| Il lungo autunno
dei precari (romani)
Riflessioni in margine al primo giorno di scuola nel Lazio |
[lettera inviata, e [volentieri] pubblicata da Meridiano Scuola, il 16 settembre 2004]
C’è scritto autunno e non estate: il lungo
autunno dei precari ? romani e non so quali altri - che sta per cominciare,
insieme alle nuove serie televisive e agli addobbi natalizi. Ma non è
un divertissement. E nemmeno un palliativo. Intanto l’estate è finita,
e questo è un fatto.
E l’estate è stata quante altre mai fastidiosa.
Qualcuno prima o poi dovrà mettere mano alle carte del CSA di Roma,
alla montagna di reclami che i molti supplenti hanno inoltrato durante
il bel mezzo del mese di agosto. Dia un’occhiata alle date, se può
anche al luogo da cui sono stati faxati. Ah, i precari vanno in villeggiatura?
Buono a sapersi.
Comunque va tutto bene.
Sì: lo scorso anno, tra settembre e ottobre
avrebbe dovuto uscire una legge sui precari. Delle liti di condominio non
se ne poteva più, giustamente. La nuova legge è stata approvata
di fatto il 28 luglio. Il 28 luglio sono stati approvati gli emendamenti
a una legge, già pluriemendata nei suoi vari passaggi parlamentari
(ma non doveva essere blindata? Eh no, viva la democrazia). Una legge fluida,
come la silhouette dei suoi destinatari, caduta tre giorni prima del termine,
stabilito anche questo per legge, entro il quale devono essere completate
le nomine in ruolo e possibilmente le assunzioni a tempo determinato. Possibilmente,
qui la libertà è maggiore, a patto che il primo giorno di
scuola gli insegnanti siano in cattedra. Non per altro, ma se non ci sono,
come succedeva fino a pochissimi anni fa, all’opinione pubblica rischia
di cascarci l’occhietto su quello che succede nella scuola, su questi maledetti
precari che paiono morsi dalla tarantola. Non per altro.
Comunque va tutto bene. Il 29 luglio il CSA di
Roma prende le pratiche e le butta tutte in un grande cesto della spazzatura
e poi appicca il fuoco, metaforicamente, perché le regole su cui
aveva lavorato fino a quel momento sono state cambiate, cioè non
sono retroattive o meglio, sono poco retroattive. Tutto da rifare.
Il precario in scadenza di contratto, impegolato
a rincorrere il bambino piccolo su spiagge irte di bagnanti, non si sforza
troppo a immaginare quanto ferve l’opera dell’uomo dentro il palazzo del
CSA ? da qui in poi, dovesse capitare, semplicemente palazzetto dello sport
? negli ultimi tre giorni di luglio e nei primi dieci giorni di agosto.
L’11 agosto esce una specie di elenco nel quale
ciascuno fa fatica a trovare se stesso, i punti che aveva e quelli che
avrebbe dovuto avere. La verità non ci mette molto a farsi strada:
i fascicoli non sono stati mai aperti. Se sono stati aperti, viene voglia
di dire, era meglio averli lasciati stare.
E qui scoppia il silenzio. Il precario con il
contratto ormai agli sgoccioli si concede la debolezza di entrare nei bar
del vicinato e sfoglia avidamente la cronaca di Roma. Così viene
a sapere che, incombendo le nomine di ruolo, che devono essere fatte entro
il 25 agosto, il palazzetto dello sport si è dato la briga di pubblicare
le prime venti posizioni di ciascuna graduatoria, suppergiù.
Poi più nulla.
Il precario, ormai disoccupato, scruta sulla maschera
di ricerca per codice fiscale, che funziona quando vuole lei, se intanto
appaiono correzioni ai molti errori che riguardano sé e gli altri,
vicini di posto ma anche lontani, anche gente di altre graduatorie. Tanto
per.
Ma che. Venti codici fiscali, specchio di situazioni
assortite meglio di quanto potrebbe fare Abaco (o la Cia), restano, dopo
una settimana di estenuanti prove, immacolati. Riprova e sarai più
fortunato, ma intanto il tempo passa e una folla di postulanti si pigia
ben dentro gli spalti del palazzetto dello sport per farsi correggere il
punteggio a mano, intanto che si può. E a piene mani si aggiudica
cesti di punti.
L’8 settembre legge sul Messaggero: “Le graduatorie
permanenti sono state aggiornate e l'assegnazione delle cattedre è
a buon punto. Prima dell'inizio delle lezioni gli insegnanti saranno tutti
nominati. Gli uffici hanno lavorato sodo e l'avvio sarà regolare”.
Non parlava di Roma, oppure “regolare” non deve essere letto in modo letterale.
Non state a fare i cavilli: l’anno scolastico inizierà e gli insegnanti,
quando saranno nominati, andranno a scuola a far lezione.
L’8 settembre tutti i precari romani, tutti ormai
in carico all’inps, salvo quei quattro gatti che hanno avuto la ventura
di essere immessi a t.i. nei ruoli dell’insegnamento, non dico trepidavano
ma aspettavano ancora con ansia la pubblicazione delle graduatorie definitive
con i punteggi corretti. Il 10 settembre hanno scoperto che la montagna
si è squagliata, che è colata giù dalle isoipse inondando
valli e convalli, la pianura e le spiagge. Sul Corriere della sera un alto
funzionario di quell’ufficio dove si lavora sodo, poche ore prima, aveva
ammesso che forse, in effetti, guardando bene, l’elenco delle sedi da premiare
con il doppio punteggio non è così puntuale. Che, mah, boh,
sono stati commessi degli errori. E che saranno corretti, tutti. Se esistono
dei criteri? Un elenco delle scuole di montagna da affiggere all’albo?
Ma che bella idea.
Oggi nel Lazio cominciano le lezioni. Gli insegnanti
“nominati” in base alla nuova legge inizieranno a far lezione, secondo
gli ultimi dispacci affissi sul palasport, non prima della metà
di ottobre. Nel frattempo, tra festival di telefonate, telegrammi mancati,
cattedre inguattate, cominceranno a far lezione i “supplenti” in attesa
di nomina dell’avente diritto. E poi ci sarà un balletto che sembrerà
di giocare a bandierina. Ma forse a Letizia nemmeno gliel’hanno detto.