Commento dell'incontro (assemblea precari del 21 marzo) in forma di questionario.
Domande di Alessandro Citro. Risposte di Alerino Palma

[lettera inviata, e [volentieri] pubblicata da Meridiano Scuola, il 22 marzo 2004]

alerino, sei a conoscenza di questo incontro?

mi sono affacciato, nonostante il blocco delle auto a Roma (ma la Snia è a due passi da casa): ho resistito circa un'ora. Presenti circa 12 persone, in rappresentanza di tre associazioni: precari cobas, miip e adaco. Atmosfera tranquilla anche se facce più raccomandabili mi farebbero preferire la riunione della stanza accanto.

ma a che serve incontrarsi a blocchi separati?

Al di là dell'ampiezza dell'ordine del giorno, il tema di fondo, il filo logico o forse il collante che tiene insieme queste riunioni è la ricerca della "soluzione": le iniziative da intraprendere contro i sissini. Non è un caso che la parola magica, i "30 punti", rimbalzi da un intervento all'altro come una gomma da masticare. La trincea è qui, apparentemente: una delle associazioni presenti aveva proposto un emendamento al ddl allora stagnante in senato, in modo quindi perfettamente pubblico, in cui chiedeva "30 punti" per gli ordinaristi. Ma la trincea è soprattutto ideologica. E' stato detto: fare pressioni sulle scuole perché non accettino tirocinanti (finché non siano stati assunti tutti i precari. Ovvero: i non sissini). Proposte concrete: il ripristino delle fasce, ma non si sa bene come perché ognuno propone la sua misura (individuale o di gruppo). Tutti concordano sul fatto che i sissini, in globo, debbano essere retrocessi rispetto a tutti gli altri (anche perché, sostiene un astante, non hanno fatto un concorso). C'è un ma: qualcuno fa notare che l'unica strada praticabile è quella dell'ordine di integrazione delle graduatorie permanenti. E indica nella coabitazione tra ordinaristi e sissini del primo ciclo un sacrificio necessario, un male minore. No e poi no, tuona un energumeno: se solo un sissino verrà assunto. E' stato detto, a questo proposito, che non è più attuale la battaglia per la terza e quarta fascia come restaurazione del discrimine, per lo meno ideologicamente valido, tra pubblico e privato. E' stato detto dell'ingiustizia dei 12 punti ai milites (ma c'è qualcuno che li difende: un miles, l'astante di cui sopra. Te la canti e te la soni, dicevo, ma non mi ha sentito. Nel frattempo viene zittito. Peccato, non è abbastanza rappresentativo). E' stato detto che i punti ai dottori no, però si, se vengono estesi anche ad altri titoli. E' un fatto di coerenza, per esempio io. Oppure noi possiamo appoggiare i dottori ma vogliamo 12 punti per l'ordinario. Volevo proporre un punteggio per la patente di guida, purché conseguita a seguito di esame (non ope legis), ma avrei dovuto iscrivermi a parlare. Ma ho deciso preventivamente di non parlare. Del resto non sono stato invitato e non sono invitabile.

ma è possibile che non si riesca a capire che l'unica arma che abbiamo è il fronte compatto per arrestare la riforma?

Questo punto, presente nell'ordine del giorno, non è stato affrontato me presente ed escludo che sia stato affrontato posticipatamente al mio dipartire. Antropologicamente sono propenso a ritenere che sia duro calle intraprendere una seria riflessione su questo tema nell'ambiente dei precari, ivi compresi anche i sissini. Che questa esigenza possa essere sentita e portata a una conclusione sia pur parziale (ma di lotta) proprio da noi che siamo la vittima predestinata della riforma, i numeri in meno del futuro riassetto degli organici. Troppo si è giocato, non solo da parte di questo governo, sulla divisione, sui punteggi, sui ricorsi per e contro, sulla qualità del mio e del tuo, per non parlare degli abusi grandi e piccoli commessi dai CSA a ogni tornata di nomine su singoli docenti precari, perché si possa sperare di vedere un orizzonte delle rivendicazioni che non sia ancorato agli interessi di sottocategorie, tutte ugualmente e tristemente sottorappresentate, armate delle più indistruttibili sovrastrutture ideologiche, apparecchiate a combattere per quello che resterà dell'esistente, se resterà, per mancanza di alternative a portata di mano, per una sorta di solitudine, per arretratezza culturale.

L'ordine del giorno:
1.    Analisi DDL sul precariato;
2.    Analisi e prospettive del nuovo sistema di reclutamento;
3.    Riforma Moratti e ricadute sui precari;
4.    Convegno sul precariato presso la Camera dei Deputati;
5.    Iniziative e Mobilitazioni in previsione della riapertura delle Graduatorie Permanenti;
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