Romanzi, fiabe, capponi e coglioni
di Vincenzo Arte

Piacerebbe poter dire anche a me che le abilitazioni devono avere tutte lo stesso valore: è, o sembra, un giusto principio di democrazia e giustizia. Ma non posso farlo, né io né gli altri docenti specializzati: non sapremmo come spiegare a noi stessi, ai nostri amici, ai nostri figli (eh, sì, molti di noi hanno sulle spalle una famiglia da tempo) perché a percorsi diversi debba poi corrispondere lo stesso valore. Le abilitazioni hanno tutte lo stesso valore, ma allora perché a noi è stata richiesta una frequenza obbligatoria di cinque ore al giorno per cinque giorni a settimana per due interi anni? Le abilitazioni hanno tutte lo stesso valore…bello a dirsi, ma perché noi abbiamo dovuto fare 300 ore di tirocinio obbligatorio? Qualche altro insegnante ha fatto tirocinio in Italia? Ci rispondono che alcuni hanno fatto supplenze, che è ben di più ? dicono ? del tirocinio. Però chi ha fatto supplenze ne ha ricevuto il giusto premio in termini di punteggio. Invece, assurdo tra gli assurdi, chi di noi ha fatto supplenze e tirocinio nello stesso periodo non avrà punteggio né per il tirocinio né per le supplenze!!! Le abilitazioni devono avere tutte lo stesso punteggio? Ma allora perché ci hanno costretto a sostenere tre esami a semestre, scritto, orali e tesine varie, perché farci fare un esame finale concorsuale, perché i progetti, il laboratorio, perché farci pagare le tasse universitarie per due anni? Ma già!, ci dicono che siamo serviti proprio a quello, siamo un ingranaggio per far guadagnare soldi all’Università! Io sono un ingranaggio, me ne devo convincere, una rotella, ma non è così anche la laurea universitaria? Non sono tutti i laureati degli ingranaggi per far guadagnare i baroni universitari? E non sono i malati degli ingranaggi per far guadagnare i medici? Gli automobilisti sono anche loro delle piccole rotelline di un grande meccanismo che fa guadagnare i petrolieri e fa fare delle guerre, ma non se ne rendono conto quando guidano per le città... Così io non mi rendevo conto di stare in quell’infernale fabbrica mangia-soldi che è l’Università. Però… Però ancora un dubbio mi viene: penso, per esser estremamente chiaro, a chi nel settembre 2001 sosteneva un esame per entrare nelle SSIS, nel terzo ciclo SSIS. Era un esame difficile, perché basato sul programma del concorso ordinario e perché tante persone ambivano ad entrare nelle SSIS, che invece sono a numero chiuso. Qualcuno si domanderà perché erano così tanti a cercare di entrare nelle SSIS, vi erano neo-laureati ma anche professionisti che volevano passare all’insegnamento, così come precari di vecchia data e non pochi erano i già abilitati. Il perché è presto detto, anche se mi tocca citare un po’ di normativa: la legge 341 del 1990 diceva che le SSIS abilitavano all’insegnamento, il combinato disposto dal D.I. 460 del ‘98, dalla Legge 306 del 2000 e dal D.I. 268 del 2001, stabiliva che abilitandosi con le SSIS si avevano nelle graduatorie permanenti 30 punti aggiuntivi rispetto ai punteggi delle altre abilitazioni (corsi riservati e concorso ordinario); infine la Legge 333 del 2001 confermava ciò che avevano già detto innumerevoli sentenze Tar e cioè che i nuovi abilitati sarebbero andati nella stessa fascia dei vecchi (tranne le categorie “protette” di prima e seconda fascia), questo perché anche i nuovi iscritti potevano “scavalcare”  vecchi se più meritevoli, cioè se aventi punteggio migliore.
Ebbene nel 2001 pochi - molto pochi rispetto al numero dei laureati che studiarono e si prepararono per sostenere l’esame d’ingresso alle SSIS - riuscirono ad entrare in questo biennio formativo molto duro ed impegnativo. Chi di quei pochi aveva la fortuna di riuscire contemporaneamente ad insegnare ebbe la prima batosta dal Tar: il punteggio del servizio non era cumulabile con i 30 punti! In soldoni, disse il Tar nelle sentenze confermate dal Consiglio di Stato, i 30 punti aggiuntivi comprendono anche l’eventuale servizio prestato durante le SSIS. Queste sentenze arrivarono praticamente alla fine del primo anno di studi di chi riuscì a superare l’esame SSIS del 2001. “OK!, si fa buon viso a cattivo gioco e si continua, ragazzi, suvvia! Magari l’anno prossimo non si accettano supplenze ? almeno chi poteva permetterselo - così ci si concentra di più negli studi specialistici; comunque i 30 punti, anche se senza cumulo col punteggio del servizio, sono stati confermati dal Tar”. Era il maggio 2002.

Marzo 2003. I docenti specializzandi dal 2001 stanno per finire il loro biennio ed attendono, a norma di legge, di entrare in graduatoria permanente con un punteggio aggiuntivo di 30 punti rispetto a chi si è abilitato con l’ordinario o il riservato. Ma, a poche settimane dal traguardo arriva, come in ogni fiaba, il cattivo che impedisce loro di coronare il sogno. Il cattivo oggi ha la faccia di una serie di politici con nuove idee: uno sconosciuto De Laurentiis, un più famoso Asciutti, forse l’ineffabile Formigoni, sicuramente Mario Mauro e Angela Napoli, ma soprattutto Valentina Aprea e, in testa a tutti, una che politica non è ma comanda al MIUR, Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti. Sono appoggiati dalla CISL e dallo SNALS, gli altri sindacati nicchiano, come i partiti della sinistra, no, del centro-sinistra, perché rifondazione comunista stavolta sembra essere con decisione dalla parte della Moratti, così come i COBAS. Cosa decidono i cattivi? Qualcosa di incomprensibile per chi ha un minimo di conoscenza del diritto, anzi qualcosa di aberrante. Coloro che hanno investito due anni per formarsi all’insegnamento, sicuri ? le leggi ed i decreti li ho elencati su ? di aver 30 punti in più rispetto ai docenti che non hanno fatto questi due ulteriori anni di studio dopo la laurea, coloro che hanno fatto quell’investimento…hanno fatto male! Semplice, no? Hanno fatto male perché oggi, due anni dopo, e dopo la decurtazione del punteggio del servizio, i punti vengono ridotti da 30 a 3 ? ho scritto proprio tre!!! Tra l’altro questa “riduzione” verrà fatta per decreto ministeriale. E qui i più esperti allibiscono. Come può un decreto ministeriale andare contro le leggi che sono una norma superiore? In effetti non può!

Tiriamo un attimo il fiato e veniamo a quello che forse è il nodo cruciale: la Moratti vuol fare assunzioni? No, anzi sì, forse no, cioè lei vorrebbe ma Tremonti no, insomma no. Alla Moratti piacciono le graduatorie pubbliche? No, sicuramente non piacciono al centro-destra in genere visto che sempre più spesso ripetono che l’ideale per le assunzioni e le supplenze sarebbe la “chiamata diretta da parte dei presidi” - e d’altronde questo faceva parte anche del loro programma elettorale.
Ed allora quale strategia migliore per disfarsi delle graduatorie che renderle inservibili? Quale idea più geniale che far litigare tra loro gli aspiranti alle assunzioni così che pochi si ricordino che intanto non vengono assunti?
Il re è nudo, si diceva una volta. Valentina Aprea, viceministro forzitaliota, lo ripete da tempo ormai: “Noi intanto facciamo questo decreto, poi voi, giustamente, farete ricorso al Tar”. Più semplice di così! Il ministero fa un decreto contro la legge accontentando alcuni insegnanti, gli scontenti invece saranno contenti dopo aver fatto i ricorsi che annulleranno il decreto, intanto le graduatorie continueranno ad essere “ballerine”, i precari continueranno a beccarsi tra loro come i capponi di Renzo, e Valentina e Letizia vivranno felici e contente.

Ma le favole da secoli ormai non finiscono così banalmente, i più vogliono anche sapere che fine faranno gli altri personaggi. Per esempio quelli che hanno fatto i “Don Abbondio”. Che fine faranno i deputati e senatori della sinistra che più si occupano di scuola, da Alba Sasso, Piera Capitelli e Titti De Simone della commissione cultura della camera, alla senatrice Acciarini, solo per fare qualche nome. Che fine faranno loro ed i dirigenti dei sindacati? A parole difendono il precariato e la scuola pubblica, nei fatti avallano la continuazione della “guerra tra poveri” precari e danno alle destre la grande occasione per buttare nella spazzatura le graduatorie pubbliche. Che fine faranno? Non lo so, continueranno il loro lavoro dando la colpa agli altri, come sempre. Purtroppo sembra che politici e sindacalisti di sinistra non riescano a vedere più in là del proprio naso, se è  vero che ancora ? come dei dischi incantati ? continuano a vedere come panacea le “fasce” delle graduatorie, fasce giudicate “illogiche, illegittime, incostituzionali” da tutti i Tar italiani nel 2001! Riescono solo a dire che è tutta colpa della Moratti e non si assumono la responsabilità di aver introdotto nello stesso anno tre percorsi abilitativi completamente diversi senza normare a dovere la cosa. Oggi non riescono ad indicare una strada perseguibile, nascondono la testa per non dispiacere a questo o a quel docente. Dicono che “se la Morati assumesse tutto il personale precario”…ma tutto questo personale precario si è formato anche durante gli anni Berlinguer-De Mauro e certo anche un governo di sinistra oggi non assumerebbe tutti i precari…
E che fine faremo noi insegnanti precari, abilitati con questa o quell’abilitazione, o con quell’altra ancora? Fino a ieri il paragone con i capponi manzoniani era perfetto: “…quelle quattro teste spenzolate; s'ingegnavano a beccarsi l'una con l'altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura”. E domani? Sta alla nostra intelligenza decidere se finire come coglioni col collo tirato oppure reagire, ognuno è padrone della propria fiaba.
 


invia un commento