| La logica del cocomero
Analisi delle bozze (clandestine) di riordino dei licei |
Si chiamano bozze clandestine. Io
l'ho trovate su diesse.org grazie a una soffiata di ReteScuole. Il presidente
della repubblica emana un regolamento dei licei e uno dei tecnici con alcuni
elementi molto contraddittori. Mi limito ad alcune osservazioni su classico,
scientifico, linguistico e liceo cosiddetto delle scienze umane.
0) Secondo Tuttoscuola, rivista
filoberlusconiana, le bozze saranno portate al prossimo consiglio dei ministri.
Fa parte della strategia di saltare gli ostacoli e scongiurare il probabile
rinvio delle novità (per non dover scrivere riforma) a cui corrispondono
lo spostamento dei termini per le iscrizioni e certi bisbigliamenti su
un acquazzone che sta per sciacquarci di nuovo proprio ora che molti credevano
stesse tornando un po' di sereno (i pareri di Camera e Senato, il salvataggio
del tempo pieno ecc.).
1) La filosofia della bozza è
il livellamento. La semplificazione dei curricoli, anche se non coincide
dappertutto con la riduzione di orario, è dettata solo da esigenze
di cassa. La pluralità di indirizzi viene soppressa e sostituita
dal liceo unico con una marmellata di insegnamenti facoltativi attivabili,
si intende "nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio".
Ovvero, del tutto teorici. Sembra a prima vista un livellamento verso l'alto.
Obiettivamente al liceo classico, con l'iniezione di una dose massiccia
di matematica e scienze, si studia di più, il liceo scientifico
assume l'aspetto di un superscientifico, per non parlare del liceo delle
scienze umane, che acquisisce lo status di uno scientifico con una forte
impronta sociologica. Questa è un'altra prova di quanto la strategia
di radere al suolo ciò che rimane della scuola pubblica in Italia
si sia perfezionata dalla Moratti a oggi. Dalla velocità con cui
sono introdotte le innovazioni, all'installazione di un fantoccio a viale
Trastevere, alla mistificazione pura dei regolamenti. La moratti intesa
come riforma, ebbene sì, livellava tutti i licei verso il basso,
riducendo ore e insegnamenti. Apriva il cocomero con un colpo di accetta.
Questi invece lo svuotano senza toccare la buccia e poi ci soffiano dentro
per farlo diventare più grande. Con l'assetto dettato da questi
quadri i licei diventeranno pressoché inaccessibili per buona parte
degli studenti che al momento li frequentano. Basterà per dirottare
iscritti ma è pura facciata. La scuola dell'intransigenza, del cinque
in condotta, del ti boccio con un'insufficienza in una sola materia è
solo una finzione. I professionisti della demolizione lavorano per essenzializzare,
mirano al «riassetto della scuola pubblica», a «razionalizzare
e semplificare l'esistente», a «rendere pienamente efficienti
i servizi scolastici». Lo proclamano in ogni riga del piano programmatico,
della legge 133. Sono quelle le linee guida. Qualcuno può illudersi.
Può dire: ma sono io che siedo dietro la cattedra, che metto i voti.
Siamo noi, collegialmente, a decidere. In tempi di pace, quando la coerenza
non ti costava il posto. Secondo: sta lì bello spianato in commissione
cultura lo strumento che renderà possibile ungere tutti i meccanismi.
Si chiama ddl Aprea.
2) Non esistono più biennio
e triennio, ma due bienni e un cosiddetto V anno. La revisione dei quadri-orario,
in particolare il fatto che alcune materie siano spalmate su più
anni, sembra preparare l'eventualità di eliminare il V anno, peraltro
destinato alla «maturazione di competenze mediante l'approfondimento
delle conoscenze e il perfezionamento delle abilità caratterizzanti
il profilo educativo, culturale e professionale del corso di studi».
Particolare curioso: «nel quinto anno è previsto l'insegnamento,
in lingua inglese, di una disciplina non linguistica compresa nell'area
delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti
o nell'area degli insegnamenti attivabili ecc.». Che fiction danno
stasera in televisione?
3) I quadri orario di tutti i licei
sono ricondotti a 30 ore. Tutti a scuola per cinque ore al giorno dal lunedì
al sabato, o per sei dal lunedì al venerdì. Non vedo il risparmio,
al contrario. Specialmente se poi le scuole attivano gli «insegnamenti
attivabili sulla base del pof».
4) Finite tutte le sperimentazioni.
Un corso unico per il classico, un corso unico per lo scientifico e così
via. Il linguistico e il sociopsicopedagogico cessano la loro natura ibrida
di licei Brocca e diventano dei veri licei. Spariscono del tutto il Brocca
classico e il bilinguismo. Il risparmio è direttamente proporzionale
al danno. Faccio un esempio. In un liceo scientifico oggi vengono attivate
almeno tre tipologie di corsi: tradizionale, pni e bilinguismo. Io ho 300
iscritti per il prossimo anno: 160 hanno chiesto il tradizionale, 95 il
pni e 45 il bilinguismo. Di conseguenza attivo 6 sezioni con 27 alunni
nel tradizionale, 4 sezioni con 24 alunni nel pni e 2 sezioni di bilinguismo
con 22 alunni. Sono 12 sezioni, laddove con un unico corso sarebbero state
10 con 30 alunni. Non solo: diventa estremamente facile, con un corso unico
per tutta la scuola, accorpare classi intermedie. Diventa teoricamente
possibile ogni anno ridisegnare le classi di un istituto. Il gruppo-classe
diventa un'utopia.
5) Il liceo classico unico riassorbe
tutte le minisperimentazioni. Si fanno inglese e storia dell'arte per cinque
anni. Le ore di inglese sono diminuite nel biennio ma aumentano nel complesso
dalle attuali 8 a 12. Nessun cambiamento per le materie umanistiche. La
matematica conosce un vero e proprio boom (da 11 a 15 ore). Scienze viene
spalmata su tutti e cinque gli anni.
6) Nel liceo scientifico unico è
ridimensionata la cattedra di Lettere, anche se non nella misura prevista
dalla prima bozza. E con un regalo non richiesto, e forse neppure gradito:
la geografia estesa al secondo anno. Non si parla più dell'opzione
tra latino e seconda lingua. Più che di cancellazione del pni si
dovrebbe parlare di cancellazione del tradizionale dal momento che le ore
di matematica sono quelle del pni e la fisica è spalmata sui cinque
anni. Aumentano le ore di scienze (da 10 a 15), diminuiscono quelle di
inglese (da 17 a 15).
7) Nel liceo linguistico si studia
la terza lingua dal primo anno, mentre si smette di studiare il latino
dal terzo (diventa materia opzionale). Le ore di Lettere sono dimezzate.
8) Il liceo delle Scienze Umane
è una sintesi tra il liceo sociopsicopedagogico e il liceo delle
scienze sociali in quanto ripropone sia il latino (con l'orario dello scientifico)
che la seconda lingua straniera. Sono ridimensionate le materie di indirizzo,
ricondotte a un unico insegnamento generico di Scienze umane nel triennio.
Allegato
Ho provato a fare una previsione
sul taglio di cattedre di Lettere in un liceo scientifico tipo (10 sezioni)
e in un ex magistrale con tre indirizzi (5 sezioni di linguistico, 4 di
spp, 3 di ss) nei prossimi cinque anni per effetto congiunto di saturazione
a 18 ore, meccanismi di riduzione delle sezioni illustrato al punto 4,
introduzione dell'orario (e non del ridimensionamento del numero delle
classi intermedie perché non quantificabile).
Nel liceo scientifico, con leggera
approssimazione per difetto, sono eliminati 10 posti (6, 1, 1, 1, 1), più
di un terzo dell'organico. Nell'istituto ex magistrale si verifica la cancellazione
di 6 posti in cinque anni nel liceo linguistico (poco più di uno
all'anno), pari a quasi la metà dell'organico, e l'incremento di
un posto nel liceo delle scienze umane. In quest'ultimo caso si inserisce
una variabile non controllabile perché nel liceo spp e nel liceo
ss non tutti gli insegnamenti di Lettere sono affidati a un docente della
A051 e viceversa ci sono casi in cui il docente di Lettere insegna anche
storia al triennio.