimo argine, dopo non c'è più la scuola, andiamo a
spasso. Ho pensato che la scuola è come quell'asino che il
padrone non gli dà più da mangiare e alla fine muore. E
il padrone va in televisione e dice: difendeva lo status quo e vedi
com'è andato a finire.
(aggiunto il 17/11/2010)
Le solite bugie
Il
nostro presidente del consiglio, rispondendo in Senato a uno
scocciatore (Pd) che gli ricordava i 7 miliardi e mezzo e passa di
tagli alla scuola, avrebbe detto: la scuola non è stata tagliata,
queste sono le solite bugie della sinistra.
Mi sono perso il resto.
Posso solo formulare delle ipotesi.
Quella
più probabile: la scuola non è stata tagliata, queste sono le solite
bugie della sinistra. E basta. In genere funziona. Ha funzionato con il
tempo pieno, perché non dovrebbe funzionare con 7 miliardi e mezzo di
euro. Ma poi voi li avete visti passare questi soldi, io sì per dire,
ma tutta questa gente che sta sull'autobus se gliela racconto la storia
che sono venuto via da TorBellaMonaca con una lettera che diceva vai a
cercare fortuna altrove, mi crederebbe?
Ipotesi media: la scuola non
è stata tagliata, sono stati tagliati gli insegnanti, che erano troppi.
Il mio vicino di posto, che legge Leggo sarebbe d'accordo: in effetti,
direbbe, sono molti di più che in tutti i paesi europei e lavorano la
metà rispetto a tutti gli altri lavoratori del pubblico. Ci voleva un
po' di razionalizzazione. Ma è tutto immerso nella storia di Lele Mora
che potrebbe vivere con 10 euro al mese, non credo che sarebbe in grado
di sostenere una lunga spiegazione di come i tagli del personale si
traducono in un abbassamento della qualità della scuola. Penso che
direbbe: al contrario, meno insegnanti più qualità.
La qualità,
buona questa: tutto quello che è stato risparmiato sarà reinvestito in
qualità: lavagne luminose, premi ai meritevoli e ora vengo a sapere
anche addobbi floreali tipo il sole delle Alpi, forse la banda che
intona canti alpini.
O forse ho capito male, non c'è mai stato un
dibattito sulla scuola, neppure un botta e risposta. Questo improvviso
interessamento alla scuola da parte del pd è pure sospetto. E guarda
caso proprio ora che Veltroni è ricicciato fuori.
(aggiunto il 4/10/2010) Guardo tutti i giorni la rai per vedere se passa la Gelmini con le valigie
Intervistatore: lei è d'accordo con la proposta del sindaco Alemanno di abbattere Tor Bella Monaca?
Tipo del posto: No.
Intervistatore: ma neppure in cambio di un quartiere nuovo con dei grattacieli al posto delle case fatiscenti con servizi?
Tipo: No.
Dallo
studio: cerchiamo di capire con l'aiuto di alcuni esperti perché gli
abitanti di Tor Bella Monaca si oppongono alla demolizione del loro
quartiere.
Un esperto, forse Minzolini, comunque un clone: l'Italia
è l'unico paese europeo dove gli abitanti si oppongono all'abbattimento
dei quartieri degradati.
Veltroni è tornato. Ha paura che cada Berlusconi. Dice che fa un movimento.
La periferia di Parigi è stata tutta abbattuta e ricostruita.
Francesca ha portato un disegno da scuola. Che cos'è? Quello che ti sembra. Cosa ti sembra?
Fa ancora caldo come se fosse agosto.
(aggiunto il 14/9/2010)
Noi facciamo politica a scuola L'ultima uscita della signora Ministro
prova due cose: che è un fantoccio, e che noi tutti abbiamo scarsa
memoria. Se avessimo più memoria ricorderemmo che Letizia Moratti
ha fatto un'uscita identica nel dicembre del 2001, a margine degli Stati
generali, secondo un copione scritto a tavolino dai tecnici del berlusconismo.
Non possiamo ricordare che uno sparuto gruppo di insegnanti-sandwich scese
in piazza quel giorno con dei cartelli che dicevano fronte-retro: noi facciamo
politica a scuola. Sempre. Minacciò anche, Letizia, gli insegnanti
che non applicano la riforma. Ma non disse jatevenne, disse che non facevano
il loro dovere. Li indicò al pubblico disprezzo. Che volete, li
lasciamo governare da 15 anni e ci meravigliamo che diventano sempre più
stronzi? (aggiunto il 18/9/2009) Bastonati e derisi Tuttoscuola denuncia il vai-e-vieni
di docenti sulle cattedre all'inizio dell'anno «Sono oltre 180 mila
i docenti che riprendono servizio in una sede diversa da quella occupata
a giugno. 70 mila per scelta (!?), gli altri perché precari».
«Questo fenomeno è demenziale - afferma il ministro - non
è nell'interesse delle famiglie e non è produttivo».
E annuncia un giro di vite. Qualcuno dica alla signora che l'anno scorso
i molti soprannumerari generati dalla politica di contenimento della spesa
(e non per esempio a difesa della continuità didattica), per quanto
in modo coatto, hanno dovuto anche loro compilare una domanda. Cioè
in qualche modo hanno dovuto scegliere la sede, non sempre accontentati
dal momento che non è stata prevista alcuna precedenza tra i trasferiti
d'ufficio e quelli che hanno scelto di cambiare sede. (aggiunto il 14 settembre 2009)L'ignoranza è forza La signora Margherita ha bocciato il sei rosso.
Detta così, la capiamo solo io e altri cento disgraziati. Il sei
rosso. o sei con asterisco, o sei sottolineato lo avevamo già
conosciuto alla secondaria di secondo grado. Corrispondeva a un debito
che doveva essere colmato entro l'anno successivo. Poi è
arrivato Beppe e ci ha ripristinato gli esami di recupero del debito a
settembre, che adesso si cominciano pudicamente a rinominare esami di
riparazione. Nella scuola secondaria di primo grado l'hanno introdotto
quest'anno, il sei rosso, per tamponare le conseguenze delle nuove
norme sulla valutazione, secondo cui uno che ha una sola insufficienza
viene bocciato. Nella scuola media chi non ha insufficienze in una
classe sono di solito tre studenti. Quando va bene sono sette otto. Gli
altri sono tutti da bocciare. Lo ribadisce la signora Margherita in
questa circolare in cui dice: niente sconti, ci vuole rigore. Che, come
avrebbe osservato Orwell, semplifica meravigliosamente le cose. (aggiunto l'11/6/2009)
Numeri al lotto
Alla signora Margherita, quando andava a scuola, hanno insegnato che
bisogna sempre dire la verità. Non importa se è solo una
parte della verità. Esempio: il tempo pieno sarà
mantenuto. Sì, ma nei limiti delle risorse disponibili, tagliate
del 30 per cento. Questo magari non lo dice. Si limita a scriverlo
nella circolare, che poi noi la leggiamo e la commentiamo nei corridoi
della scuola, ma fuori nessuno ci crede, anzi ci dicono tutti che il
tempo pieno è stato salvato. Cioè la circolare la scrive
un altro, un funzionario del dicastero su consiglio di un altro
ministro più alto. E poi a lei dicono che deve dire: il tempo
pieno sarà mantenuto.
(aggiunto il 23/4/2009)
Guerriglieri della bugia
Della conferenza del nano e della
bambola tutti ricorderanno solo la bufala dei guerriglieri, anzi i ragazzacci
dell'onda. E non tra le tante che le assenze del personale della scuola
sono diminuite del 30 per cento e questo ha permesso di realizzare un risparmio
di una cifra tipo 30 milioni pronta cassa sui supplenti che non è
stato necessario chiamare. Ma ora leggo: i soldi saranno loro restituiti
sotto forma di iniziative a favore dell'ingresso di giovani precari nella
scuola. Due volte falso. Falso perché le assenze nella scuola sono
a un livello talmente basso che è difficile immaginare possano diminuire
del 30 per cento, anche supponendo che molti vadano a lavorare con la febbre
per evitare di stare due o tre giorni agli arresti domiciliari. Falso perché
il risparmio sui supplenti è a prescindere. Sono anni che il ministero
taglia i fondi per pagare le supplenze e con questo governo la spesa è
stata abolita, quando un insegnante è assente le classi rimangono
semplicemente scoperte.
(aggiunto il 20/3/2009)
Il 5 in condotta non farà
media, anzi sì
Tuttoscuola dice: il 5 in condotta
non farà media. Benissimo. Salvo che per l'attribuzione dei crediti
nel triennio superiore, l'unico caso in cui la media dei voti conta qualcosa:
«Una sola situazione, forse, fa pensare alla media. È quella
dei crediti scolastici per i quali l'articolo 4 dello schema di regolamento
prevede che "La valutazione del comportamento concorre alla determinazione
dei crediti scolastici e dei punteggi utili per beneficiare delle provvidenze
in materia di diritto allo studio". È una formulazione non molto
esplicita, ma si può pensare che in quei casi il comportamento venga
considerato alla stregua di qualsiasi altra disciplina. Dunque, fa media,
anche se non potrà incidere molto».
(aggiunto il 17/3/2009)
Gelmini, 5 in condotta
La signora Margherita è apparsa
al tg dopo il consiglio dei ministri n. 41. Ha detto: approvato il decreto
sul 5 in condotta (un'altra volta) e per dare il buon esempio, vista la
bocciatura del maestro unico fatta dai genitori, me ne sono subito attribuito
uno per il mio primo anno da ministra. Macché. Ha detto il 5 farà
media e potrà essere attribuito dal collegio (cioè ce lo
devi convocare apposta solo nel caso in cui uno studente «sospeso
perché ha presempio tramortito un insegnante con un corpo contundente,
sia tornato puntualmente a colpire l'insegnante con analogo oggetto all'atto
della sua riammissione». Sbollita l'emozione per questo nuovo strumento
di coercizione, fatevi due conti, riflettete sul regalo che la signora
Margerita fa a tutti gli studenti che educatamente studiano poco o niente.
Fuori il rigore, dentro se canta e se balla.
(aggiunto il 13/3/2009)
Equazione
Ieri l'altro il presidente del consiglio
al rifiuto di quell'altro presidente, quello che la carta vuole vigile
della democrazia, di firmare un decreto legge ha detto: la carta deve essere
cambiata. Oggi, puntuale, la signora Margherita reagisce alla bocciatura
della sua riforma da parte del cnpi. Dice: il cnpi deve essere cambiato.
Solite balle: è un intralcio all'azione di governo, è una
cosca sindacale (vero), fa politica.
(aggiunto il 18/2/2009)
Quesito sulla Costituzione
On.le signora Margherita,
l'art. 1 della legge 169, anche
detta legge Gelmini, dice: «A decorrere dall'inizio dell'anno scolastico
2008/2009 [...] sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione
del personale finalizzate all'acquisizione nel primo e nel secondo ciclo
di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a "Cittadinanza
e Costituzione"». Ieri ho appreso, dalle parole del suo Presidente
del Consiglio, che la Costituzione deve essere cambiata perché quella
che abbiamo non va bene, è stata scritta con il contributo determinante
di un partito filosovietico in un momento storico sbagliato, in cui l'Italia
usciva da una dittatura ventennale (e da una guerra mondiale). In particolare,
questa costituzione non permetterebbe al capo del Governo, come avveniva
precisamente in base alle leggi fascistissime, di emanare decreti legge
senza l'avallo di un inutile presidente della repubblica, eletto peraltro
tra le file di un partito anch'esso in origine filosovietico.
Insomma, on.le, dato che mi stavo
anche per comprare una bella Costituzione e mi apprestavo a studiarla onde
poterla trasmettere alle giovani generazioni, mi sollevi da questo dubbio
doloroso, faccia un video su YouTube e chiarisca se l'art. 1 della legge
169 va riferito alla Costituzione dell'Italia repubblicana, a una sua parte,
a una costituzione genericamente intesa come carta usa e getta, una costituzione
pro domo sua, una costituzione fronte retro, una costituzione con cui quando
manca la carta iggienica (così) ci si può anche pulire il
culo?
(aggiunto l'8/2/2009)
La scuola immateriale
Ecco come cambia la scuola. Dall'anno
prossimo pagelle su internet e sms che avvertono la famiglia: «oggi
Nicole potrebbe avere fatto sega» oppure «Marco ha preso quattro
in italiano». La signora Margherita dice che così migliorerà
la comunicazione tra scuola e famiglia. Più diretta, più
schietta, più pratica e veloce. E dopo: lezioni di inglese su youtube,
interrogazioni con msn, compiti scritti compilati e spediti per mezzo del
Tabaccaio Amico. L'ultima l'ha pensata Brunetta, il genio della lampada.
(aggiunto il 27/1/2009)
Dalle parole ai fatti
Emanato il decreto, è il
n. 5, con cui verrà sconfitto il bullismo. Prevede che per incassare
il famigerato 5 in condotta, che comporta la bocciatura in trunco, uno
studente deve essere stato sospeso per non meno di 15 giorni e, rientrato
nell'ovile scolastico, non manifesti apprezzabili cambiamenti del comportamento.
Intanto la signora Margherita giudica positivamente l'idea di installare
una telecamera in classe: è un deterrente. Dato il costo della cosa
potrebbe tornare utile anche per monitorare i minuti persi. Nonché
come prova tv per i voti controversi.
(aggiunto il 19/1/2009)
Gossip
Secondo l'agenzia di stampa imgpress
sarebbe imminente uno scambio di posti tra la signora Margherita e il signor
Formigoni. La prima salirebbe sul Pirellone mentre il secondo scenderebbe
a viale Trastevere. Smettendo di rompere le scatole su Malpensa. La signora
Margherita garantisce maggiore fedeltà al Governo. Quando sono le
elezioni regionali in Lombardia?
(aggiunto il 15/1/2009)
Meglio bionda che Brunetta
In un convegno di sciatori azzurri
a Roccaraso il ministro [meglio bionda che] Brunetta ha detto: quando parlano
con i figli, gli impiegati del catasto, i professori si vergognano del
lavoro che fanno. Invece il meccanico della Ferrari...». Più
avanti ha parlato del bastone e della carota. Dice: userò del bastone
e della carota per spremere dagli statali il 20, 30, 40 per cento in più
di produttività. Del resto, osserva: essi non temono la cig, è
un loro privilegio. Glossario: Il bastone è il senso di responsabilità
e la carota è l'orgoglio.
(aggiunto il 13/1/2009)
Risorse umane
Oggi verrà presentato al
CdM uno schema di regolamento recante «norme per il dimensionamento
della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse
umane». Si può leggere qui.
Mi soffermo su un aspetto un po' trascurato della 133, che però
rappresenta una delle maggiori voci di risparmio sugli organici del prossimo
anno. L'art. 21 (Dimensionamento delle cattedre e dei posti di insegnamento
nella scuola secondaria di I e II grado conferma in tutto e per tutto il
piano programmatico in relazione a 1) saturazione di tutte le cattedre
a 18 ore «anche mediante l'individuazione di moduli organizzativi
diversi da quelli previsti dai decreti costitutivi delle cattedre (vedremo
lo sprigiornarsi della fantasia al potere nel decreto sugli organici),
«salvaguardando l'unitarietà d'insegnamento di ciascuna disciplina»
(quindi se avanzano quattro ore di italiano, non possono essere distribuite
tra quattro insegnanti diversi che hanno 17 ore... se le prende come completamento
uno che ne fa già 18; 2) eliminazione della clausola di salvaguardia:
«I docenti che in seguito alla riconduzione delle cattedre a 18 ore
vengano a trovarsi in situazione di soprannumerarietà, sono trasferiti
d'ufficio secondo la procedura prevista dal CCNI sulla mobilità».
Cioè chiedono il trasferimento. Poi, siccome in alcune materie (quelle
che si sono salvate ai tempi della moratti: italiano alle medie, italiano
e latino alle superiori) tutti si trovano dappertutto nella stessa situazione,
ci sarà una specie di ingorgo nello spazio.
(aggiunto il 18/12/2008)
Valutazione
Secondo capitolo dell'aggressione
natalizia alla scuola. Un terzo capitolo riguarda la scuola primaria, ma
per ora non ho avuto il coraggio di leggerlo. Questo è un regolamento
sulla valutazione. Leggendo lo schema mi sono venute tre osservazioni in
aggiunta alla solita crisi di starnuti in varie lingue:
1) i bei tempi in cui per interpretare
una legge ci voleva l'esperto sono ormai finiti. Il livello è quello
dei giochi clementoni, modello facilitato. Tipo: i voti nella scuola primaria
sono in decimi, chi non ha i decimi ripete l'anno. In realtà non
ripete nessuno, era uno scherzo (per fortuna).
2) La votazione sul comportamento
concorre alla media. Viceversa non si dice niente su come votare il comportamento,
salvo un richiamo a categorie generiche come atteggiamenti, correttezza,
diritti e doveri ecc. Invece i criteri per comminare la pena del 5 in condotta
vengono rinviati a un decreto ancora da scrivere. Quindi, chi freme per
la voglia di dare sto 5 deve pazientare ancora qualche settimana.
3) l'insegnante di religione cattolica,
chierico o laico, continua a redigere il suo foglio con il giudizio che
peraltro non fa media e viene interpellato solo per gli alunni che si avvalgono
(qua, con i tempi che corrono, la vigilanza non è mai troppa).
(aggiunto il 18/12/2009)
La scuola è finita, andate in
L'unico effetto delle lotte di questi
mesi è stato che la signora Margherita, qualcuno ha suggerito alla
ministra di tacere fino alla fine della scuola, di lavorare nell'ombra.
Che dopo, quando è estate, quando i prof e i maestri sono accaldati
e stressati, è più facile. E così la scuola è
finita e spara subito tre pallottole, che se si guarda bene è una
mitragliata che colpisce in un punto solo: sono aumentati i bocciati la
nostra scuola è il rigore e quindi la scuola fa schifo gli studenti
sono ignoranti perché i prof sono troppi rispetto alle esigenze
e non abbastanza preparati la soluzione è dare più soldi
alle scuole private.
(aggiunto il 18/6/2009)
Ghost / Fantasma
Il consenso nel paese è molto
alto dice Fazio diffidi di una democrazia che si basa sui sondaggi dice
Walter applausi fragorosi. Sì, ma il consenso è molto alto
insiste Fazio. Walter sgrana giù tre motivi. Nessuno è: io
sono, il partito democratico è il nulla, come negli anni trenta
il paese non ha un'alternativa politica. Sparecchio, tengo un orecchio
teso alla tv per sentire se prima o poi verrà pronunciata la parola
scuola. Trascrivo: Un paese dove si pensa di tagliare 8 miliardi di euro
alla scuola [lui si sarebbe accordato su 6]… quei bambini immigrati, messi
in classi differenziali, si sentiranno estranei e nemici... evoca le banlieues
parigine. E ancora, quasi allo scadere: Cosa succederà per
la commissione di vigilanza Rai? Spero che gli italiani siano più
preoccupati per i salari, per la scuola. Fine.
Le classi differenziali, riflettevo,
fosse una bolla nella bolla, una strategia per meglio infilzare sta riforma.
Qualcuno durante il mese di ottobre non dico sentito ma almeno ha subodorato
che sta crescendo un movimento dal basso nelle scuole. Che potrebbe contagiare
i genitori. E allora spara una grossa bomba: le classi ghetto. Una cosa
che nessuno cristiano o no, di destra o di sinistra, dotato di intelligenza
o miserodeficiente potrebbe accettare e che peraltro è impossibile
da applicare. Così si discute di grembiulini, di cinque in condotta,
e adesso anche delle classi per i bambini immigrati.
Se non fosse che putacaso è
tutto vero. Si sentono forti, possono fare tutto. Possono fare molto di
più che ai tempi della Moratti. Anche grazie ai fantasmi come Veltroni
che tengono in piedi l'impressione che viviamo in una democrazia.
(aggiunto il 20/10/2008)
Scuola di razzismo
«La
presenza di alunni stranieri in una classe rallenterebbe la didattica degli
altri», è stato detto da uno dei deputati favorevoli alle
cosiddette «classi ponte», votate in Parlamento, e che stabiliscono
l'istituzione di classi speciali per gli studenti stranieri. Annozero ha
trasmesso tre puntate, una su Alitalia, una sul razzismo e la sicurezza
(con ospiti qualificati come l'on Santanché), una sulla crisi finanziaria.
Per parlare di scuola aspetta il colpo di grazia? O aspetta il momento
buono per dare il colpo di grazia?
(aggiunto
il 16/10/2008)
Il consenso verso il maestro unico
Alcune mamme discorrono all'uscita
di scuola, oggi, alle 16.20.
- ma hai sentito, gnente, de sto
sciopero delle maestre
- ma quando
- domani, dice
- non si inventassero niente che
mi fio domani non so do metterlo
- e non possono fa' una classe con
una maestra dalla prima alla quinta?
Un papà e una mamma in piazza,
giorni fa, a lato di un comizio organizzato dal circolo per informare i
cittadini.
- che ne pensi de sta storia del
maestro unico
- sarebbe bello, certo, però
se devo pagà il dopo scuola me rode
In sala professori, nella mia scuola,
tempo fa. Una professoressa di storia e filosofia porta l'esempio del nipote
che frequenta la prima elementare.
- che esagerazione, sette maestre,
non ci si capisce più niente.
(aggiunto il 2/10/2008)
All'inizio sembrava un democratico
«Già una volta c'è
stato un tal signore (Hitler) che all'inizio sembrava un democratico
e che poi ha fatto quello che ha fatto». Mi chiedo se Berlusconi
si avvale degli stessi consiglieri della Gelmini, e se eventualmente sono
quelli indicati da Dell'Utri per la revisione dei libri di storia.
(aggiunto il 22/9/2008)
Formaggio e Pesce
il Messaggero definisce i precari
una grana e una spina nel fianco (pag. 10). Il riquadro:
«La grana dei precari 50 000 in attesa l'eredità del governo
precedente». L'articolo: «MSG ha una spina nel fianco. Il precedente
governo aveva varato l'assunzione di 150 000 precari (...) ora MSG [Tremonti]
dovrà verificare l'effettiva possibilità di assumere i precari
in attesa». Intanto la brava donna ha parlato alla Cammera. Noto
quattro elementi del suo discorso: le riforme della scuola vanno fatte
solo in caso di necessità (meglio così), la quarta i (di
italiano), la solita solfa del merito e della carriera e Gramsci: «La
fatica dello studio è l'unico fattore di promozione sociale. Lo
studio è molto faticoso: è un percorso di adattamento, è
un abito acquisito con lo sforzo, a volte con la noia e la sofferenza»
(aggiunto il 10/6/2008)
Fumate!
16 aprile: comincia il toto ministri.
«Per l'istruzione è in predicato la siciliana Stefania Prestigiacomo»
[Tecnica della scuola]. Perde quota il ciellino Roberto Formigoni mentre,
per dovere di cronaca, devo riferire di un messaggio che ho ricevuto da
un collega di Zagarolo: «torna la Moratti. Evviva!».
17 aprile: continuano le indiscrezioni
sul prossimo ministro della [pubblica] istruzione [università e
ricerca]. Oggi è il giorno di Sandro Bondi.
21 aprile: Torna il miur. Dovrebbe
avere due vice. Per la [pubblica] istruzione si fa il nome di Valentina,
una che «conosce approfonditamente il settore». Ruffiani [Tuttoscuola]
23 aprile: Ricevo un messaggio da
Leo. Dice «Bondi ministro dell’Istruzione. È la morte di dio».
Rispondo: «Pensavo avrebbero fatto mastella. Per grazia ricevuta».
Al bar sfoglio un giornale dove c’è tutto lo schema del totoministri
con le facce. L’Istruzione andrebbe a un certo Maurizio Lupi. I colleghi
non sanno chi sia. Buon segno?
26 aprile: Scrive Silvana La Porta
su AetnaNet «La Fama vola di bocca in bocca, ingigantisce la notizia,
la dà quasi per certa. Al glorioso Ministero dell'Istruzione andrà,
probabilmente, una giovane donna trentacinquenne di nome Maristella Gelmini.
Bresciana, curriculum invidiabile, senza pecca, entra in Forza Italia nel
1994».
8maggio: e quindi è ufficiale,
ha vinto il peggiore. MSG è stata fatta ministra della istruzione,
va a giurare stasera insieme a tutti i peggiori scelti in base alla rispettiva
incompetenza in ciascun settore (niente esempi). Se va male potremo sempre
andare a coltivare i campi,
...braccia rubate all'agricoltura?
no, avvocato dalla carriera politica
intonsa (nel senso che è una debuttante, nessuno più titolato
ne ha voluto sapere dell'istruzione), nel campo (ager) dei contratti agrari.
Il suo programma si articola in 4 passaggi (progressivi?): valutazione
a cottimo del lavoro degli insegnanti, competizione tra scuole stile coppa
italia, abolizione dei debiti e ripristino degli esami di settembre (ma
come, non era stato D'Onofrio, ma stai zitto, pezzo di merda), e su tutto,
mani libere dei presidi nella nomina dei supplenti con eventuale assunzione
degli idonei. E calcola che passeremo dei mesi a grattarci dicendo: fioroni
era peggio, ma che dici era meglio, ma sì ma no [il corsivo è
mio]
(aggiunto l'8/5/2008)
Attività sostitutive
Secondo ItaliaOggi, il nuovo ministro
della [pubblica] istruzione interverrà tempestivamente sui corsi
di recupero: «in estate con altro decreto i corsi potrebbero essere
disattivati per essere sostituiti da attività diverse». Lavori
forzati?
(aggiunto il 30/4/2008)
Voto di scambio
Annuncio delle associazioni di precari
della scuola: la mancata firma del decreto sulle assunzioni potrebbe costare
al pd 300 000 voti. Partono dal presupposti che tutti gli attuali precari
avrebbero votato per il pd, e che non lo voterebbero se, come dicono, TPS
continuerà a fare la parte del duro rifiutando di dare corso alle
50 000 assunzioni previste dal piano triennale.
(aggiunto l'1/4/2008)
Le tre i e le treelle
Qualcuno si è domandato perché
i programmi del centrosinistra di due anni fa erano di 360 pagine, mentre
a questo giro sono agili dèpliants? In un comizio elettorale Walter
ha lamentato che la «scuola è assente dai programmi elettorali».
Anche da quello del pd, dove «non figura tra le priorità»,
suscitando il malumore del popolo della scuola (non potrebbero farsi gli
affari propri?). E allora l’ex sindaco di Roma ha ribattuto sui punti forti
del suo pensiero, da cui è spuntato per esteso il più sinistro
degli acronimi: long life learning, ovvero le tre elle, l’associazione
che si definisce lobby trasparente (infatti è quasi invisibile)
e che ha ispirato tutte le controriforme della scuola, da berlinguer alla
moratti. Su una faccia della medaglia c’è scritto: centralità
della formazione degli insegnanti, che deve essere permanente, retribuzioni
adeguate, stabilità ecc. Sull’altra faccia ci sono le ricette per
avviare la soluzione finale dei problemi della scuola, compresa la piaga
del precariato. Tecnica
della scuola è scettica: ci sono ancora tre settimane al voto,
«troppe per non sentire più parlare di altri progetti sulla
scuola».
(aggiunto il 21/3/2008)
Berluscones e Veltrones
Leggo un'analisi di Tuttoscuola.
Dice: il programma del pdl riprende le tre i ma tralascia la riforma moratti.
Le tre i sono peraltro l'unica differenza importante tra le proposte dei
berluscones e quelle dei veltrones. Che sono il riassunto delle prime depurate
degli aspetti più burini. Le tre i, per l'appunto.
In particolare, «il quarto
e ultimo punto del programma pdl è la "commisurazione degli aumenti
retributivi a criteri meritocratici con riconoscimenti agli insegnanti
più preparati e più impegnati". Non siamo molto lontani dal
"premio alla carriera professionale" di cui parla il programma del PD...».
Ma i programmi vanno presi per quello
che sono. Cioè per quello che non dicono. Per come non lo dicono.
Se Veltroni è così sensibile a temi come la valutazione oggettiva
degli studenti (che nel suo «sogno americano» è roba
degli anni settanta) o ai premi di produzione (e poco altro), sarà
anche propenso, al momento opportuno (con il cavolo che te lo dice in campagna
elettorale), a ripresentare un piano per sgonfiare il corpo insegnanti
che già in modo diverso prima di lui, e con diverso stile, Donna
Letizia e TPS. Ministro quest'ultimo di un governo di centro con un lieve
contrappeso a sinistra. E con il plauso di molti pensatori di sinistra.
Ipotesi probabilmente infondata, ma io non lo voto.
(aggiunto il 7/3/2008)
La fantasia... e altre puttanate
Veltroni ha capito che vincerà
le elezioni chi le spara più grosse. Dice: se vinciamo basta con
i temi in classe, i ragazzi devono poter fare un racconto o un filmino.
Il commento di Cacciari: «Lasciamo perdere la fantasia e altre puttanate».
[Lavagna
interattiva]
(aggiunto il 3/3/2008)
Credere obbedire combattere (il
programmino della sinistra arcobaleno)
Ho frugato su sinistra arcobaleno
punto org per trovare un motivo in più per giustificare la mia probabile
astensione. O anche un motivo in meno, poniamo. Ho pescato il programmino
per le prossime elezioni. E dal programmino ho tagliato i pochi punti,
stile credere obbedire combattere, che trattano di scuola. Università
e ricerca escluse. Se preferite ve li metto qua in fila e finisce qua,
il problema è che non ci credono neppure loro. Vanno alle elezioni
per spirito di bandiera, anzi di bandierina, e per eleggere quei venti
deputati e senatori che buttali via, non si occuperanno mai di scuola se
non per fare danni o (ipotesi migliore) per sparare cazzate. L’ispirazione
è radicalmente conservativa (conservatrice): La difesa della scuola
del dopoguerra così com’è. Di tutti i contenuti del movimento
contro la controriforma moratti non è stato recepito un solo punto,
salvo forse il discutibile innalzamento dell’obbligo a 18 anni. Si sono
dimenticati che la controriforma moratti è ancora formalmente in
vigore e saltano a piedi uniti su una possibile questione dei precari,
forse perché ritengono che vada da sé, sono sempre molto
sensibili al suono della parola, di cui infarciscono molti discorsi. In
compenso propongono battaglie di retroguardia su argomenti dove sfondano
porte aperte, la scuola pubblica, il tempo pieno, che sono anche i più
orecchiabili per un elettore della sinistra. Ecco, ho speso più
di 200 parole per commentare un programma che ne conta poco più
di 50 (comprese le integrazioni tra parentesi): Laicità della scuola
pubblica, scuole private libere (da chi?) ma senza oneri per lo Stato;
generalizzare la scuola dell’infanzia, estendere il tempo pieno e prolungato;
innalzare l’obbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente
a 18 anni (progressione in due tempi: prima a 17 e poi a 18); valorizzare
il ruolo dell’insegnante (scusi, ma in che senso?).
(aggiunto il 2/3/2008)
nota pervenuta
Aggiungerei: professoresse più
belle, divisa per eliminare le differenze di classe tra gli alunni, professori
in giacca e cravatta (tocca conserva', no?), ripristino del latino nella
scuola media, ripristino dell'esame di seconda elementare (o era in terza?),
valorizzazione del
ruolo dei bidelli, fancazzismo per
tutti.
E via demagogizzando...
Sì, hai perfettamente ragione:
vanno alle elezioni come si fanno le vacanze di Natale o di Pasqua. Tanto
ci vanno tutti.
L'importante è partecipare.
In puro stile olimpico.
L'importante è non governare,
perché se no ci tocca lavorare. E fare qualche scelta, una volta
tanto.
Max
rettifico:
manco
tanto
Questa volta il programma della
sinistra arcobaleno è venuto a cercare me, sotto la forma di un
fogliettone. Leggendolo, ho notato che la scuola, sotto la voce «istruzione,
formazione ecc.» (punto 12) occupa circa 150 parole, e molti numeri.
Per quanto vago compare l’argomento risorse per la scuola, che è
stato uno dei punti forti del movimento contro la riforma moratti. Chiedevamo
il 6%. Dice: le risorse sono pari al 3,5% del pil e non accennano ad aumentare
da vari anni. Anzi, da vari anni, ministri e sottosegretari con il plauso
di banchieri e industriali le hanno limate tagliuzzando il tagliuzzabile
(con il risultato che abbiamo classi che scoppiano, quasi in ogni ordine
di scuola). L’analisi non produce nessuna rivendicazione. Peggio per loro,
tanto non sanno che farsene. Non hanno progetti, non chiedono aumenti.
La laicità della scuola pubblica è fondamentale, questo concetto
è sottolineato. Un collega suggerisce: è un messaggio per
quei lumaconi del pd (et surtout di certe componenti di codesto) che sul
tema hanno molta fantasia (Cris). Meglio ribadirlo: però se è
un programma di opposizione ditelo subito. O è un programma per
un partito di opposizione di riflesso? E ancora: mi si è chiarito
cosa intendono per valorizzare il ruolo dell’insegnante. Il testo completo
è: valorizzare il ruolo dell’insegnante come intellettuale educatore.
Ora sì. Di precari della scuola non si parla nel punto 12 ?dove
si chiede di reclutare 3000 giovani ricercatori l’anno nelle università
per i prossimi 5 anni- e neppure nel punto 2, dedicato alla lotta alla
precarietà in quanto «precarietà di vita, non solo
di lavoro», che si esaurisce nelle tipologie di contratti previste
dalla legge 30.
10 quesiti agli on. Aprea e Valditara
(PDL) sul [futuro] reclutamento docenti, di V. P.
1 - Cosa intende farsene il Pdl
del piano di assunzioni triennale?
2 - Cosa intendeva il Senatore Valditara,
giorni fa, con l’espressione “La scuola non è un erbatoio di posti
di lavoro”?
3 - Come fa a dire, a cuor leggero,
che il governo Prodi non ha affrontato il problema dei precari, visto che
il centro-sinistra ha approvato, in due anni, più assunzioni di
quante ne abbia fatte la destra in cinque e ha mitigato sensibilmente l’instabilità
? prodotta dal centro-destra ? delle graduatorie, che il Senatore dice
di volergarantire?
4 - Come giudica, a tal proposito,
il livello di caos cui la Casa delle libertà aveva ridotto le graduatorie
permanenti dopo una serie impressionante di interventi balordi che le avevano
portate al subbuglio più estremo, costringendo i lavoratori a trasferte
quotidiane di ore, esponendoli a un potere contrattuale mai visto da parte
delle scuole private, spillando loro migliaia di euro per titoli a pagamento
e trasformando miti studiosi e paciose docenti in esperti di contenzioso
amministrativo?
5 - Cosa pensa della frase pronunciata
dall’On. Aprea, in base alla quale, alludendo alla riforma Moratti, bisogna
riprendere “dove era stato interrotto il processo riformatore avviato dal
governo Berlusconi”?
6 - Intende il Pdl ripresentare
il progetto di legge sull’albo regionale degli insegnanti, presentato nel
2001 dalla sua collega di partito, Angela Napoli?
7 - Cosa intendono dire, il Sen.
Valditara e l’On. Aprea, quando dicono che la scuola va ’sburocratizzata’
e che questo processo deve spingersi fino a dare la possibilità
alle scuole di scegliersi autonomamente gli insegnanti?
8 - Cosa intendono dire, inoltre,
quando dicono che in Italia ci sono troppe ore di lezione nelle scuole?
9 - Cosa intendono dire quando dicono
che in Italia ci sono troppi insegnanti?
10 - È vero che l’On Gelmini
avrebbe già pronto un Ddl per estendere il buono scuola in tutta
Italia, alla stregua della Lombardia, generalizzando un sistema
in cui i figli delle famiglie benestanti
che pagano la retta a un paritario e superano un certo tetto di spesa riceveranno
il voucher e i figli delle famiglie meno ricche, siccome frequentano la
scuola statale, non riceveranno aiuti?
(aggiunto il 28/2/2008)
La solita solfa
Valentina affila le unghie, ma è
la solita solfa. Un articolo di Vincenzo
Brancatisano riporta alcuni passaggi di un discorso tra cui «Pochi
docenti di matematica sono laureati in matematica», «Abbiamo
bisogno di intervenire sugli apprendimenti e dunque sugli insegnanti e
per questo abbiamo chiesto [a Brunetta e Tremonti, che stanno scrivendo
il programma] di predisporre l’introduzione degli albi professionali dei
docenti e noi lavoreremo per raggiungere questo obiettivo». E dulcis
in fundo [dove sono arrivato a leggere]: «Ci sono insegnanti che
sono passati di ruolo dopo avere accumultato punti in graduatorie burocratiche
(“una supplenza non si nega mai a nessuno”) e che non conoscono la valutazione».
Io sono uno di quelli. Ho accumulato punti in graduatorie burocratiche
per 13 anni.
(aggiunto il 26/2/2008)
La scuola di Veltroni
La prima notizia è: abbiamo
le risorse, i soldi da spendere, faremo scuole più belle, apertura
pomeridiana e impianti sportivi, tecnologie. Devo ancora leggere un programma
che dice: abbiamo due lire, mettiamo una pezza. Questo è il primo
impegno. «Il secondo impegno riguarda la valutazione»: tutti
gli studenti saranno periodicamente sottoposti a dei test per vedere se
hanno imparato qualcosa. E le famiglie si faranno un’idea di quello che
i figli sono andati a fare a scuola. Versione edulcorata del programma
di quell’altro dove chi più chi meno dice che i risultati devono
essere valutati oggettivamente, in relazione agli sbocchi professionali.
E tra i tanti un certo Giavazzi che qualcuno rappresenta come futuro
ministro della [pubblica, privata e religiosa] istruzione. Ma non ho capito
se del pdl o del pd o indifferentemente di uno dei due. «Il terzo
impegno riguarda gli insegnanti». C’è scritto: investire su
chi ha passione e competenza, ivi inclusi anno sabbatico e probabili viaggi
premio, e sullo sfondo la minestrina riscaldata della vecchia nuova «carriera
professionale degli insegnanti» basata sul merito e l’impegno non
è chiaro misurati come, mentre nel programma di quell’altro è
chiarissimo. Un consigliere comunale ha detto: la differenza tra Berlusconi
e Veltroni ?e tra il berlusconismo e il veltronismo- è che il primo
per mandare via Santoro e Biagi dalla tv pubblica ha fatto un proclama
mentre il secondo si sarebbe limitato a una telefonata.
(aggiunto il 18/2/2008)
nota pervenuta
Bè, quello che è chiaro
è che la Scuola è un maledetto vespaio del quale nessun candidato
premier sa un emerito accidente, ma sul quale tutti si sentono obbligati
a dire qualcosa..
Qualsiasi governo che non passi
il suo tempo a fare i conti della serva (che li sanno fare tutti, anzi,
spesso la UE li fa per noi) si misurerà su scuola, sanità,
giustizia, eccetera. Il resto so' chiacchiere.
La mia proposta è mandare
a scuola i genitori, per una settimana ogni sei mesi (devono lavora', non
c'è troppo tempo). Un corso di aggiornamento in cui si possano rendere
edotti certi soggetti su quel che fanno i loro figli. C.
Scuola Voucher
Non è ancora primo ministro
e già prepara un disegno di legge per farci il culo -sì,
è vero, è sempre lo stesso da dieci anni. Cito liberamente
una notizia che ho letto su Gilda
Venezia. Il testo del disegno di legge prevede di correggere gli errori
dell’attuale sistema riguardo a «procedure di valutazione dei singoli
docenti e degli istituti scolastici e universitari» che va a danno
delle famiglie che non possono «scegliere i contesti formativi più
efficaci ed efficienti» mentre gli insegnanti bravi non possono crescere.
E soprattutto via gli automatismi nella progressione di carriera, più
potere ai diesse e gadget per tutti, nella forma di «voucher formativi
da spendere nelle scuole pubbliche o private». Per chi non è
pratico di voucher, l'idea è tipo ticket restaurant.
(aggiunto il 13/2/2008)
Meteoropatia
Premetto: non soffro di un'irresistibile
ansia pre-elettorale. Sappiamo già l'esito delle consultazioni.
Nondimeno non posso fare a meno di cogliere alcuni segni. Ieri ore 13 un
servizio del TG1 parlava della nuova -si fa per dire- figura del dirigente
scolastico. Un paio di signori barbuti di una certa associazione vicina
a Confindustria, e rigorosamente equidistante da destra e sinistra, hanno
elencato i tre vizi del capo di istituto: spesso è troppo vecchio,
è stato selezionato con criteri non sufficientemente meritocratici
et aziendalistici, non ha le mani libere in relazione a valutazione e scelta
degli insegnanti che sono subordinate ora come ora -qui la voce del giornalista
ha assunto un tono grave- all'automatismo delle graduatorie. Scena finale
con il preside di un istituto di via Cavour inquadrato sullo sfondo di
alcuni studenti sorridenti. Dice: noi dobbiamo pensare a loro.
(aggiunto l'8/2/2008)
Cronaca
L'hanno dimessa dal Pronto soccorso
scrivendo sulla cartella: deceduta. Fortunatamente era viva e vegeta
Civitavecchia: nel referto dell'ospedale
la danno per morta
E' la storia di una donna finita
in ospedale a Civitavecchia dopo una caduta. È accaduto all'ospedale
San Paolo di Civitavecchia ad una inconsapevole, e fortunatamente viva,
signora che si era recata al pronto soccorso dopo essersi infortunata ad
una gamba a causa di una caduta, per uscirne alcune ore dopo grazie alle
cure dei medici. La donna ha scoperto, al momento della consegna del referto
alla segreteria della scuola dove lavora, d'essere passata a miglior vita.
O, almeno, così era scritto sul certificato di dimissione dall'ospedale.
Allo sconcerto iniziale si è aggiunto il disappunto: la donna si
è infatti vista rifiutare il certificato dagli impiegati della scuola
ed è stata costretta a tornare all'ospedale dove ha chiesto che
le venisse fornito un foglio di dimissione con una diagnosi più
realistica.
(unionesarda.it, 26/01/2008)
Gli abusivi (Lettera al Messaggero)
Un certo Napoletano, che passa per
essere il direttore di un giornale, ma dalla faccia si direbbe piuttosto
un oste, interviene a Ballarò e parla dei sistemi di reclutamento
degli insegnanti che non premiano il merito e delle maestre che convocano
la mamma della secchiona e dicono sua figlia è brava e tutto, ma
allora perché mi ha chiamato, perché vede sua figlia ha la
manie di protagonismo. Che insomma lui racconta sempre questo aneddoto
e che da noi manca la mentalità. Naturalmente chiudo il getto d’acqua
calda che scorre su una montagna di piatti (sporchi) e mi dispongo ad ascoltare.
Dice: ogni nuova legge sul reclutamento dice a chiare lettere art. 1 d’ora
in poi il concorso diventa annuale (ma quando mai). Poi invece passano
due, tre, cinque… e dopo dieci anni chi vince il concorso trova il posto
già occupato da persone (non credo abbia utilizzato il termine docenti)
che hanno acquistato il diritto grazie ad anni di precariato.
Egregio direttore, poiché
sono precario da (10) anni, mi sento che devo lavare la macchia. Bravo,
io sono un rappresentante di quella categoria che è maturata, ha
maturato il diritto scaldando la cattedra che spettava (aspettava) il fresco
vincitore di un concorso futuribile (cosa nel frattempo facesse boh). Che,
siccome suole, si è preso quei due pezzi di carta che sono i titoli
di accesso alla graduatoria (a esaurimento). Tutto vero.
Ora però ho notato con grande
rammarico che al suo discorso formulato per il resto in modo perfettamente
lineare mancava un aggettivo che lo avrebbe reso più congruo, rafforzando
quel messaggio che pure da quel ragionamento è filtrato: abusivi.
I meritevoli e gli abusivi.
E sub voce intendi: abusivi, maturati
troppo a lungo, praticamente guasti, esauriti.
(aggiunto il 29/11/2007)
nota pervenuta
Vorrei dire al conduttore di Ballarò...
siamo arrivati anche a chiedere il parere di certi ndividui? Certo la R.A.I.
sappiamo essere luogo di raccomandazioni ma non si poteva proprio trovare
qualcuno migliore di quel "signore"? Cordiali saluti Paolo
Più che altro, dal momento
che ci sono precedenti piuttosto pesanti (la serata Moratti-Melandri),
io farei una domanda a Floris: perché, a prescindere dagli os[pi]ti,
lui che saltella tutto il tempo di qua e di là dandosi questa aria
da professorino, non smentisce MAI le puttanate che i suoi ospiti sparano
a ripetizione specie quando si toccano temi come la scuola e l'università.
La cosa più agghiacciante della puntata di martedì scorso
è che a parlare di meritocrazia (di mentalità arghhhh) hanno
schierato giornalisti come Napoletano e Stella (moderati da Floris che
di raccomandati se ne intende), che sono la negazione del merito. E cosa
propongono questi signori per far prevalere il merito? Ma è chiaro,
i concorsi a cattedre, dove poche persone preparate la spuntano a fatica
in mezzo a un’orda di raccomandati. a.p.
Apparente schizofrenia
Paginone di Repubblica lunedì
1° ottobre: fuori altri 33 000 insegnanti, quest'anno 15 000 (e fanno
47, è la Finanziaria, belli). Specchietto: meno ore nei professionali,
elevato il rapporto insegnanti alunni (sì, ma come), via la i di
inglese nella primaria (se penso agli scenari che sono stati aperti ai
docenti di inglese negli ultimi dieci anni). E infine, commenta lezioso,
il riquadro: «se sarà ridotto il personale docente bisognerà
tagliare amche le bocciature. Un abbattimento delle bocciature nel biennio
della scuola superiore consentirebbe di risparmiare 1600 posti».
Ieri, grande battage radiotelevisivo, tutti hanno udito: ripristinati gli
esami di riparazione, debiti colmati o bocciati, corsi di recupero estivi
immagino svolti gratuitamente dal personale che non è in ferie.
Ma questo è un altro paio di maniche. Dice la Repubblica: l'anno
scorso i non promossi del biennio superiore sono stati 180 000. Dico io:
i promossi con debiti almeno tre volte tanto. Se anche solo un terzo di
quei debitori fosse stato costretto a rimettere l'anno, i non promossi
in totale sarebbero stati 360 000. Cavillo: la Finanziaria non suggerisce
come. Viene proposto come obiettivo di «ridurre le bocciature al
biennio delle scuole superiori». Come acutamente nota Salvo Intravaia:
«obiettivo completamente fallito nel 2007», colpa degli insegnanti
che continuano a fare come credono. O forse qualcuno neppure lo sapeva.
Propaganda di basso profilo, dunque. Oppure aperta contraddizione: le esigenze
di cassa contrapposte al pensiero di una scuola forte, e tra l'altro anche
dispendiosa. Oppure apparente schizofrenia: la facciata, da una parte,
con la vernice del rigore, con il ministro intervistato in televisione.
La realtà dall'altra, nelle pagine interne del giornale: arrangiatevi
(come abbiamo sempre fatto).
(aggiunto il 4/10/2007)
Magari la speranza è che i
prof., spaventati dal lavoro estivo, non diano più debiti formativi.
Voilà, tutti promossi!
Ne saremmo capacissimi...
C.
(nota pervenuta l'8/10/2007)
Sindrome calendario
Il calendario per le nomine a t.d.
della provincia di Roma ha subito lo slittamento che tutti prevedevano.
Ma solo di cinque giorni. Mi spiego: Per prima cosa stamattina leggiamo
una circolare di Pagnani che sembra il messaggio di Vittorio Emanuele agli
italiani l'8 settembre: occhio, il nemico può colpirvi da ogni parte.
Dice Pagnani due semplici concetti:
uno i contratti in attesa di nomina dell'avente diritto, quelli anche detti
legge non so che numero del 1997, sono pagati dal tesoro e due si devono
usare le graduatorie d'istituto vecchie (oltre tutto è difficile
usare le nuove, dato che non ci sono). Non dice chiamate. Dice "nel caso
chiamate" vi dovete attenere a questo schema. Tra l'altro fa anche lo spiritoso:
«queste ultime, che stanno per avere avvio» riferendosi, ovviamente,
alle nomine dell'avente diritto. Nel primo pomeriggio arriva questo piccolo
rinvio. Che se una scuola ha aspettato a chiamare fino al 13 potrà
ben aspettare fino al 18. Che se il rinvio è solo di cinque giorni
questa sarà la volta buona. Che tutto il palazzo di via Pianciani
compresa la brava donna che esercita al piano terra per gli inquilini soprastanti
sapeva da giorni che c'era questo rinvio (generato, si noti, da cause meccaniche
e quindi facilmente prevedibili) e avrebbe potuto informarne gli interessati
in tempo utile se avesse avuto
l'interesse a posizionare in cattedra
per il primo giorno gli insegnanti sia pure in attesa.
Insomma, se c'era un disegno il fine
è chiaro: risprmiare 15 giorni di stipendio moltiplicati per 10
000 aventi diritto e poi via scalando risparmiare altri spiccioli fino
alla fine del mese su un numero di cattedre sempre più esiguo ma
manco tanto. Io non credo ai complotti ma non posso fare a meno di notare
come nel caos dell'usp sia sempre così naturale leggere delle solenni
fregature.
(aggiunto il 13/9/2007)
Il problema dei precari
«Questo è il primo
anno in cui la scuola italiana non produrrà più nuovi precari».
(Fioroni)
aneddoto: circa cinque anni fa sostavo
in un baretto di Trastevere con una collega [allora] precaria e naturalmente
parlavamo di graduatorie o incarichi (ma perché i discorsi quando
non i pensieri dei precari devono andare sempre a cadere lì?). Un
vecchietto ci orecchia e un po' interdetto domanda: ma la Moratti, il problema
dei precari non era stato risolto? Spieghiamo e ci sembriamo convincenti,
finché il vecchietto compassionevole si (ma non ci) rincuora: vabbè
ma a Roma...
In medias res: servizio del TGR Lazio,
pochi giorni fa. Va in scena l'inizio dell'anno scolastico al Giulio Cesare.
Preside nuova, belle panoramiche con esterni e interni. Insomma, tutto
è pronto per l'ordinato avvio dell'anno scolastico. E, soprattutto,
non abbiamo il problema dei precari. Questo è il mio contributo
al dibattito aperto da Andrea circa il trattamento che subisce uno quando
dice sapete esisto (es. chiede un'udienza con sua eccellenza).
Ma vengo al sodo. Contro la propaganda
di un regime (un regime qualsiasi, peraltro) è perfettamente inutile
sciorinare dei numeri. Un signore che abita nel mio palazzo stamattina
mi fa: bella vita la vostra tre mesi di ferie pagate. In realtà
ribatto sono formalmente disoccupato. Ahaha dice il vicino mentre si chiude
la porta dell'ascensore. No, pigio stop e spiego cosa sta succedendo bla
bla bla molto molto didattico, ma con un fondo di bigia preoccupazione
visto che anche oggi mi è ammuffita una supplenza appena sniffata.
Ma come dice il vicino avevo inteso di 150 000 assunzioni?
I lupi (sulla beffa dell'innalzamento
dell'obbligo a 16 anni)
Che le cose andassero male, si sapeva.
Nondimeno oggi, sfogliando il giornaletto Italia Oggi che, sottolineo,
sono andato a comprare in un'edicola lungo la via Prenestina poggiando
la macchina in una amorale seconda fila - per capire quale fermo proposito
- ho formulato il seguente pensiero: non voglio sapere più niente.
Che la scuola d'ora in poi mi scivoli addosso. Facciamo un passo indietro.
La banda di criminali che ci governa intendeva tagliare circa 20 000 posti.
Che poi sono diventati 12 000. Sono sempre tanti. Digeriti o meno, in presenza
di un numero debordante di nuovi alunni, ce li siamo portati a casa. Macché,
oggi leggo che Fioroni vuole introdurre l'obbligo scolastico a 16 anni
dal primo settembre prossimo. Ma che ci vogliono far diventare dei lupi?
i mettiamo a scrivere lettere di riorientamento dal primo ottobre per sgonfiare
classi di 43 alunni di cui 35 obbligati a scaldare il banco fino a 16 anni?
Crisi
Ultimora:
Prodi ha posto 12 condizioni. La n. 12 dice «Non avrai altro dio
all'infuori di me» e questo mi pare giusto, visto il modo in cui
se lo sono rigirato finora. La n. 7 recitando la formula «immediata
e significativa riduzione della scuola pubblica» dice che torna attuale
il piano per il taglio di 170 000 insegnanti in 5 anni che Padoa Schioppa
- con il supporto di opinionisti di varia estrazione - aveva estratto dal
e poi rimesso nel cappello. La n. 2, laddove recita «impegno per
la scuola... cultura, ricerca, università e innovazione» è
il logico corollario della n. 7. Ora, tanto premesso, e davanti al triste
spettacolo degli alleati di governo che sottoscrivono a occhi chiusi perché
hanno sentito Berlusconi digrignare i denti (ma dico non potevano pensarci
prima), uno comincia a pensare sto risanamento mi costa più del
piacere che provo quando mi ricordo che l'Italia è saldamente in
mano a un governo di centro sinistra di cui fanno parte anche comunisti
e verdi. Please, però prima scrivete la legge per regolare sto benedetto
conflitto di interessi.
(aggiunto
il 23/2/2007)
Finanziaria 2007 (segue)
Sono allucinato dal modo in cui
il centro sinistra sta continuando nell'opera di distruzione della scuola
brillantemente iniziata con la riforma moratti e prima ancora con la riforma
berlinguer meglio nota come riforma dei cicli (requiescant in pace, i cicli)
qualcuno dice ma ci sono in vista 50 000 pensioni non è così
nera per noialtri precari. Il cazzo, scusate. Per riprendere rigirandola
espressione di sora mariangela bastico viceministro della pubblica istruzione:
non si sommano mele con pere. Il dato relativo alle pensioni non si può
sommare ai tagli. Gli 11 500 posti in meno hanno un valore in sé,
sono classi che spariscono, sono le condizioni in cui si lavora, cattedre
che si allungano a 24 ore, anni di precariato buttati. E se non stiamo
attenti prodi e co. ci preparano un altro bello scherzetto per l'anno prossimo
(aggiunto il 15/2/2007)
Finanziaria 2007 (segue)
Un volantino
dell’Ulivo presenta la Finanziaria 2007 tutta rose e fiori per la scuola:
precari assunti, edilizia, obbligo, autonomia, innovazione. In mezzo c’è
un punto svolto con un linguaggio piattamente denotativo, ai limiti del
grado zero della scrittura: «Insegnanti di sostegno: previsto il
progressivo superamento del parametro di un insegnante di sostegno ogni
138 studenti non diversamente abili. Si passerà all'individuazione
dei numero degli studenti diversamente abili aventi effettivo diritto tramite
il raccordo e la verifica incrociata tra banche dati Asi e uffici scolastici
regionali». Dei 19 000 insegnanti in meno non c’è parola.
Difficile trovare una formulazione altrettanto efficace
(aggiunto
il 31/1/2007)
Dichiarazione
(scartata a suo tempo dalla mia tesi di area 1, SSìS LAZIO, aa 2002-2003)
Sono entrato
nella SSIS come insegnante parzialmente formato, ne ho fatto una
specie di principio, una rivendicazione. Ne esco parzialmente formato.
Tra quei due parzialmente c’è un segmento della mia formazione
che ho condiviso con altri. Non so quantificare le conoscenze e competenze
che ci sono tra quei due parzialmente. Sono certo che ci sono, benché
il ritmo martellante delle scadenze del corso (i semestri, i moduli, le
prove in itinere, il tirocinio ecc.) non mi abbiano permesso di rifletterci
su, di godermi la formazione acquisita.
(inserito
dalla redazione il 15/11/2006)
Finanziaria 2007
Questa è un'antologia di
battute di ministri, viceministri e altri elementi dentro e intorno alla
legge Finanziaria del 2007, con particolare riguardo all'annoso problema
delle assunzioni dei precari e all'abolizione delle graduatorie permanenti,
ventilata e poi moderatamente ritrattata. L'immagine è il commento
della redazione. Dice Fioroni: «Gli stipendi
già glieli diamo, perciò non ha senso che non siano assunti.
Tra l'altro, a conti fatti ci sarà un risparmio. Abbiamo già
calcolato che alla fine del triennio, quando avremo inserito in ruolo i
150mila, fuori ci saranno solo quelli che hanno meno di tre anni di insegnamento.
Per il futuro, torneranno i concorsi per coprire il turn-over». Gli
fa eco Mariangela Bastico: «Per l'anno 2010/2011, noi contiamo che
tutti i precari storici, coloro che insegnano da anni costantemente, siano
assunti a tempo indeterminato. Ma se nelle graduatorie ci saranno ancora
supplenti, non saranno lasciati a spasso». Però intanto, con
l'altra mano, tagliano. Un modo è quello di ridurre le bocciature
nel biennio della scuola superiore (non so come, forse neppure loro) dove,
sono parole di Fioroni, «gli insegnanti bocciano allo scopo di gonfiare
gli organici». Il messaggio è chiaro, benché contraddittorio:
gli insegnanti stroppiano. Meno peli sulla lingua da questo punto di vista
ha il giornalista (del cazzo) del Corriere della Sera (giornale del cazzo)
Angelo Panebianco, il quale propone una riedizione della guerra tra poveri
(sissini vs precari, lui sta con i primi), enunciando intanto il
sillogismo, falso, che se gli insegnanti vogliono essere pagati meglio
devono acconsentire a essere sfrondati. Acidissimo, dice: «mi rendo
conto che la riduzione degli organici non è un obiettivo di questo
ministro». Vuole ridurre gli insegnanti anche un certo Minardo, ma
a suo esclusivo vantaggio, suppongo. Leggo proprio oggi su Tecnica della
Scuola: «il deputato di Forza Italia Riccardo Minardo ha presentato
un emendamento per aumentare tale rapporto [quello tra docenti e discenti]
di 0,6 punti (la legge propone 0,4). Secondo i calcoli del parlamentare
azzurro i risparmi (200 milioni all’anno dal 2007 al 2011) sarebbero sufficienti
per "lavori di realizzazione, ristrutturazione e messa in sicurezza - si
legge nel testo dell’emendamento - della strada statale n. 115, tratto
Vittoria-Comiso, e della strada statale Ragusa-Catania"». La scuola
non era mai caduta così in basso, salvo forse un anno - facevo la
prima media - in cui ci fecero rientrare dalle vacanze di natale il 2 gennaio.
ps. dice bene
il Koala: Panebianco non lo leggo perché è uno stronzo
(la redazione,
13 novembre 2006)
Due battute [precarie] sull'utilità
e il danno dei Master
<<sto facendo un master in
presenza e un giorno sì, l'altro anche mi vien da piangere per quanto
tempo e soldi stiamo buttando via senza colpo ferire (o quasi)...
bleah!
buon natale!>>
<<io ne sto facendo uno in
assenza, e devo dire che non sono mai attraversato da un dubbio, da un
solletico, da un'ispirazione. Praticamente è come se non lo facessi.
Pensa, per fare un esempio, che
il giorno dopo dovevo spiegare Petrarca a scuola, e allora che faccio secondo
te mi leggo la dispensa su Petrarca di questo favoloso master, che peraltro
a rigor di termini non è manco un master. Ci credi che non ho trovato
una sola parola spendibile in classe di tutto quel papocchio di 15 000
parole...>>
(AA. AA.)
Quesito su alunne discinte
Mi riferisco in particolare alla
naturale predisposizione femminile di mettere in mostra la mercanzia, ma
il discorso potrebbe essere allargato anche ai maschietti di ultima generazione.
Quali sono le armi che un docente può utilizzare in classe per arrestare
il
fenomeno dilagante della studentesse-veline?Cosa
si può fare in concreto? Esiste qualche normativa che si interessi
di abbigliamento consono per le scuole superiori? Che ne direste se la
Moratti pensasse di far indossare il grembiulino non solo alle elementari
ma anche nelle altre scuole?
Grazie
(aggiunto il 9/1/2006)
Un serpente verde
Spesso non si riscuote la simpatia
dei colleghi, soprattutto quando non ti piacciono le ingiustizie e pensi
a fare il tuo lavoro. Infatti c'è qualcuno nel mio ambito
lavorativo (mi hanno riferito) che mi ha definito un serpente verde mettendomi
in cattiva luce con i nuovi arrivati. Che devo fare?
(A. A.)
la schiuma del cappuccino
All'ultima lezione di psicologia
di quest'anno ci hanno rifilato un'affascinante metafora per cui la schiuma
del cappuccino sarebbe l'orgasmo maschile, ed e' stato forse il momento
didatticamente piu' utile di tutta la lezione
(M. S.)
Tutti in cattedra
In linea con i tempi stabiliti dalla
legge ("gli incarichi devono essere conferiti entro il giorno di Santo
Stefano") e con le dichiarazioni del ministro ("per Natale tutti in cattedra"),
al CSA di Roma si stanno attribuendo gli ultimi spiccioli di supplenze
ai precari della scuola.
(la redazione, 6 dicembre 2004)
Sciocchezzaio del concorso di
Lettere
Italiano:
Commissario: A quale corrente critica
apparteneva Luigi Russo?
Candidato: ...
Commissario: Ma come, alla scuola
di Jena... Sapegno, Russo...
Storia:
Commissario: Le rigiro un quiz che
ho sentito ieri alla trasmissione di Gerri Scotti: dove nacque (scandisce)
Camillo Benso conte di Cavuuuur... Torino,
Cavuuuur, Sassari, Palermo...
Candidata: Mi pare... Torino
Caommissario: Mi ascolti bene le
ripeto... Camillo Benso conte di Cavuuuur... Torino, Cavuuuur, Sassari,
Palermo...
Candidata: Mah, guardi, mi sembra
proprio Torino.
Commissario: Brava, pensi che il
concorrente ieri sera ha risposto Cavour.
Italiano:
Commissario: Di chi era invidioso
Pavese?
Candidata: ...
Commissario: Ma, del suo sarto analfabeta!
Candidata: ... (!?)
Commissario: Vabbè vabbè
non importa.
(Roma, dicembre 2000)
Il concorso (I)
Aggiungo che il migliore per me
non può essere in una sola persona ma si raggiunge con la collaborazione
di un gruppo che si propone di creare qualcosa insieme eliminando per quanto
possibile gli immancabili difetti del singolo, forse per questo che lo
stato fa i concorsi, per dare una possibilità a tutti.
(Angelina Mura)
Resistenza
Dovremmo unirci tutti, genitori,
studenti, docenti, ata, precari e di ruolo, in una Resistenza in difesa
della qualità culturale della scuola pubblica statale e della democrazia
al suo interno, una scuola in cui tutti, cattolici, atei, gay, chierichetti,
seguaci del mago Othelma, stranieri e, quando arriveranno, alieni, siano
rispettati come discenti
(Rat, il gatto mammone)
Ammuffita
Ho lavorato per vent'anni in un
altro settore, sono entrata di ruolo solo lo scorso anno e non ho alle
spalle anni di logorante precariato; forse è per questo che ho tanto
entusiasmo. Forse tra vent'anni sarò anch'io come molti colleghi:
stanca, demotivata e... (scusate) un po' ammuffita.
(Antonia)
Precari storici
Il problema è che i precari
storici sono lo zoccolo duro di tutti i sindacati e invecchiano con la
tessera in tasca, ricattati o comprati, in attesa di un posto fisso. A
sto ggiro pure i cobas me se so' giocato...
(Rat, il gatto mammone)
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