Il punto di intersezione
Osservazioni parziali su alcuni effetti appena visibili dell'om 92


 

Fioroni è líunico ministro del dimissionario governo Prodi che abbia ancora voglia di fare e di parlare. Fioroni ha fatto qualcosa perché ci si ricordasse di lui. Dopo Berlinguer, che sarà ricordato per non aver introdotto una riforma dei cicli; dopo la Moratti, che sarà ricordata per non avere introdotto una riforma dei cicli; a differenza di De Mauro, che non sarà ricordato per niente. Fioroni lascia líeredità del recupero dei debiti. Destinata alla rottamazione come le altre innovazioni. Anche se in fondo era una restaurazione.

Noi intanto subiamo gli effetti della novità, che non è una novità. Gli studenti hanno pensato che il messaggio fosse: dovete studiare di più. Il messaggio era per noi: dovete lavorare di più (a parità di stipendio) ma intanto loro si sono iscritti a scuole dove si studia di meno. Se è perché ognuno segue le proprie inclinazioni, non ci sarebbe niente di strano, né di brutto. Altro effetto, abbastanza prevedibile: pensano che non studiare una materia non sia più consentito. La soglia della sopravvivenza si è spostata più in là. Fioroni ha stroncato il patto educativo basato sulla sopravvivenza. Noi abbiamo il dovere di recuperare. Verbo transitivo e intransitivo.

E così arrivo allíarticolo di Repubblica (che riporto sotto). Non è un caso che se la prendano tanto con i matematici. La matematica non è materia di opinione. Tutto è cominciato con la sparata di Fioroni: il 70% degli studenti ha il debito. Corollario: gli insegnanti dovranno fare uno sforzo tremendo. Di seguito la banda che, nel silenzio dei mezzi audiovisivi (si occupano preferibilmente di prof che si fanno gli spinelli in classe), è ormai costitutita quasi interamente da strumenti di carta stampata. Su alcuni giornali vanno per la maggiore i diagrammi con i colonnini. Il debito in matematica svetta su tutti gli altri. Lasciamo perdere che si insegna matematica in tutte le scuole di ordine e grado. Anche italiano, ma come ha detto una volta una mia studentessa: líitaliano è la mia lingua.

Una che aspira a sedersi al posto di Fioroni ha detto: molti insegnanti di matematica non sono laureati in matematica. Uno studente ha detto: i matematici non sanno trasmettere líamore per la materia (è líeffetto Moccia). Sintesi: è laureato in fisica, si vede che non ama la matematica. Non la sa spiegare (o non la spiega per niente). Però chiede. Questa del Morgagni è eccentrica e vuole pure il libro imparato a memoria (come fai sbagli). Gli studenti esibiscono come prova la storia del punto di intersezione, con i pupazzetti e la pioggia. Se la giornalista intervista i miei studenti sentirà dire che ho spiegato le fonti storiche con líesempio del cadavere sulla spiaggia. E se uno ha preso 4 dicendo che Erodoto non aveva visto il film 300 di certo potrà appellarsi. Sono anni che siamo sotto schiaffo, mi sta pure bene. Ma dei matematici non me líaspettavo. Quando è stata la volta del latino mi sono illuso (e consolato) che la matematica sarebbe rimasta pur sempre líultimo argine al dilagare della stupidità.
 

ìLa prof è severaî, disertate le lezioni
Rory Cappelli
ìla Repubblicaî, 14/3/2008

Gli studenti di quattro classi che per protesta, non appena arriva l'ora di matematica, lasciano l'aula. È successo a febbraio al liceo scientifico Morgagni di via Fonteiana. Una rivolta contro la professoressa di matematica, accusata di essere troppo severa nel suo giudizio degli studenti ed "eccentrica" nell'insegnamento. Di fatto dei suoi 85 studenti solo una decina hanno la sufficienza. Tanto che ragazzi e famiglie hanno richiesto da tempo un'ispezione ministeriale per verificare l'operato della docente. I ragazzi sono tutti disperati: hanno paura di essere rimandati a settembre e poi magari anche bocciati. "E questo grazie alla legge Fioroni per cui sei rimandato a settembre anche per una sola materia" spiega Aurora, una delle studentesse in rivolta. "Una storia che rischia davvero di finire male". Fin dall'inizio dell'anno ci siamo trovati in serie difficoltà" racconta la sedicenne.
Le critiche riguardano anche i metodi d'insegnamento. "La nostra insegnante spiegava matematica usando strane metafore o esempi un tantino assurdi: come quando ha voluto esemplificare la teoria dell'intersezione dicendo che "una persona guarda la pioggia e un'altra persona guarda la pioggia: ecco l'intersezione"" aggiunge Aurora. "Noi le chiedevamo approfondimenti e ulteriori spiegazioni per gli argomenti che non riuscivamo a capire. E lei, in tutta risposta, ci faceva andare alla lavagna trasformando la spiegazione in un'interrogazione. Che finiva sempre con un' insufficienza. Lei pretendeva che imparassimo il libro a memoria. Ma come si fa imparare a memoria la matematica? Allora cercavamo di aiutarci tra di noi. Perché il bello della nostra classe è che siamo affiatati, nonostante ci si conosca da pochi mesi. E se questo aiuto reciproco è apprezzato da tutti gli altri professori, per lei è un'offesa. Una mancanza di rispetto nei suoi confronti. "Alla fine" racconta ancora Aurora "abbiamo deciso di ribellarci nell'unico modo che ci era consentito". È scattata così la diserzione dalle lezioni: una protesta silenziosa. Appena la docente arrivava, gli studenti si alzavano e andavano via.
Il Consiglio di istituto, i rappresentanti di classe, i genitori, tutti si sono dati da fare per trovare soluzioni. "La situazione adesso è migliorata" spiega la madre di una ragazza. "Speriamo che troppa pubblicità non faccia male alle relazioni tra docente e ragazzi. È proprio l'ultima cosa di cui avremmo bisogno".
 
 


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