| Omicidio su misura
racconto di Agatha Christie |
La signorina Politt impugnò
il battente e bussò con garbo alla porta del villino. Dopo aver
atteso con discrezione, bussò di nuovo. Nel movimento, il pacco
che teneva sotto il braccio sinistro si spostò, ed essa se lo riaccomodò.
Nel pacco era avvolto il nuovo abito invernale verde della signora Spenlow,
pronto per la prova. Dalla mano sinistra della signorina Politt ciondolava
una borsa di seta nera, che conteneva un metro a nastro, un puntaspilli
e un paio di grosse forbici taglienti.
La signorina Politt era una donna
alta e secca; aveva il naso affilato, labbra sottili, e radi capelli color
grigio ferro. Esitò prima di bussare per la terza volta. Guardando
lungo la strada, scorse una figura che s'avvicinava con passo rapido. La
signorina Hartnell, una donna gioviale, di cinquantacinque anni, dal viso
sciupato, la salutò con la sua abituale voce baritonale: "Buongiorno,
signorina Politt!".
La sarta rispose: "Buongiorno, signorina
Hartnell". Aveva una voce fin troppo esile e manierata. Aveva esordito
nella vita come cameriera personale di una dama dell'aristocrazia.
"Mi scusi" soggiunse "ma non sa
per caso se la signora Spenlow è uscita?"
"Non ne ho la minima idea"
rispose la signorina Hartnell.
"Sa, è piuttosto imbarazzante.
Dovevo venire oggi pomeriggio a provare il vestito nuovo della signora
Spenlow. Alle tre e mezzo, m'aveva detto."
La signorina Hartnell consultò
l'orologio che portava al polso
"Sono passate da poco."
"Già. Ho bussato tré
volte, ma pare proprio che non risponda nessuno, e così mi domandavo
se forse la signora Spenlow non sia uscita, dimenticandosi l'appuntamento.
Di regola non scorda i propri impegni, e vuole che l'abito sia pronto entro
dopodomani."
La signorina Hartnell aprì
il cancelletto e percorse il viottolo che conduceva davanti alla porta
del villino Laburnam, dove già si trovava la signorina Politt.
"Perché non viene Gladys
ad aprire?" domandò. "Ah, no, è vero, oggi è giovedì,
il giorno di libertà di Gladys. Immagino che la signora Spenlow
si sia appisolata. Credo che non abbia fatto abbastanza rumore con quest'arnese."
Afferrò il battente, lo sbatacchiò
contro la porta con un assordante rat-a-tat-tat, e picchiò anche
contro l'uscio. Inoltre, gridò con voce stentorea: "Ehi di casa!".
Nessuno rispose.
La signorina Politt mormorò:
"Oh, suppongo che la signora Spenlow si sia dimenticata e sia uscita. Proverò
a passare in un altro momento". Si avviò lungo il viottolo.
"Sciocchezze" esclamò
la signorina Hartnell in tono reciso.
"Non può essere uscita; l'avrei
incontrata. Darò un'occhiata attraverso le finestre, e guarderò
se c'è segno di vita."
Scoppiò in una delle sue
solite risate gioviali, per far capire che stava scherzando, e gettò
uno sguardo superficiale attraverso la più vicina vetrata - superficiale,
perché sapeva benissimo che i signori Spenlow usavano di rado il
locale che guardava sulla facciata del villino, e preferivano invece soggiornane
nel salottino sul retro.
Tuttavia, per quanto superficiale,
quello sguardo raggiunse lo scopo. La signorina Hartnell effettivamente
non scorse segno di vita. Al contrario, attraverso la finestra vide la
signora Spenlow che giaceva sul tappeto dinanzi al camino... morta.
"Naturalmente" diceva la signorina
Hartnell, quando in seguito raccontava la storia, "mi sforzai di non perdere
la testa. La Politt non aveva nessun'idea di come bisognasse comportarsi.
"Manteniamo la calma" le dissi. "Lei rimanga qui, e io vado a cercare l'agente
Palk." Lei protestò che non voleva essere lasciata lì da
sola, ma io non le badai. Sono sempre stata convinta che certa gente si
diverte a fare delle scene per un nonnulla. E così, stavo appunto
allontanandomi quando, proprio in quell'istante, il signor Spenlow è
sbucato da dietro l'angolo della casa."
A questo punto la signorina Hartnell
s'interrompeva con una pausa significativa che consentiva al suo uditorio
di chiederle con voce mozza: "Mi dica, che aspetto aveva?".
Allora la signorina Hartnell proseguiva:
"Francamente, io ho subito sospettato qualcosa! Era fin troppo calmo. Non
pareva minimamente sorpreso. E si può dire quel che si vuole, ma
non è naturale che un uomo, apprendendo la morte della moglie, non
mostri nessuna emozione".
Tutti erano d'accordo con quest'affermazione.
Anche quelli della polizia erano
d'accordo. Consideravano l'impassibilità del signor Spenlow tanto
sospetta che, senza frapporre indugi, vollero appurare in quale situazione
l'avesse lasciato la morte della moglie. Quando scoprirono che il denaro
della coppia apparteneva alla signora Spenlow, e che i suoi soldi sarebbero
andati al marito in virtù di un testamento redatto poco dopo il
matrimonio, i loro sospetti divennero più forti che mai.
Miss Marple, l'anziana signorina
dal viso dolce - e, secondo taluni, dalla lingua acida - che viveva nella
casa accanto alla rettoria, fu interpellata ben presto, già entro
mezz'ora dalla scoperta del delitto. Fu avvicinata dall'agente di polizia
Palk, che lisciava le pagine d'un taccuino con espressione importante.
"Se non disturbo, madame, avrei alcune domande da porgerle."
"In relazione all'omicidio
della signora Spenlow?" domandò Miss Marple.
Palk trasalì. "Posso chiederle,
madame, come ne è venuta a conoscenza?"
"Il pesce" rispose Miss Marple.
L'agente Palk comprese perfettamente
questa spiegazione. Suppose, a ragione, che il garzone del pescivendolo
avesse portato la notizia insieme alla cena di Miss Marple.
Miss Marple proseguì in tono
tranquillo. "Distesa sul pavimento del salotto, strangolata - magari con
un cordoncino molto sottile. A ogni modo, qualunque fosse lo strumento
del delitto, esso è stato portato via."
Il viso di Palk era adirato. "Come
è possibile che quel ragazzino di Fred riesca a sapere tutto..."
Miss Marple lo interruppe con destrezza.
"Ha un ago infilato nella giacca" osservò.
L'agente Palk abbassò gli
occhi, stupito. "C'è un detto: "Vedi uno spillo e tiralo su; per
quel giorno fortuna avrai tu"."
"Spero che il detto si avveri.
E ora, che cosa voleva sapere da me?"
L'agente Palk si schiarì
la gola, assunse un tono ufficiale, e consultò il proprio taccuino.
"Ho raccolto la deposizione del signor Arthur Spenlow, marito della defunta.
Il signor Spenlow afferma che alle due e trenta, per quanto può
ricordare, ricevette una telefonata di Miss Marple, che gli chiese di recarsi
da lei alle tre e un quarto perché aveva urgenza di parlargli. Ora,
madame, ciò corrisponde a verità?"
"No di certo" rispose Miss Marple.
"Non ha telefonato al signor Spenlow
alle due e trenta?"
"Né alle due e trenta, né
in alcun altro momento."
"Ah" commentò l'agente
Palk lisciandosi i baffi con aria molto soddisfatta.
"Che cos'altro ha detto il signor
Spenlow?"
"Il signor Spenlow ha dichiarato
che è venuto qui, come gli era stato chiesto, dopo essere uscito
di casa alle tre e dieci; giunto qui, fu informato dalla cameriera che
Miss Marple "non è in casa"."
"Questo è vero" confermò
Miss Marple. "Effettivamente è venuto qui, ma io ero a una riunione
dell'Associazione Femminile."
"Ah" ripetè l'agente Palk.
"Mi dica, agente, sospetta del signor
Spenlow?" chiese Miss Marple.
"Non spetta a me dirlo, in questa
fase delle indagini, ma mi pare che qualcuno, per non fare nomi, abbia
cercato di agire con astuzia."
"Il signor Spenlow?" domandò
Miss Marple pensosa.
Il signor Spenlow le era simpatico.
Era un uomo piccolo e magro, la sua conversazione era banale e discreta:
insomma rappresentava la quintessenza della rispettabilità. Pareva
strano che fosse venuto a vivere in campagna, lui che chiaramente aveva
trascorso tutta la vita in città. Ne aveva confidato il motivo a
Miss Marple. "Sin da ragazzine" le aveva detto "progettavo di trasferirmi
un giorno in campagna, e di avere un giardino tutto mio. Ho sempre amato
i fiori. Sa, mia moglie possedeva un negozio di fiorista; proprio lì
ci siamo conosciuti."
Una spiegazione concisa, ma che
apriva vasti panorami romantici alla fantasia. Una signora Spenlow più
giovane e più graziosa, che si stagliava su uno sfondo floreale.
In realtà, però, il
signor Spenlow ignorava tutto dei fiori. Non sapeva nulla di semi e di
talee, né aveva idea di come si pianta un'aiuola, o della differenza
tra piante annuali e perenni. Aveva soltanto in mente un'immagine - l'immagine
del giardinetto di un villino, dove spiccavano i vivaci colori d'innumerevoli
fiori dal dolce profumo. Era stato quasi patetico quando s'era rivolto
a Miss Marple, chiedendole istruzioni che poi aveva trascritte su un quadernetto.
Era un uomo tranquillamente metodico.
E fu forse a causa di questo suo carattere che la polizia s'interessò
a lui, quando la moglie fu trovata assassinata. Con pazienza e tenacia,
la polizia apprese parecchie notizie intorno alla vittima, e ben presto,
anche tutta St. Mary Mead ne venne a eonoscenza.
La defunta signora Spenlow aveva
iniziato a avorare come inserviente in una ricca famiglia. Aveva lasciato
quel posto per sposare l'aiuto-giardiniere, e insieme avevano aperto un
negozio di fiori a Londra. Il negozio aveva prosperato. Non così
il giardiniere, che nel giro di breve tempo si era ammalato ed era morto.
La vedova aveva assunto la gestione
del negozio, e l'aveva ampliato in modo ambizioso. Il successo le aveva
arriso. Poi essa aveva venduto la propria ditta, in cambio di una somma
notevole, e s'era risposata... con il signor Spenlow, un gioielliere di
mezz'età che aveva ereditato un piccolo e stentato commercio. Poco
tempo dopo, essi avevano ceduto questa loro attività e s'erano stabiliti
a St. Mary Mead.
La signora Spenlow era una donna
benestante. Il denaro ricavato dal negozio di fiori líaveva investito -
"guidata dagli spiriti", come aveva spiegato a tutti. Gli spiriti l'avevano
consigliata con acume insolito. Tutti i suoi investimenti avevano fruttato,
alcuni addirittura in misura straordinaria. Ma invece di accrescere, per
questo motivo, la propria fede nello spiritismo, la signora Spenlow aveva
bassamente abbandonato medium e sedute spiritiche immergendosi per un periodo
breve ma intenso in una nebulosa religione, affine ai culti indiani e basata
su svariate forme di respirazione profonda. Tuttavia, quando arrivò
a St. Mary Mead, essa attraversava di nuovo un periodo di fede anglicana
ortodossa. Trascorreva parecchio tempo in parrocchia, e presenziava assiduamente
ai servizi religiosi. Era una cliente abituale delle botteghe del paese,
s'interessava alle novità locali e partecipava alle partite di bridge.
Una vita monotona, banale. E poi,
all'improvviso, l'omicidio
II colonnello Melchett, capo della
polizia locale, aveva fatto chiamare l'ispettore Slack. Slack era un uomo
dal carattere positivo: quando aveva preso una decisione, era poi certo
che fosse quella esatta. E ora ne era ben certo. "È stato il marito,
signore" disse.
"Ne è convinto?"
"Ne sono assolutamente certo. Basta
guardarlo in faccia. È colpevole come il diavolo. Non ha mai mostrato
un segno di dolore né di emozione. È tornato a casa già
sapendo che la moglie era morta."
"Non avrebbe almeno tentato di recitare
la parte del marito afflitto?"
"Non lui, signore. È
troppo compiaciuto di sé. Ci sono uomini che non sanno recitare.
Troppo rigidi."
"C'è un'altra donna nella
sua vita?" chiese il colonnello Melchett.
"Non sono riuscito a trovarne
traccia. Ovviamente è uno di quegli individui astuti che fanno perdere
le proprie tracce. Secondo me, comunque, era semplicemente stufo della
moglie. Il denaro era in mano a lei, e doveva essere faticoso vivere con
una donna del genere... sempre con una delle sue strampalate teorie per
la testa. Lui ha deciso freddamente di sbarazzarsi di lei e condurre poi
una vita agiata per conto proprio."
"Sì, penso che potrebbe esser
così."
"Può giurarci, è andata
così. Ha preparato con cura il piano. Ha fatto finta d'aver ricevuto
una telefonata..."
Melchett lo interruppe: "Non è
stata rintracciata nessuna telefonata?".
"No, signore. Ciò significa
che o lui ha mentito, oppure la chiamata è stata effettuata da una
cabina telefonica. Gli unici due telefoni pubblici qui in paese sono alla
stazione e all'ufficio postale. L'ufficio postale può essere escluso.
La signora Blade vede tutte le persone che entrano. La stazione è
possibile. Un treno arriva alle due e ventisette, e in quei momenti c'è
un po' di trambusto. Ma il fatto importante è che lui afferma d'esser
stato chiamato da Miss Marple, e questo certamente non è vero. La
telefonata non proveniva dalla casa di Miss Marple, che si trovava all'Associazione
Femminile."
"Non trascura la possibilità
che il marito sia stato deliberatamente attirato fuori di casa... da qualcuno
che voleva assassinare la signora Spenlow?"
"Sta pensando al giovane Ted
Gerard, vero, signore? Mi sono occupato di lui - ma quello che mi manca
è un movente. Non avrebbe avuto nulla da guadagnarci."
"Però si tratta egualmente
di un tipo sgradevole. A suo carico c'è stato un episodio di appropriazione
indebita."
"Non sto negando che sia un cattivo
soggetto. Ciò nonostante, è andato dal suo principale e gli
ha confessato il proprio errore; e i suoi datori di lavoro non ne erano
neppure al corrente."
"È un aderente ai "Gruppi
di Oxford"" disse Melchett. "Esatto, signore. Si convertì, e si
rimise sulla retta via ammettendo spontaneamente d'aver sottratto quel
denaro. Non escludo, badi bene, che si sia trattato di un'abile mossa.
Forse s'è sentito sospettato e ha deciso di giocare la carta del
peccatore pentito."
"Lei è uno scettico,
Slack" commentò il colonnello Melchett. "Tra parentesi, ha parlato
con Miss Marple?"
"Che cosa c'entra lei in questa
faccenda, signore?"
"Oh, niente. Ma è al corrente
delle voci che circolano, sa. Perché non va a fare quattro chiacchiere
con lei? È una donna anziana, ma di spirito molto acuto."
Slack cambiò argomento. "C'è
una cosa che volevo chiederle, signore. Il primo lavoro della defunta fu
come cameriera in casa di Sir Robert Abercrombie. E lì avvenne quel
furto di gioielli, smeraldi che valevano parecchio, il ladro non fu mai
arrestato. Ho riesaminato il caso... Dev'essere accaduto nel periodo in
cui la Spenlow lavorava lì, anche se allora probabilmente era una
ragazzina. Non crede che vi fosse immischiata, signore? Spenlow, lo sa,
era uno di quei gioiellieri da due soldi, proprio il tipo che avrebbe potuto
ricettare il bottino."
Melchett scosse la testa. "Non credo
che sia una pista valida. A quell'epoca la donna non conosceva ancora Spenlow.
Ricordo il caso. Negli ambienti della polizia si riteneva che vi fosse
coinvolto un figlio del padrone di casa, Jim Abercrombie, un giovane scialacquatore.
Aveva un monte di debiti, e li saldò tutti subito dopo il furto:
si parlò di una donna molto ricca, ma non mi convince troppo; il
vecchio Abercrombie assunse un atteggiamento evasivo e tentò di
stornare le indagini."
"Era solo un'idea" disse Slack.
Miss Marple ricevette con soddisfazione
la visita dell'ispettore Slack, soprattutto quando apprese che a mandarlo
era il colonnello Melchett.
"È davvero molto cortese
da parte del colonnello Melchett. Non sapevo che si ricordasse di me."
"Si ricorda di lei, eccome!
M'ha detto che se lei ignora qualcosa di quanto avviene a St. Mary Mead,
non vale neppure la pena di saperlo."
"È troppo gentile, ma non
so proprio nulla. Di quest'omicidio, intendo."
"Però sa quel che se ne dice
in giro."
"Oh, certo... ma ripetere
semplici dicerie non avrebbe scopo, nevvero?"
Sforzandosi di assumere un tono
gioviale, Slack disse: "La mia non è una visita ufficiale. È
una conversazione tra noi, a quattr'occhi".
"Vuole dire che davvero le interessa
conoscere le opinioni della gente? Se sono vere oppure no?"
"L'idea è questa."
"Be', naturalmente si fanno
un sacco di discorsi e di congetture. Ed esistono due partiti contrapposti,
se così posso esprimermi. Innanzi tutto, c'è chi è
persuaso che sia stato il marito. Un marito e una moglie sono, in un certo
senso, gli indiziati naturali, non crede?"
"Forse" disse l'ispettore cautamente.
"Sa, si vive sempre a stretto
contatto di gomito. E poi, il movente economico ricorre con tale frequenza.
Ho sentito che i soldi appartenevano alla signora Spenlow, sicché
la sua morte reca un beneficio finanziario al signor Spenlow. Purtroppo,
in questo nostro mondo malvagio le ipotesi più nefande sono spesso
giustificate."
"Si tratta effettivamente di un
gruzzolo cospicuo."
"Appunto. Sarebbe dunque perfettamente
plausibile che lui l'avesse strangolata, fosse uscito di casa dal retro,
e dopo esser giunto fin qui attraverso i campi e aver chiesto di me, avesse
fatto finta d'aver ricevuto una mia telefonata, e infine fosse tornato
a casa per trovare la moglie assassinata in sua assenza - nella speranza,
naturalmente, che l'omicidio venisse attribuito a qualche vagabondo o a
un rapinatore."
L'ispettore annuì. "Certo,
il movente economico... E se poi negli ultimi tempi avevano litigato..."
Ma Miss Marple lo interruppe. "Oh,
ma questo non è vero."
"È sicura?"
"Tutto il paese ne sarebbe stato
al corrente. La cameriera, Gladys Brent, l'avrebbe raccontato subito in
giro."
L'ispettore obiettò con voce
flebile: "Forse neanche lei ne era a conoscenza...", ma ricevette in risposta
un sorriso di commiserazione.
Miss Marple proseguì: "E
poi c'è l'altro partito. Ted Gerard. Un giovanotto di bell'aspetto.
Sa, temo che il fisico di una persona influenzi la gente più del
dovuto. Il nostro penultimo curato, ad esempio, era un bell'uomo, e ciò
aveva un effetto magico! Tutte le ragazze venivano in chiesa, al servizio
serale e pure a quello mattutino. E molte donne più anziane s'impegnavano
con zelo insolito aell'attività della parrocchia... e quante sciarpe
e pianelle lavorate a mano per lui! Molto imbarazzante, per il poverino.
"Ma vediamo, dov'ero rimasta? Ah,
sì, questo giovanotto, Ted Gerard. Naturalmente, sono corsi molti
pettegolezzi sul suo conto. Veniva a trovarla tanto spesso. Ma proprio
la signora Spenlow m'aveva raccontato che lui faceva parte di quelli che
mi pare si chiamino "Gruppi di Oxford". Un movimento religioso. Sono gente
molto sincera ed estremamente onesta, io credo, e la signora Spenlow era
rimasta molto colpita da tutto ciò."
Miss Marple prese fiato, poi proseguì:
"E di certo non v'era nessun motivo per credere che tra loro vi fosse dellíaltro,
ma sa la gente com'è. Un sacco di persone sono convinte che la signora
Spenlow si fosse infatuata del giovanotto e gli avesse prestato una forte
somma di denaro. Ed è perfettamente vero che quel giorno lui fu
visto alla stazione, sul treno; il treno delle due e ventisette da Londra.
Ma sarebbe stato molto facile scendere dall'altra parte del vagone, attraversare
la trincea ferroviaria, valicare la staccionata e svoltare presso la siepe,
senza dover attraversare l'atrio della stazione. Quindi, non è necessario
che sia stato notato mentre si recava al villino. E naturalmente, la gente
pensa che l'abbigliamento della signora Spenlow fosse piuttosto curioso".
"Curioso?"
"Indossava un kimono, non un vestito."
Miss Marple arrossì. "Certa gente considera in modo allusivo questo
genere di indumenti."
"E lei?"
"Oh, no, io no. Credo che fosse
perfettamente naturale."
"Crede che fosse naturale?"
"Viste le circostanze, sì."
Lo sguardo di Miss Marple era freddo e riflessivo.
"Questo ci fornirebbe un altro movente
a carico del marito" disse l'ispettore Slack. "La gelosia."
"Oh no, il signor Spenlow non s'ingelosirebbe
mai. Non è il tipo d'uomo che s'accorge di ciò che gli accade
intorno. Se sua moglie se ne fosse andata di casa, lasciandogli un biglietto
sul puntaspilli, solo allora si sarebbe reso conto della cosa."
L'ispettore Slack notò perplesso
l'occhiata penetrante che la sua interlocutrice gli lanciò. Aveva
l'impressione che con tutto il suo discorso Miss Marple volesse accennare
a qualcosa che egli non capiva. E ora lei gli disse, con accento particolare:
"E lei, ispettore, non ha trovato nessun indizio sul posto?".
"Al giorno d'oggi gli assassini
non lasciano più impronte digitali o mozziconi di sigaretta. Miss
Marple."
"Ma questo" insinuò lei "mi
pare un delitto vecchio stile...
"Che cosa vuole dire?" domandò
Slack vivacemente.
"Sa," osservò Miss Marple
parlando con lentezza "credo che l'agente Palk potrebbe csserle d'aiuto.
È stato il primo sulla... sulla "scena del delitto", come si suol
dire."
Il signor Spenlow era steso su una
sedia a sdraio. Aveva un'aria sconcertata. Disse, con la sua voce sottile
e scrupolosa: "Certo, è possibile che mi sia soltanto immaginato
ciò che è avvenuto. Il mio udito non è più
quello di una volta. Ma credo d'aver sentito chiaramente un ragazzino che
mi gridava: "Ehi, Barbablù!". M'ha... m'ha dato la sensazione d'esser
persuaso che sia stato io a... a uccidere la mia povera moglie".
Miss Marple tagliò una rosa
morta e osservò: "Senza dubbio, questa era la sensazione che voleva
darle".
"Ma come può una simile idea
esser venuta in mente a un bambino?"
Miss Marple tossì. "Ascoltando
le opinioni dei parenti, senza dubbio."
"LeiÖ lei vuole seriamente
dire che altra gente è di questa opinione?"
"Più o meno, metà
degli abitanti di St. Mary Mead."
"Ma, cara signorina, da dove
può aver preso origine una simile idea? Io ero sinceramente affezionato
a mia moglie. Ahimè, lei non aveva sviluppato la predilezione che
io avevo sperato per la vita in campagna, ma un accordo perfetto su ogni
argomento è un ideale irraggiungibile. Le assicuro che risento molto
vivamente la sua perdita."
"È probabile. Ma - scusi
le mie parole - non ne ha l'aria."
Il signor Spenlow rizzò líesile
corpo in tutta la sua statura.
"Mia cara signorina, molti anni
or sono lessi di un certo filosofo cinese che, alla morte dell'adorata
consorte, continuò tranquillamente a battere un gong per strada
- presumo che sia un passatempo abituale in Cina - proprio come aveva sempre
fatto. Gli abitanti della città rimasero estremamente impressionati
dalla sua forza d'animo."
"Ma gli abitanti di St. Mary Mead"
obiettò Miss Marple "reagiscono in modo diverso. La filosofia cinese
non esercita un gran fascino su di loro."
"Ma lei capisce?"
Miss Marple annuì. "Mio zio
Henry" spiegò "era un uomo dotato di un insolito autocontrollo.
Il suo motto era: "Non mostrare mai le emozioni che provi". Anche lui amava
i fiori."
"Stavo pensando" disse il
signor Spenlow con voce in cui s'avvertiva una punta d'entusiasmo "che
potrei fare un pergolato sul lato a ponente del villino. Rose rosa, e magari
anche glicine. E poi c'è un fiore bianco, a forma di stella, di
cui ora mi sfugge il nome..."
Nello stesso tono con cui parlava
al proprio pronipote di tre anni, Miss Marple gli disse: "Ho qui un catalogo
molto vasto, con fotografìe. Forse le interesserà sfogliarlo...
Io devo andare in paese".
Dopo aver lasciato il signor Spenlow
seduto in giardino, felice con il suo catalogo, Miss Marple salì
in camera, arrotolò in fretta un vestito dentro un pezzo di carta
marróne e, uscita di casa, si diresse decisa all'ufficio postale.
La signorina Politt, la sarta, abitava in un appartamento sopra l'ufficio
postale.
Ma Miss Marple aspettò, prima
di aprire la porta e salire le scale. Erano le due e trenta in punto, e
con un minuto di ritardo la corriera proveniente da Much Benham si fermò
dinanzi all'ingresso dell'ufficio postale. Era uno dei grandi avvenimenti
quotidiani, a St. Mary Mead. La titolare dell'ufficio si affrettò
a uscire con diversi pacchetti - pacchetti connessi alla parte commerciale
della sua attività, giacché l'ufficio postale fungeva anche
da rivendita di dolciumi, giocattoli e libri tascabili.
Per circa quattro minuti Miss Marple
rimase sola nell'uffìcio.
Solo quando la titolare rientrò,
Miss Marple salì le scale e chiese alla signorina Politt se avrebbe
potuto ammodernarle quel vecchio vestito di seta grigia. La signorina Politt
promise che avrebbe fatto il possibile.
Il capo della polizia accolse con
meraviglia l'annuncio della visita di Miss Marple: "Scusi, mi scusi tanto
se la disturbo" gli disse lei entrando. "So che ha molti impegni, ma è
sempre stato così cortese, colonnello Melchett, e ho preferito venire
da lei invece che parlare con l'ispetiore Slack. Innanzi tutto, sa, non
vorrei proprio che l'agente Palk ricevesse un rimprovero. A rigore, suppongo
che non avrebbe dovuto toccare nulla."
Il colonnello Melchett era piuttosto
disorientato. "Palk?" domandò. "È l'agente di servizio a
St. Mary Mead, no? Che cosa ha fatto?"
"Ha raccolto un ago. L'aveva infilato
nella giacca. E guardandolo pensai che con ogni probabilità doveva
averlo raccolto in casa della signora Spenlow."
"Già, già. Ma, dopo
tutto, che cosa è un ago? Effettivamente, ha raccolto l'ago proprio
accanto al corpo della signora Spenlow. È venuto ieri per riferirlo
a Slack - immagino che sia stata lei a suggerirglielo. Certo, non avrebbe
dovuto toccare nulla, ma ripeto, che cos'è un ago? Era solo un comune
ago che qualunque donna potrebbe usare."
"Oh no, colonnello Melchett, è
qui che sbaglia. Forse, agli occhi d'un uomo quello pareva un normale ago,
ma non lo era; era un ago particolare, molto sottile, di quelli venduti
in scatolette, e che usano soprattutto le sarte."
Melchett la fissò, e un barlume
d'intelligenza si fece strada in lui. Miss Marple annuì diverse
volte con vigore.
"Sì, certo. Mi pare
tanto chiaro. Indossava un kimono perché s'accingeva a provare l'abito
nuovo; poi è entrata in quel locale che dà sull'ingresso,
la signorina Politt ha accennato a certe misure che doveva prenderle e
le ha avvolto il proprio metro a nastro intorno al collo: le è bastato
incrociarne i capi e tirare - è molto semplice, a quanto ho sentito
dire. Infine, naturalmente, è uscita, s'è richiusa la porta
alle spalle ed è rimasta lì a bussare, come se fosse appena
arrivata. Ma l'ago dimostra che lei era già entrata nel villino."
"Ed è stata la signorina
Politt a telefonare a Spenlow?"
"Sì. Dall'ufficio postale,
alle due e trenta - nei minuti in cui arriva la corriera e l'ufficio resta
vuoto."
"Ma, mia cara Miss Marple, perché?"
domandò il colonnello Melchett. "In nome del cielo, perché?
Non esiste un omicidio senza movente."
"Ebbene, colonnello Melchett,
in base a quanto ho sentito, credo che il movente del delitto risalga a
molti anni fa. Sa, mi vengono in mente i miei due cugini, Antony e Gordon.
Qualunque iniziativa Antony intraprendesse, aveva sempre successo, mentre
al povero Gordon succedeva proprio il contrario: i cavalli da corsa s'azzoppavano,
i titoli scendevano in borsa, le proprietà immobiliari si deprezzavano.
Secondo me, entrambe le donne vi hanno partecipato."
"A che cosa?"
"Al furto. Parecchio tempo
fa. Smeraldi molto preziosi, pare. La cameriera personale della padrona
e la sguattera. Infatti, c'è una cosa che non è stata chiarita:
quando la sguattera ha sposato il giardiniere, dove hanno preso i soldi
per aprire un negozio di fiori?
"La risposta è che
quella era la sua parte di... bottino; credo che questa sia l'espressione
giusta. Tutto ciò che faceva, le riusciva a meraviglia. Il denaro
fruttava denaro. Ma l'altra, la cameriera, dev'essere stata sfortunata.
Si ridusse a lavorare come sarta di paese. Poi s'incontrarono di nuovo.
Sulle prime tutto bene, immagino, finché sulla scena non comparve
il signor Ted Gerard.
"Vede, la signora Spenlow
provava già rimorsi di coscienza, ed era incline a una religiosità
di tipo emotivo. Questo giovanotto senza dubbio la incitava a "far fronte
alle proprie responsabilità" e a "purificarsi", e probabilmente
lei era propensa a seguire questi consigli. Ma la signorina Politt non
era dello stesso avviso. Vedeva solo la possibilità di finire in
prigione per un furto commesso anni addietro. E così decise di porre
fine a tutta la storia. Temo che abbia sempre avuto un'indole cattiva.
Non penso che avrebbe mosso un dito se quel simpatico sciocco del signor
Spenlow fosse stato impiccato."
Il colonnello Melchett disse, con
voce lenta; "Possiamo, ehm... verifìcare la sua teoria... solo fino
a un certo punto. Il fatto che la Politt e l'ex cameriera personale degli
Abercrombie siano la stessa persona, ma...".
Miss Marple lo rassicurò.
"Sarà tutto molto semplice. È il tipo di donna che crolla
quando viene smascherata. E poi, vede, le ho preso il suo metro a nastro.
Io, ehm, gliel'ho sottratto ieri, mentre provavo un abito. Quando s'accorgerà
della sua scomparsa e penserà che sia in mano alla polizia... be',
è una donna ignorante, e crederà che in qualche modo esso
costituisca una prova decisiva a suo carico."
Miss Marple rivolse al colonnello
un sorriso d'incoraggiamento. "Non avrà nessuna difficoltà,
glielo assicuro." Era lo stesso tono con cui la zia prediletta gli aveva
assicurato che indubbiamente non sarebbe stato bocciato all'esame di ammissione
all'Accademia di Sandhurst.
Ed era stato promosso.