| Saggio breve
Catastrofi naturali: la scienza dellíuomo di fronte allíimponderabile della Natura! |
COMPITO IN CLASSE DI ITALIANO/SAGGIO
BREVE
Sviluppa l'argomento scelto in forma
di "saggio breve" o di "articolo di giornale" utilizzando i documenti e
i dati che lo corredano. Se scegli la forma del saggio breve, interpreta
e confronta i documenti e i dati forniti e su questa base svolgi, argomentandola,
la tua trattazione anche se con opportuni riferimenti alle tue conoscenze
ed esperienze di studio. Dà al saggio un titolo coerente con la
tua trattazione e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista specialistica,
fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento
culturale, altro). Organizza la trattazione suddividendola in paragrafi,
cui dare uno specifico titolo. Se scegli la forme dell'articolo di giornale,
individua nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi che
ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo "pezzo". Dà
all'articolo un titolo appropriato e indica il tipo di giornale sul quale
ne ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale
scolastico, altro). Per attualizzare l'argomento puoi riferirti a circostanze
immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilevo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le 4-5 colonne di metà
foglio protocollo.
4. AMBITO TECNICO-SCIENTIFICO
ARGOMENTO: Catastrofi naturali:
la scienza dellíuomo di fronte allíimponderabile della Natura!
Esame di Stato 2005
DOCUMENTI
Natura! Ne siamo circondati e avvolti
- incapaci di uscirne, incapaci di penetrare più addentro in lei.
Non richiesta, e senza preavviso, essa ci afferra nel vortice della sua
danza e ci trascina seco, finché, stanchi, non ci sciogliamo dalle
sue braccia. Crea forme eternamente nuove; ciò che esiste non è
mai stato; ciò che fu non ritorna - tutto è nuovo, eppur
sempre antico. Viviamo in mezzo a lei, e le siamo stranieri. Essa parla
continuamente con noi, e non ci tradisce il suo segreto. Agiamo continuamente
su di lei, e non abbiamo su di lei nessun potere. Sembra aver puntato tutto
sullíindividualità, ma non sa che farsene degli individui. Costruisce
sempre e sempre distrugge: la sua fucina è inaccessibileÖ Il dramma
che essa recita è sempre nuovo, perché crea spettatori sempre
nuovi. La vita è la sua più bella scoperta, la morte, il
suo stratagemma per ottenere molta vita... Alle sue leggi si ubbidisce
anche quando ci si oppone; si collabora con lei anche quando si pretende
di lavorarle contro... Non conosce passato né avvenire; la sua eternità
è il presente... Non le si strappa alcuna spiegazione, non le si
carpisce nessun beneficio, ch'essa non dia spontaneamente... È un
tutto; ma non è mai compiuta. Come fa oggi, potrà fare sempre.
J. W. GOETHE, Frammento sulla natura,
1792 o 1793
Molte sono e in molti modi sono avvenute
e avverranno le perdite degli uomini, le più grandi per mezzo del
fuoco e dellíacqua... Quella storia, che un giorno Fetonte, figlio del
Sole, dopo aver aggiogato il carro del padre, poiché non era capace
di guidarlo lungo la strada del padre, incendiò tutto quello che
c'era sulla terra ed anchíegli morì fulminato, ha líapparenza di
una favola, però si tratta in realtà della deviazione dei
corpi celesti che girano intorno alla terra e che determina in lunghi intervalli
di tempo la distruzione, mediante una grande quantità di fuoco,
di tutto ciò che c'è sulla terra... Quando invece gli dei,
purificando la terra con líacqua, la inondano... coloro che abitano nelle
vostre città vengono trasportati dai fiumi nel mare... Nel tempo
successivo, accaduti grandi terremoti e inondazioni, nello spazio di un
giorno e di una notte tremenda... scomparve l'isola di Atlantide assorbita
dal mare; perciò ancora quel mare è impraticabile e inesplorabile,
essendo díimpedimento i grandi bassifondi di fango che formò líisola
nellíinabissarsi.
PLATONE, Timeo, 22c-25d passim
La violenza assassina del sisma ci
pone davanti alla nostra nuda condizione umana e alle nostre responsabilità.
Inadeguatezza delle nostre conoscenze, líinsufficienza delle nostre tecnologieÖ
Un punto tuttavia - tutto laico - è ineludibile: dobbiamo investire
nuove energie sul nesso tra natura e comunità umana. Energie di
conoscenza, di tecnologie ma anche di solidarismo non genericamente umanitario,
ma politicamente qualificato.
G. E. RUSCONI, LíApocalisse e noi,
LA Stamoa, 30/12/2004
Mi fa una certa tenerezza sentire
che líasse terrestre si è spostato. Mi fa tenerezza perché
fa della Terra un oggetto più tangibile e familiare. Ce la fa sentire
più "casa", piccolo pianeta dal cuore di panna, incandescente, che
mentre va a spasso negli spazi infiniti insieme al Sole, gli gira intorno,
ruota su se stesso e piroetta intorno al proprio asse - un ferro da calza
infilato nel gomitolo del globo - che con la sua inclinazione di una ventina
di gradi ci dà il giorno e la notte e líalternarsi delle stagioni.
Non è male ricordarsi ogni tanto che la Terra è grande, ma
non infinita; che non vive di vita propria in mezzo al nulla, ma ha bisogno
di trovarsi sempre in buona compagnia; che non è un congegno automatico
ad orologeria, ma che tutto procede (quasi) regolarmente soltanto per una
serie di combinazioni fortunate. La Terra è la nostra dimora, infinitamente
meno fragile di noi, ma pur sempre fragile e difesa soltanto dalle leggi
della fisica e dalla improbabilità di grandi catastrofi astronomicheÖ
Quella dello spostamento dell'asse terrestre è solo una delle tante
notizie-previsioni di matrice scientifica... Cíè chi dice che a
questo evento sismico ne seguiranno presto altri "a grappoli"... Altri
infine fanno previsioni catastrofiche sul tempo che sarà necessario
per ripristinare certi ecosistemi... Ciò avviene... perché
moltissime cose le ignoriamo, soprattutto in alcune branche delle scienze
della Terra... La verità è che, eccetto casi particolarmente
fortunati, non siamo ancora in condizione di prevedere i terremoti e i
maremoti.
E. BONCINELLI, Dallíasse distorto
ai grappoli sismici. Quando la scienza vuol parlare troppo, Corriere della
Sera, 2/1/2005
Il paradosso è questo: i fattori
che causano un maremoto... sono gli stessi che, ragionando in tempi lunghi,
hanno reso il nostro Pianeta un luogo privilegiato del sistema solare,
dove la vita ha potuto svilupparsi ed evolvere. Partiamo da considerazioni
banali: gli ingredienti di uno tsunami o maremoto sono due: grandi masse
díacqua liquida, cioè líoceano; e, sotto allíoceano, uno strato
solido e rigido, la litosfera terrestre, che però si muove. La litosfera
che giace sotto gli oceani varia di spessore tra i 10 e gli 80 chilometri;
in alcune zone particolari è squassata periodicamente da improvvisi
sussulti con spostamenti di masse che possono trasmettere grande energia
alle acque sovrastanti e causare il maremoto. Ma perché questi sussulti,
perché questa litosfera solida ma viva, vibrante, sempre in movimento...?
E poi, perché questi grandi volumi di acqua liquida che coprono
i due terzi della nostra Terra?
E. BONATTI, Ma è líoceano
che ci dà vita, Il Sole 24 Ore, 2/1/2005
Il XX secolo ci ha insegnato che
líuniverso è un posto più bizzarro di quanto si immagini...
Né líinstabilità dellíatomo, né la costanza della
velocità della luce si accordano allo schema classico della fisica
newtoniana. Si è aperta una frattura fra ciò che è
stato osservato e quanto gli scienziati possono invece spiegare. A livello
microscopico i cambiamenti sono improvvisi e discontinui: gli elettroni
saltano da un livello energetico allíaltro senza passare per stadi intermedi;
alle alte velocità non valgono più le leggi di Newton: la
relazione fra forza e accelerazione è modificata, e così
pure la massa, le dimensioni e perfino il tempo... La speranza che tutti
i fenomeni naturali possano essere spiegati in termini di materia, di forze
fondamentali e di variazioni continue è più esile di quanto
si creda, anche negli ambiti di ricerca più familiari. Ciò
vale per buona parte della fisica e per alcuni aspetti della chimica, scienza
che solo nel XIX secolo è divenuta rigorosamente quantitativa, mentre
è molto meno vero per la chimica organica e per la biochimica. Scienze
della Terra, come la geologia o la meteorologia, in cui la complessità
non può essere troppo idealizzata, si basano più su descrizioni
e giudizi qualitativi specializzati che su una vera teoria.
A. VOODCKOC - M. DAVIS, La teoria
delle catastrofi, Milano 1982
Comprendere il mondo, agire sul mondo:
fuor di dubbio tali sono gli obiettivi della scienza. In prima istanza
si potrebbe pensare che questi due obiettivi siano indissolubilmente legati.
Infatti, per agire, non bisogna forse avere una buona intelligenza della
situazione, e inversamente, líazione stessa non è forse indispensabile
per arrivare ad una buona comprensione dei fenomeni?... Ma l'universo,
nella sua immensità, e la nostra mente, nella sua debolezza sono
lontani dallíoffrirci sempre un accordo così perfetto: non mancano
gli esempi di situazioni che comprendiamo perfettamente, ma in cui ci si
trova ugualmente in una completa incapacità di agire; si pensi ad
un tizio la cui casa è invasa da un'inondazione e che dal tetto
sui cui si è rifugiato vede l'onda che sale o lo sommerge. Inversamente
ci sono situazioni in cui si può agire efficacemente senza comprenderne
i motivi... quando non possiamo agire non ci resta più che fare
buon viso a cattivo gioco e accettare stoicamente il verdetto del destino...
Il mondo brulica di situazioni sulle quali visibilmente possiamo intervenire,
ma senza sapere troppo bene come si manifesterà líeffetto del nostro
intervento.
R. THOM, Modelli matematici della
morfogenesi, Torino 1985