| Diario [estivo]
degli errori
cronologia degli ultimi mesi di precariato e oltre 1° luglio 2007- |
PREMESSA
Questo diario si estende ben oltre lo spazio dell’estate nel quale le sue vicende avrebbero dovuto compiersi. Ma si tratta di un inverno mite, interrotto da qualche gelata improvvisa. Un inverno che è una corda tra un’estate e l’altra. La sindrome è quella di Achille che corre veloce e cerca di afferrare la tartaruga. E ogni volta che crede di averla raggiunta la tartaruga si è spostata di un’altra casella. Magari qualche amico classicista non gradisce questa reinterpretazione perché è priva di logica. Invece è calzante. Achille procede in modo logico ma la tartaruga sguscia via perché risponde a leggi soprannaturali. Un giorno è una signora di settanta anni fuori graduatoria che si presenta alle nomine e invece di essere cacciata a pedate viene arruolata sul posto e contestualmente pensionata. Un altro giorno è un impiegato che non va a lavorare perché c’è lo sciopero dei trasporti e i telegrammi per le nomine in ruolo non partono.
Se l’assunzione è l’evasione dal precariato, posso dire che per dieci anni sono stato un detenuto modello. In un carcere speciale come quello di Roma, dove tutto funziona a rovescio. Poi, quando improvvisamente si è aperto uno spiraglio, mi è scattata la molla della fuga. Il desiderio insopprimibile di voltare pagina dove ci sono dentro i sogni proibiti che in questi dieci anni mi sono negato. Li riassumo in uno: spendere l’estate per staccare la spina.
Ho cucito insieme diversi pezzi. Alcune notizie hanno già fatto il giro della rete. Sono rimbalzate da un forum all’altro. Il giorno delle nomine sfumate una collega, di cui conoscevo il nome da anni per averlo visto stampato una trentina di posti davanti a me mi affronta: ah sei tu alerino.com ma allora chi è Iacopone. Iacopone è quello che si rotola in un porcile per fare penitenza. Solopaca e Locorotondo sono vini che accompagnano un piatto di pesce. Branca è un amaro. È stata la segretaria della mia scuola a rivelarmi che si occupava di organici e passava per uno competente. Certo, osserva, mandare avanti la baracca è un’altra cosa.
Ho dato tre chiavi di lettura. Una quarta, Alice che cade nel pozzo delle meraviglie, l’ho scartata perché mentre cade fa un viaggio nella conoscenza, benché attraverso il nonsense. Ma qui c’è il nonsense senza la conoscenza. La prima chiave è La lotteria a Babilonia di Borges. Non c’è nulla, in questa storia di precari, che Borges non abbia già previsto. Esempio: “Per tutto un anno della luna, sono stato dichiarato invisibile: gridavo e non mi rispondevano, rubavo il pane e non mi decapitavano. Ho conosciuto ciò che ignorano i greci: l’incertezza”. E ancora: “lo scrivano che redige un contratto non lascia quasi mai di introdurvi qualche dato erroneo; io stesso, in questa affrettata espozizione, ho falsato qualche splendore, qualche atrocità… e anche, forse, qualche misteriosa monotonia […]. Gli scribi prestano giuramento segreto di omettere, di interpolare, di variare”. In conclusione Babilonia non è altro che un gioco d’azzardo.
La terza è la violenza cieca di Arancia meccanica. La scena a cui mi riferisco non è un pestaggio ma quella in cui Alex, dopo aver subito il lavaggio del cervello, non è capace di reagire agli insulti di un provocatore. Non c’è la catarsi, ma il senso di impotenza. Strano. Sotto un profilo formale la risposta giusta è Burgess. Stavo leggendo proprio Arancia meccanica quel giorno.
La seconda è apparentemente la più scontata. Chi entra all’Usp sa che non potrà ottenere quasi nulla, che sarà fuorviato. Ma non si capacita del fatto che, in poco tempo, in modo insensibile, è stato cambiato in un’altra cosa. Fagocitato da una materia viscida. Scrivo per inciso: il pesce mi fa schifo.
Quando 12 persone, insegnanti, convocati per sentito dire ?cioè SENZA UNO STRACCIO DE TELEGRAMMA, solo perché qualcuno periodicamente si affaccia e chiede- una mattina di dicembre ?e sottolineo dicembre!- al sesto piano dell’Usp. Vengono invitati a firmare una proposta di assunzione. A turno, per rispettare fino in fondo il copione. E rispediti a casa a mani vuote perché il nuovo dirigente ?ha preso posto proprio quella mattina- ha mandato a dire che non firma. C’è un cavillo, ci sono carte in sospeso, non so cosa. E non protestano. Non si sente un soffio. È difficile non pensare che la metamorfosi è ormai in stato avanzato. Basta pensare a quello che succede normalmente al capolinea di un autobus quando l’autista scende per fumare una sigaretta. O quando la cassiera delle poste si alza per andare a prendere un foglio ?o un cappuccino, quand’anche.
Tu mi dirai: si tratta solo di un rinvio. Ed è vero. Ma c’è quel margine di incertezza che rende il rinvio qualcosa di più che una snervante attesa. Intanto i numeri, nel mio caso. Sono tra gli ultimi di una fila il cui destino dipende da un jackpot. Io sono bravo a contare, e infatti ho azzeccato tutte le previsioni. In difetto, con quel margine di dubbio che chiamo ipotesi minima. Ma non sono bravo a immaginare quello che avviene nelle stanze, dietro le porte chiuse. Chi mi garantisce che nel frattempo gli assenti siano stati riesumati e arruolati a Latina e Roma non ne sappia niente. E poi c’è, come al solito, l’irrazionale. E sullo sfondo la vita stentata del governo che ha programmato le tre infornate. Cosa che mi impedisce di pensare: siamo arrivati a gennaio, al prossimo luglio non manca poi molto.
E invece la mattina del 10 gennaio
ho pescato questo straccio di telegramma (link). Non so se avrei il coraggio
di fare quel lavoro all’originale. Specie prima di andare a pretendere
la posta in gioco di cui è la contromarca. Ma se deve essere un
feticcio, da conservare gelosamente in una scatola, tanto vale che esso
sia una foto, un collage o una barchetta. Poco dopo mi ha telefonato Antonio.
Era raggiante perché ha saputo che sarebbe stato convocato. Ha detto:
è uscita una nuova ripartizione dei posti. Ed è proprio come
dicevamo noi.
DIARIO
capitolo 1: gli ultimi mesi da precario
luglio: parto per un'isola. Per circa 25 giorni rimango scettico. Consulto un mio tabulato dove ci sono scritte tre ipotesi: secondo l’ipotesi che ho chiamato ottimistica [l'assunzione a t.i.] non mi tocca per tre posti. Tra il 25 e il 26, nell'arco di 48 ore, arriva prima una bella notizia e poi una doccia gelata. Più che altro si diffondono voci insistenti circa gravi irregolarità, specie riguardo alla quota riservata a invalidi e orfani (voci infondate), sia soprattutto al modo con cui gli invalidi hanno ottenuto la riserva (voci più che fondate, ma cui non farà seguito alcuna azione legale). E naturalmente fioriscono errori su errori. Passo alcune notti attaccato a internet nel vano tentativo di controllare le fonti. Progetto una spedizione con partenza all'alba (il primo aliscafo è alle 6 e mezzo). Intanto in qualche modo la macchina procede.
1° luglio: prevedo che mi troverò intorno al n. 90. Prevedo un centinaio di assunzioni. Per essere assunto me ne servirebbero almeno 160, 80 di qua e 80 di là, con la speranza di un avanzo di alcuni posti per effetto dell’esaurimento della graduatoria dell’ordinario. Così, 80 più alcune rinunce più la ricorrenza di certi che stanno in tutte e due le graduatorie più due o tre avanzi, è fatta. Quanto mi sbagliavo (su tutto).
12 luglio: pubblicate le graduatorie provvisorie [ad esaurimento]. Occupo il n. 92, come da previsione. I posti di ruolo sono 73 (concorso a cattedre) e 75 (g.e.).
25 luglio: Mi chiama Raoul, arruolato a Latina nel contingente che va dal n. 340 al 481 della graduatoria del concorso. Dice che sono stati coperti non più di 30 posti. Rimangono da convocare 54 persone per quasi 40 cattedre (alcune scomparse nel nulla tra la prima e la seconda tornata di immissioni in ruolo). Mi proietto un film in cui avanzano 25 posti che dovranno essere redistribuiti alla g.e. Ho scattato una foto che sintetizza il mio stato d’animo di questa giornata. Si intitola: ho sognato che mi arruolavano (link).
26 luglio: marcia indietro. Secondo una collega che era a Latina il giorno dopo i posti avanzati sono 18. Dico che si sbaglia. Dice che ha sentito da un grosso sindacalista che era lì. La bevo. La notizia naturalmente è falsa.
27 luglio: nella graduatoria definitiva (giudicata in seguito da Iacopone "poco seria") sono scalato al n. 95. Poco male. Nella convocazione sono stati imbarcati 15 riservisti (disabili e orfani), questo vuol dire che si fermano al n. 60. I riservisti vengono tutti dalla Campania, terra che per tanti versi produce mutilazioni. Congelo tutte le ipotesi in attesa di tempi più propizi e scrivo su un cartoncino: 35.
31 luglio: convocazione dei primi
60 della g.e.: non si presentano in 12. Una certa Carluccio, classe 1939,
viene inserita in graduatoria e seduta stante arruolata. L'ipotesi aggiornata
sposta l'ultimo nominato al n. 74. Correggo: 24.
agosto: tutto il mese trascorre tra una sensazione di irritante attesa e la flebile certezza (consolatoria) che un agosto del genere non mi toccherà più. Finché il 27 non vado a Latina per assistere al conferimento delle nomine a t.i. a ciò che resta della graduatoria del concorso a cattedre. La scarsa affluenza di aspiranti (circa una dozzina) riapre formalmente i giochi. Incrocio ferocemente tutti gli elementi e scrivo: sono nella forchetta.
1 agosto: convocazione dei 15 riservisti della g.e. Nessun testimone. Scrivo un messaggio a Carmine: calma apparente. Mi ritrovo un messaggio di Alessandro: Napoli deve morire.
6 agosto: incontro all'usp una collega che ha assistito alle nomine dei riservisti e ha un foglio con degli appunti: 10 riservisti hanno scelto, 5 sono stati nominati d'ufficio. A suo tempo verrò a sapere che 2 nominati d'ufficio si sono presentati il giorno dopo. Successivamente diventano uno solo. Aggiorno l'ipotesi: 22.
dal 7 al 19 agosto ho staccato la spina. Il 14 ho ricevuto quattro messaggi di auguri di buon ferragosto. Il 23 agosto mi tuffo nel bagno di squallore dell'Usp. A mezzogiorno e mezzo scendono gli incaricati e affiggono i manifesti ai quattro lati della stanza. Spinte centrifughe per cercare il proprio manifesto (e leggerlo). La A051 non è tra le classi convocate. Due settimane dopo mi sarei accontentato di un posto di badante in una classe vociante.
27 agosto: vado a Latina dove per tutta la mattina non succede niente. Dicono che non hanno le disponibilità aggiornate e aspettano il fax di Roma. Notate bene questo passaggio. All’una riprendo la Pontina in direzione Roma. Nel tardo pomeriggio chiamo Antonio. Snocciola tipo centotrentaquattro numeri. Sintesi: l’affluenza è stata molto più bassa del previsto, ci sono le solite (8) cattedre attribuite d’ufficio che adesso faranno il percorso per tornare utili. Si materializza il jackpot: 13, forse 21 (la risposta esatta era 22). Aggiorno l'ipotesi sommando gli avanzi delle due graduatorie. L'ultimo nominato si colloca tra il n. 91 e il n. 107.
29 agosto: scrivo a Carmine: sono
nella forchetta. Risponde: Buona forchetta! allora!
settembre: le prime due settimane vivo questa esperienza della disoccupazione. A varie riprese, da solo, in coppia, in gruppo, accodato a una folta delegazione di precari, tento un incontro ravvicinato con la dottoressaa Locorotondo, capo dell'ufficio provinciale. Chiediamo di avere lo stipendio dal primo settembre. Perché le nomine sono state ritardate. Se lei non si vergogna almeno un po’. Se non va a fare un altro mestiere. Non caviamo un topo dal buco. Due giorni dopo, non senza il contorno di altre confuse e oscure vicende, prendo l'incarico al Kant, a un solo semaforo da casa.
1° settembre: sono disoccupato. Non mi accadeva da due anni.
3 settembre: la delegazione A051 è stata ricevuta dalla segretaria buttafuori della dott.ssa Locorotondo e nella stessa anticamera della soprascritta anche dal sig. Iacopone convocato seduta stante con colpo di campanello. Il sottoscritto, insoddisfatto delle risposte date, si è infiltrato in un piccolo gruppo che sostava fuori dalla porta della due volte soprascritta e ha riformulato la domanda che gli stava più a cuore (al sottoscritto) e cioè: che ne sarà dei posti che sono stati attribuiti a persone già di ruolo in altre classi? ottenendo la seguente risposta: saranno surrogati con altri posto di ruolo sulla classe di arrivo. Allineo, per puro dovere di cronaca, i concetti che sono riuscito ad afferrare nel breve istante in cui ci siamo abboccati con Iacopone: le immissioni in ruolo IN CORSO D'ANNO, CON NOMINA GIURIDICA, DOPO GLI INCARICHI e soprattutto SU GRADUATORIE SERIE i posti di ruolo ancora da attribuire RIPASSATE TRA DIECI GIORNI, SONO APPENA TORNATO DALLE FERIE (fa fede l’abbronzatura, che persisterà fino a gennaio inoltrato, vedi) i posti avanzati a Latina QUANDO LATINA AVRà RETTIFICATO LE GRADUATORIE (qualcuno ha sentito la parola RICONVOCARE aveva sentito bene) che ne sarà dei posti che sono stati attribuiti a persone già di ruolo in altre classi (vedi sopra) DECIDERà IL MINISTERO A LIVELLO NAZIONALE DI CONCERTO CON LA DIRETTRICE (ma forse non aveva capito la domanda).
5 settembre: Locorotondo interrogata al tgr sul congelamento di cattedre denunciato dai precari in relazione alle tante nomine d’ufficio, ha detto: non è vero che le abbiamo nascoste. Dalla qual cosa discendono tre osservazioni: uno excusatio non petita, accusatio manifesta; due i precari vigilano; tre i posti sono stati attribuiti d'ufficio a piene mani per alleggerire la spesa corrente del mpi: le nomine giuridiche costano meno di quelle economiche, manco c'è bisogno di scriverlo. nb: pare che a Latina abbiano attribuito per la seconda volta le stesse cattedre della prima tornata, con il risultato -presempio- che al Keplero si sono presentati in 4 per due posti eccetera. E che in grande segreto gli interessati siano riconvocati per scegliere di nuovo. O anche gli assenti?
10 settembre: Kafka, Borges o Burgess (Arancia meccanica)?
12 settembre: il mio anno X di precariato si svolgerà - date le circostanze - nella scuola che mi attribuirà la Fortuna. La Fortuna mi ha mandato due telegrammi e mi ha fatto due telefonate. L'ultima volta mi ha anche minacciato con tono aspro: "se non ti presenti sarai precipitato in fondo alla graduatoria". In sintesi, anche se la vicenda è ancora ben lontana dall'essere conclusa, il posto di ruolo non me lo danno (oppure chi sa quando nel corso dell'anno scolastico), l'incarico slitta di settimana in settimana, mi è ammuffita una supplenza appena sniffata come dico anche sotto e in più qualcuno, per non aver meglio da fare, mi vuole anche depilare?
13 settembre: alle 17 esce un avviso, i calendari sono rinviati al giorno 18. Scrivo un corsivo feroce dove paragono la situazione attuale dei precari romani all’8 settembre. Il ragionamento si conclude con questa sentenza: "Io non credo ai complotti ma non posso fare a meno di notare come nel caos dell'usp sia sempre così naturale leggere delle solenni fregature".
15 settembre (inedito): intanto che aspetto la nomina annuale (con la paranoia dello slittamento da una settimana all’altra fino alla befana) ho accettato di coprire una maternità al Kant, un solo semaforo di distanza da casa. Ho detto agli alunni che sono il loro badante. Non mi sono accorto, oppure non ho guardato di proposito, quali classi si propongono a un eventuale incaricato dentro questa scuola.
17 settembre: manifestiamo all’Usp contro l’assurdo ritardo delle nomine a t.d. Pretendiamo lo stipendio retrodatato al 1° settembre (vedi). Siamo ricevuti dalla dott.ssa Locorotondo in numero di 6 precari (uno ogni circa 10 manifestanti). Le guardie che ci introducono nella stanza delle conferenze avvertono la Locorotondo che se ci sono problemi loro sono dietro la porta. Una delle guardie giorni fa stava in fila all’Urp. Aveva anche un misero canetto scheletrico. Io e Renata non abbiamo fatto discorsi compromettenti. La Locorotondo dice che non siamo stati nominati perché molti impiegati sono andati in pensione e gli altri sono andati in ferie. Tutti hanno diritto alle ferie salvo lei che ancora usufruisce di quelle del 2005. Ma lei non può compilare le graduatorie. Ha due figlie che vanno a scuola ed è la prima a preoccuparsi che non hanno gli insegnanti.
18 settembre: Renata mi ha mandato un sms alle 16.21: E ancora una volta ci hanno stupito con effetti speciali… siamo convocati il 21 cm alle 14.30. Al Russell.
20 settembre: siccome non può andare tutto liscio… nell’interrogazione per codice fiscale siamo diventati tutti verdi. Guadagnando qualche posizione. Troppe per aver superato persone che stavano lì inerti. Troppo poche per aver superato gli arruolati di luglio-agosto. Chiaramente la gente si scalda formula ipotesi eccetera e non si accorge che le disponibilità sono tutte sbagliate. Che ci sono cattedre in meno, ma anche cattedre in più. Cattedre che figurano come spezzoni, salti di riga, toponomastica approssimativa. Oppure qualcuno se ne accorge ma si limita a dire: è una vergogna.
21 settembre: oggi era il mio giorno
libero. Per non perdere la pagnotta sono andato a riempire un buco. Poi
corsa frenetica da Iacopone a cui ho fatto rettificare in extremis alcune
disponibilità che possono interessare ai miei concorrenti. Nel primo
pomeriggio mi getto nella mischia immonda del Russell e scelgo Kant. Carla
mi ha scritto: traditore.
ottobre: non succede quasi nulla. All’Usp dicono che stanno contando.
1° ottobre: la storia dei semafori è controversa. Per arrivare al Kant ne incontro uno solo oppure quattro (se transito da viale della Primavera). Per arrivare a Ponte di Nona ne incontravo tre prima di imboccare l'autostrada e altri due prima di svoltare per via della Riserva Naturale. Per arrivare a Zagarolo incontravo i soliti tre semafori prima di imboccare l'autostrada e uno solo dopo l'uscita di Lunghezza. I minuti per completare i tre percorsi rispettivamente cinque, venticinque e trenta. Non è per i semafori che ho scelto Kant.
12 ottobre: mentre snocciolavo nomi di fantasiosi popoli mesopotamici dell’antichità mi sono improvvisamente ricordato che i ruoli sono rimasti in sospeso. E nessuno ne parla. Se è questo che volevano ottenere.
17 ottobre: qualcosa si muove. Sabina ha telefonato all’Usp e le hanno detto che le immissioni in ruolo cominciano a breve ma ancora non sanno quanti sono i posti da assegnare. Antonio ha commentato: se non mi chiamano vado lì e faccio un casino. Insomma, niente di nuovo.
25 ottobre: mi sono permesso di riassumere
il resoconto di Luca, che lunedì ha fatto un viaggio all’Usp. Per
stringerlo dentro questo diario degli errori. La prima cosa che Luca ha
notato, al sesto piano dell’Usp, è stata la desertificazione degli
impiegati e dei visitatori. In particolare di questi ultimi. Gli impiegati,
pensavo io, sono di nuovo in ferie. Oppure sono in missione. I visitatori
come noi sono a scuola e battono chiodo. Tanto è vero che la signora
della sua classe per prima cosa ha detto: ma che volete, la nomina ce l’avete,
poi un giorno arriva il telegramma e vi mettiamo di ruolo. E ha aggiunto:
tanto l’anno di prova non ve lo facciamo fare. E Luca: ma gli altri anni.
E la signora: nel passato sono stati fatti errori ma non si ripeteranno.
Molto convincente secondo me. Luca domanda: quanti posti. A questo punto
avvengono queste tre battute:
- una quarantina
- sapevo almeno 60
- ecco, sì, 60. Più
di 40. Una quarantina.
Sono numeri che riguardano la sua
classe. Faccio una proporzione. Me ne avrebbero proposti 20. Ne avrei reclamati
35. Mi avrebbero detto: ecco, sì, 35. Più di 20. Una ventina.
A questo punto Luca mi telefona.
Dico: vai da Solopaca, alla 621, che intanto arrivo. In questo ufficio
incontra un’altra segretaria che ascolta le sue domande, alza la cornetta
e chiama la segretaria della classe di Luca. Poi sciorina: cifre precise
non si sanno, no anno di prova, nomine entro dicembre. Qui mi pare che
Luca abbia detto: ma queste cose me l’ha già dette la signora della
classe. Ecco, appunto. A questo punto Luca mi manda un messaggio dove ci
sono scritte in sintesi queste frescacce. Faccio inversione a U.
30 ottobre: Sono andato alla stanza
della materia e alla 621 (Solopaca). In estrema sintesi: hanno terminato
il conteggio dei posti da redistribuire (visto un foglio con dei numeri
incasellati): sono 31 per la A051 e 7 per la A052. I posti destinati a
mutilati e non reclamati (4 per la A051 e altrettanti per la A052) non
potrebbero scivolare a non riservisti se non lo afferma esplicitamente
il decreto dell'Usr che - entro metà novembre - autorizzerà
le nomine in surroga. Così ecco come si risolve l'enigma della settimana
scorsa. Reminder: Luca ha sentito 40 e sapeva 60. La differenza di 20 coincide
con il numero di riservisti che non si sono presentati.
Le nomine suppletive sono finite
nel nulla. Pare sia entrata in funzione una clausola di salvaguardia della
Legge Finanziaria 2007 che prevedeva di stoppare le assunzioni in ragione
di un determinato tetto di spesa. Oppure ci lavorano in una stanza di via
Ostiense che non comunica con l'esterno.
Loro insomma sono pronti a mandare
i telegrammi. Che come al solito a qualcuno non arriveranno. Quindi, mi
raccomando, se non sente niente si affacci tipo verso il 20. Chi sarà
messo di ruolo potrà fare l'anno di prova.
Mi faccio la proiezione definitiva:
chiamano dal n. 61 al n. 91 (31 posti). Io sono sempre il 95. Il 62, il
64 e l'89 rinunciano. Ma se non lo mettono per iscritto vengono nominati
d'ufficio. E poi se ne riparla a marzo 2008 (temo).
Pro consolatione mea sciolgo un
cubo di gorgonzola con una noce di burro e quando la materia comincia a
cedere ci sparo un rosso d’uovo.
novembre: mentre si sparge la voce che la dott.ssa Locotorondo verrà destinata ad altro incarico, finalmente si procede alle surroghe. Un aspirante telefona all'Usp quasi tutte le settimane (oserei dire tutti i giorni) e viene a sapere che stanno per partire i telegrammi e che lui fa parte dell'elenco, con tanto di indirizzo e cap. Per tutta la settimana aspetta sto telegramma finché il venerdì ritelefona al funzionario della stanza e scopre che i telegrammi non sono partiti. E che, tra l'altro -per decisione del nuovo dirigente- non si procederà alla nomina in ruolo ma solo all'individuazione degli aventi diritto. E nemmeno tutti.
7 novembre: notizia del TGR. Locorotondo è stata destinata ad altro incarico. Il motivo: gli fanno pagare le nomine di ruolo che non hanno fatto? O le cattedre senza insegnanti fino alla fine di settembre. Dice: obiettivi non raggiunti.
12 novembre: ho telefonato alla stanza della classe e indovinate mi hanno detto erano pronti per metà del mese - ma siccome sono decapitati - ora è tutto sospeso. Che forse chiamano per le 9 rinunce dalla graduatoria a esaurimento. Che per le 22 di Latina ci vogliono le istruzioni del ministro. Che è vero c’è la prassi ma al giorno d’oggi signora mia non si può essere sicuri di niente. Post post: una voce avventizia afferrata al volo avvalora la mia notizia: "Attraverso il cognato della cugina del macellaio di uno che abita in un posto dove il portinaio è imparentato alla lontana con il fratello di uno che conosce qualcuno al Ministero, mi è giunta voce (robba forte) che, almeno per la A346 (GE), la comunicazione della nomina per scorrimento della graduatoria relativa verrà inviata ai numerosi candidati in attesa (due) direttamente presso le scuole dove costoro prestano servizio".
14 novembre: oggi un’alunna di quarta mi chiede se esiste un codice per leggere quello che scrivo sul mio blog. Specialmente il diario degli errori. Lei ha seguito le ultime puntate ma non ha capito di cosa parla.
22 novembre: A Latina il 26 ricominciano a nominare dalla graduatoria del concorso ordinario (dico per inciso: il numero non è noto). Telefono alla mia stanza. Risponde la voce di un uomo che non è il nostro uomo: stiamo ricominciando a nominare dal concorso ordinario. Dico lo so già grazie. Ma sulla 43 e 50 perché la 51 e 52 sono esaurite. Eh giusto. Dico: sul vostro blog c'è scritto ancora Locorotondo. Il nostro blog?
23 novembre: stamattina ho parlato con il nostro uomo. Dice che hanno avuto degli impicci, ma ora sono stati superati. Prevedono di partire a metà della prossima settimana. Intanto lui ha fatto un po' di conti. Insomma è uscito il n. 35. Per essere sicuro di aver capito bene ho fatto telefonare alla baby sitter che si è impicciata ha detto di essere un’aspirante ma poi non sapeva il nome. Riassumendo: premesso che non dovrebbero essersi inseriti nuovi aspiranti rettificati nelle prime 100 posizioni (Iacopone: "questo me lo sta dicendo lei"), che la 62 e la 64 sono già andate, così come il 96 e la 98 è iscritta con riserva (Iacopone: "farò dei controlli") l'ultimo nominato di questo giro dovrebbe essere il n. 99.
26 novembre: sono stato da Iacopone che come mi ha visto ha detto: ancora lei (e in effetti è strano, pare che la cosa interessa solo a me). Insomma, i telegrammi partono questa settimana. Ha sventolato il foglio con gli indirizzi da passare alla posta: mi sono visto.
27 novembre: ieri c'è stato questo retroscena. Ho chiamato un amico mio che ho visto sull'elenco di Iacopone per dargli la bella notizia. Non sai quanto piacere mi fa dice ma sto dando la caccia a un topo che mi è entrato in casa. O per meglio dire è uscito dalla pattumiera.
30 novembre: lunedì sono convocato all'Usp. La telenovela è finita, ma che. Si è frapposto un ostacolo. I telegrammi non sono mai arrivati. Cioè non sono nemmeno partiti. Non è stato pubblicato nessun avviso, che te lo dico a fare. Così oggi ho telefonato a Iacopone. Dice: i telegrammi li aveva in mano una signora del quarto piano ma oggi manca perché è sciopero (dei trasporti). Si presenta chi si presenta. Chi si presenta viene arruolato. Chi non si presenta viene arruolato d'ufficio. I primi 13 dell'elenco (da 61 a 75) firmano il contratto di assunzione. Gli altri (da 76 a 101) vengono individuati in attesa del decreto dell'Usr che autorizza la surroga sui posti avanzati a Latina (22). Insomma ci danno la cattedra di Pirro. Non mi chiedete spiegazioni perché non sono assolutamente in grado di darne.
dicembre-gennaio: l’epilogo della telenovela avviene a cavallo dell’anno scolastico. Tutto ruota intorno a un foglio e a due firme. Il 3 dicembre, senza uno straccio di telegramma, mi siedo davanti a Iacopone e firmo il foglio. Il 15 gennaio mi siedo, alla presenza del solito Iacopone, per firmare il contratto, in duplice copia. Su ogni copia è allegato il foglio con la firma del dirigente. Apposta, per gli annali, l’11 gennaio. Non avviene nulla di insolito, né di spiacevole, nessun incidente, nessun cavillo. Fotografo un cartello nel bagno attiguo, che ha sostituito il precedente, e annoto l’ultima raccomandazione del nostro funzionario: non indicate nella domanda solo Comune di Roma altrimenti il sistema è libero di mandarvi dove vuole.
1 dicembre: ecco come sono andate le cose. Lunedì sono andato da Iacopone. Lui pensava di avere questi 35 posti da distribuire. Mercoledì la pingue dott.ssa Locorotondo ha sgomberato. Il giorno dopo Enzo è passato all’Usp. Dice che cantavano e ballavano ingozzandosi di torta e champagne. Il nuovo dirigente, il segaligno dott. Branca ha detto a Iacopone che cavolo fai. Insomma ha bloccato la surroga degli avanzi di Latina. Si è inventato dei cavilli. Iacopone avrà detto: ma abbiamo mandato i telegrammi (che invece non sono partiti). E allora diamo loro un gadget. Così lunedì ci sottopongono questo foglio dove c’è scritto: io sottoscritto nome cognome data e luogo di nascita indirizzo cap naturalmente accetto oppure rifiuto la proposta di assunzione a tempo indeterminato. La quale, ALLO STATO ATTUALE DELLE COSE, non può essere formalizzata.
3 dicembre: sto per andare in quel
posto. Vi sottopongo un quiz: cosa mi offrirà Iacopone?
1. il telegramma con il giorno e
l'ora della convocazione ufficiale
2. un cappuccino tiepido
3. un attestato dove c'è
scritto che in data di oggi alle ore ecc. ero presente presso la stanza
644 dell'Usp
4. la scatola con il grande gioco
delle nomine in ruolo dell'Usp di Roma
5. niente, abbiamo trovato la porta
sprangata. La signora della porta accanto ha detto che Iacopone si è
preso un giorno di ferie
(back) La risposta corretta è
la n. 3. Per il resto tutto è andato secondo le previsioni: i 13
così e i 22 così. Si separano i destini di altra gente.
6 dicembre: la cosa più difficile è spiegare la situazione agli altri. Provo a scrivere un testo nel quale integro la consueta terminologia con alcuni prestiti dal linguaggio sportivo: colpo basso, fotofinish, sfumato, mischia, simulazione, befana.
11 dicembre: Iacopone dice che dopo
la befana, i.e. fine gennaio, quando avrà tutti i 35 posti da assegnare,
manderà i telegrammi e chiuderà la partita. Alla domanda
di una collega se intanto poteva chiamare i 13 che hanno firmato il contratto
ha detto "no signora".
13 dicembre: questo cartello
è stato rilevato il 3 dicembre u.s. (vedi). Naturalmente il rubinetto
è stato aperto (non dai convocati) e l'acqua scorre libera, continua
e copiosa. Non so se anche fresca, chiara e dolce dal momento che il lavandino
è sormontato da due etichette. Una dice "acqua potabile" e l'altra
"acqua non potabile" senza che sia possibile capire quale sia l'etichetta
più recente. Ammesso che uno voglia abbeverarsi a una tale fonte.
22 dicembre: Latina dice che ha mandato i fax. Antonio ha detto: aspettiamo la befana per vedere se è vero.
4 gennaio: c'è una data, il 5 febbraio, in cui scade il termine per le domande di mobilità. Secondo una fonte molto autorevole (proveniente niente meno che dall’entorurage del presidente degli alcolisti anonimi) Il nuovo dirigente, dottor Branca, avrebbe assicurato che tutto si consumerà entro quella data: i conteggi saranno ultimati e saranno assegnate tutte le cattedre residue, le surroghe, i recuperi e tutto quanto.
7 gennaio: ritorno a scuola. Il vicepreside mi ferma. Dice: "Stai facendo l’anno di prova a tutti gli effetti. Vai da Antonietta ?la segretaria- che ti legge la circolare". C’è un piccolo problema. Non sono stato ancora assunto. Ma ormai è una formalità, mi pare.
10 gennaio: dunque, tutto è
successo nelle ultime 24 ore. Ieri le notizie hanno cominciato a frullare
dal primo pomeriggio. Alle tre mi chiama Renata. Dice: a Luigi è
arrivato il telegramma. Dico: vedrai che Iacopone sta richiamando a firmare
la bufala chi non si è presentato il 3 dicembre (vedi). E ci ho
anche creduto. Alle 17.54 ricevo un messaggio da Flaminio. Dice: "Ci sono
novità? Simona ha ricevuto oggi il telegramma per x firma contratto.
La mia casella postale invece è desolantemente vuota". Faccio un
sondaggio. I convocati sono quattro su un totale di dieci interpellati.
I numeri ?69, 76, 77, 81- sono buoni giusto per il superenalotto. Le iniziali
dei cognomi ?z, d, v, p- dicono ancora meno. In mattinata mi decido a ciò
che avrei dovuto fare da almeno una settimana. Iacopone dice: ancora lei?
non ha ricevuto la comunicazione? venga martedì alle 9 30 e proviamo
a fare il contratto. Insisto: proviamo? ma almeno il foglio dove si dice
che sono assunto. Quello è già andato. Ma anche quelli che
il dirigente non. Anche quelli, che le sto a dì. Cioè: sono
già di ruolo e non lo sapevo. Manco una telefonata.
11 gennaio: Ieri ho ricevuto uno
straccio di telegramma
15 gennaio: la pacchia del precariat(o)
è finita (notate la sinalefe).
post scriptum
20 gennaio: oggi ho scaricato la
memoria del telefono. Trascrivo i messaggi ricevuti tra martedì
15 e mercoledì 16. I messaggi sono delimitati dal punto esclamativo.
Dove c'era già ne ho aggiunti degli altri: sento puzza di ruolo
alle medie! Ben arrivato in quest'altro inferno! Evviva evviva evviva!
meni compliments!!! Pazienza prof tieni duro che ci aspettano i grattacapi
delle domande di trasferimento! Sei diventato un serioso e barboso docente
attaccato alla cattedra? Nicht! Scusa la prosa, porteresti i panni di France
sporchi di cacca! Quindi anche tu sei arruolato. Complimenti! Evviva. Benvenuto
nell'anno di prova. Contento destinazione? Liceo! Bravo!!! Sono felicissima
ti pensavo ed ero sicura che sarebbe andata bene!!! alé!!! E allora?
Sei stato arruolato? Auguriiii...o hai semplicemente cambiato lavoro e
hai deciso di partire x Oldoway per riprendere gli scavi! Cosa si dice
in queste occasioni: auguri, congratulazioni? Non saprei. Spero tu abbia
festeggiato o stia festeggiando a dovere! Complimenti e che sede hai scelto!
28 gennaio: questo avviso ga sostituito
quello del 3 dicembre (remind) nel bagno attiguo alla stanza di Iacopone.
L'acqua sporca la dobbiamo portare da casa o la troviamo sul posto punto
di domanda.
26 maggio: Il 26 è arrivato.
Ho interrogato la pagina dei movimenti 2008-9 ed è ufficiale: dopo
un anno a Bagnomaria ritorno ad Amalfi.
12 settembre: mentre discutevo la
relazione dell'anno di prova davanti al comitato di valutazione, nella
biblioteca del Kant, ho pensato che forse è stato il mio ultimo
esame. I membri hanno gradito quella parte della relazione dove si dice
che il corso di formazione è inutile. Il collega di latino e greco
mi fa notare che ahimé ho scritto "l'improbus labor di cui parla
Orazio". E invece è Virgilio.
capitolo 2: il Diario [estivo]
degli errori ritorna un anno e mezzo dopo (perdente posto)
1° giugno 2009: le date per
la mobilità 2009-10 della secondaria di II grado sono state spostate
dal 22 al 26 giugno. L'immaginetta sta a significare che tutto è
ancora in alto mare.
25 giugno: in attesa della data
non rinviata di pubblicazione dei movimenti per la secondaria di secondo
grado che è fra 24 ore o poco più o poco meno, mi sono procurato
tre bottiglie. Una alta e snella per le destinazioni inferiori alla mezz'ora
(o ai 15 semafori) fino a quella raggiungibile lento pede attraversando
una sola strada con semaforo provvisto di pulsante. La prima bottiglia
contiene un liquido leggero, schiumoso e biondiccio. La bottiglia di mezzo,
quella tozza, è per destinazioni comprese tra mezz'ora e un'intera
ora, con più di 15 semafori, comprese sedi raggiungibili con treni
accelerati torpedoni o altri mezzi trainati da terzi. Questa bottiglia
contiene un liquido denso, molto pastoso, dal colore bluastro. La terza
ha la forma di una siringa e corrisponde a un'ipotesi peggiore della precedente.
Contiene un liquido inodore e incolore che sa di sale.
26 giugno ore 11: tutto tace (calma olimpica). Riguardo alla storia delle tre bottiglie: il contenuto della prima si beve, il contenuto della seconda si spalma, il contenuto della terza si inietta. Troppo facile?!
26 giugno ore 12 e zero zero non un minuto di più: ricevo un messaggio da Raffaele. Dice: «Ho visto che sei stato trasferito».
26 giugno ore 15: messaggio circolare: «Mi accaso al Lucrezio con una suite al Virgilio». Scrive Cinzia: «Tanto io ti aspetto al rientro».
27 giugno: ho venduto il De rerum
natura studiato alla prima annualità di latino circa quindici giorni
fa. Destino?
29 giugno: il De rerum natura me
l'ho ricomprato a Prati. Dentro c'era questa cartolina la cui altitudine
sono 2889 m. I semafori sul primo lato invece sono 8, sul secondo lato
ci sono 6 km di Lungotevere (a occhio), costa sinistra, il terzo lato è
quello turistico, con il circo massimo e il colosseo. Per la serie «che
rischia il posto pure lei... rischia di andare in periferia» (Insolenze,
n. 15), la risposta era: «No, casomai rischio di andare
in centro», precedentemente tagliata per rispetto della legge per
cui la periferia è finita, ma c'è tutta la provincia. Per
la serie «a volte ritornano, ma giusto per prendere un gelato»,
ieri mi sono fatto un giro per Palestrina, via Pedemontana andata e ritorno.
Ecco, presempio il gelato non è più come una volta.
capitolo 3: due anni e mezzo dopo il diario [estivo] degli errori (perdente posto recidivo)
28 aprile: Per la cronaca porto 44 di piedi. Poi c'era una figura con tante scarpe che ho deciso di risparmiarvi.
13 maggio: Una collega, anche lei probabile perdente posto: ma quando sapremo il nostro destino, e quando potremo fare domanda di trasferimento. La tranquillizzo: forse l'ultimo giorno di scuola e ci daranno due ore per fare domanda. Ma tu come fai. Io la domanda ce l'ho già pronta dall'inizio dell'anno. Come dicono i cinesi quando hai le scarpe intanto comincia ad avviarti poi chiedi.
19 maggio: Collegio. Il preside Pappagallo dice che si perdono tre posti, c'è questa storia delle cattedre atipiche che mi frega perché lui può incrociare le ore di italiano e di latino del liceo linguistico. Non mi va di spiegare cosa vuol dire, ho scritto una lunga lettera ad Antonio, probabile compagno di sventura, ma a me risultano cinque i posti che si perdono. E poi sono tre giorni che sento nominare Subiaco, sempre a sproposito: a Subiaco c'è un ristorante gestito dal fratello di una collega e naturalmente si mangia bene spendendo solo 10 euro a testa. A Subiaco c'è un convento dove fanno i fratini. Per me non è un problema, dice Domenico, perché ho una casa a Subiaco.
11 giugno: «Pensai che fosse arrivato il momento di alzarsi e uscire dalla stanza senza neppure sbattere la porta» (N. N. Berberova, Il corsivo è mio).
22 giugno: Telefona N. P. e mi riferisce un pettegolezzo che ha saputo grazie a un suo intreccio. Dice: però non te la cantare, io non ti ho parlato, noi non ci conosciamo. Anzi, non ci siamo mai sentiti. Mi dovrò limitare a ostentare un moderato ottimismo.
24 giugno: Antonio pp insieme ad altri uno e mezzo della A052, tu sei salvo. Telefono alla signora Fagiano che smentisce: stiamo contando appunto le ore. Ci sentiamo domani, nel caso viene a ritirare la lettera.
25 giugno, ore 10: Naturalmente oggi è una giornata di attesa. I telefoni sono tutti liberi.
26 giugno: Sono stato dimezzato. Faccio 8 ore in quel posto e 8 ore al Giulio Cesare. Due bicchieri mezzi pieni o due bicchieri mezzi vuoti?
3 luglio: propendo per il ballon.