Il caso è l'unica certezza nel mondo della scuola
una cronaca dalla sala dei professori, gentilmente inviata da Domenico Dabbicco

L'ambiente più interessante della scuola è la "sala professori", luogo di incrocio di anime diverse e di diversi destini. In genere un grande tavolo centrale con le cartacce, il registro delle presenze, il registro delle circolari, manifesti sindacali ai muri, gli orari ormai imparati a memoria, la bacheca, un computer (il più vecchio che la scuola possiede), qualche sedia, gli attaccapanni, le cassettiere...
Ogni tanto queste anime alleggeriscono i loro fardelli con le parole. Quest'anno maggiormente... Tanti destini appesi al filo... Si assiste al gioco delle parti: chi, come non mai, è "imbestialito" dall'illogicità delle regole, cambiate, ricambiate, legiferate, modificate, annotate, spiegate, applicate, chi vive il dramma di aver dato "anni della vita" per vedersi scavalcato dalle nuove valutazioni dei punteggi o dai passaggi di ruolo, chi ha perso cattedra e si è visto trasferire su 3 scuole (di cui una serale ed in paesi diversi, seppur vicini...si fa per dire), chi giosce per l'introduzione della valutazione del militare ("mentre io ero imbarcato, c'era chi mi fregava il posto"), chi impreca contro il ministro perché gli ha tolto  punti nella graduatoria interna per il trasferimento richiesto e non avuto (si scopre che le domande di trasferimento sono così scoraggiate), chi si esalta rivendicando gli innumerevoli corsi di perfezionamento frequentati che gli permetteranno di "scalare" la graduatoria, chi maledice le sanatorie (tante, fin dagli anni novanta, la "rovina della scuola") che continuano ad immettere
"gente senza né arte, né parte" a gestire le aule, chi se la prende con la chiesa per il concorso riservato per l'immissione in ruolo degli insegnanti di religione.
L'osservatore attento rimane sbigottito "dall'agitarsi dei cuori", senza distinzione di posizione all'interno della scuola, precari e non, supplenti annuali e non, donne e uomini.  E si domanda: cosa può accumunare tutte queste individualità?
Fino a ieri la risposta era nascosta, la conoscevo, ma facevo finta di ignorarla... Me l'ha gettata lì il collega di italiano, giovane come me, di ruolo diversamente da me. Mi ha guardato, con quel suo fare rassicurante, con quel suo iniziare incerto, incespicando sulle prime sillabe. "Non pensare alle regole, non pensare ai punti, non pensare alle graduatorie: il caso, solo il caso, è l'unica certezza nel mondo della scuola". E mi ha raccontato la sua storia... ed il suo destino...
 


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